Pubblicato da: scudieroJons | agosto 20, 2017

Lo scambio

C’era una volta una persona debole, sofferente, ma abbastanza ricca, un certo signor X. Y. Era innamorato di una incantevole giovane donna, la quale, ahimè, non badava affatto a lui. Un giorno, mentre viaggiava, quest’uomo pallido e ottuso, notò per caso sulla spiaggia un giovane pescatore di nome Mario, un uomo allegro, abbronzato dal sole, robusto, che, nonostante tutto ciò, era mirabilmente, stupendamente uguale a lui. Al nostro eroe venne in mente un’idea astuta: invitò la giovane signora ad accompagnarlo al mare. Alloggiarono in due alberghi diversi. Sin dalla prima mattina ella andò a fare una passeggiata e vide dalla sommità del dirupo… chi? Era quello, davvero, il signor X. Y. ? Ah, be’, non l’avrei mai creduto! Si teneva ritto sulla sabbia sottostante, allegro, abbronzato dal sole, con una maglietta a righe e nude braccia robuste (ma era Mario!). La damigella tornò all’albergo tutta fremente e aspettò, aspettò! E i minuti dorati si tramutavano in piombo…
Nel frattempo, il vero signor X. Y. che, da dietro un lauro, l’aveva veduta guardare dall’alto Mario, il suo sosia (e che ora stava dando al cuore di lei il tempo di maturare definitivamente), si aggirava ansioso per il villaggio vestito da città, con una cravatta lilla. Tutto a un tratto, una bruna pescatrice in gonna scarlatta lo chiamò dalla soglia d’una casetta e, facendo un gesto latino di stupore, esclamò: “Come sei meravigliosamente vestito, Mario! Ti avevo sempre creduto un semplice e rude pescatore, come lo sono tutti i nostri giovanotti, e non ti amavo; ma adesso, adesso… “. Lo trascinò nella casetta. Labbra bisbiglianti, un mescolarsi d’odor di pesce e lozione per capelli, carezze ardenti. Così le ore fuggirono…
Infine il signor X. Y. aprì gli occhi e andò all’albergo ove il suo tesoro, il suo solo amore, lo stava aspettando febbrilmente. “Sono stata cieca” ella gridò, mentre lui entrava. “Ma ora la vista mi è stata restituita dal tuo apparirmi in tutta la tua bronzea nudità, su quella spiaggia baciata dal sole. Sì, ti amo. Fa di me quello che vuoi”. Labbra bisbiglianti? Carezze ardenti? Ore fuggevoli? No, ahimè no… decisamente no. Soltanto un tenace odor di pesce. Il pover’uomo era esausto dalla recente baldoria, e così rimase seduto dov’era, molto tetro e abbattuto, pensando quanto era stato stupido a tradire e annullare il suo luminoso piano.

da Disperazione, di Vladimir Nabokov.

Da molti anni sono un estimatore di Vladimir Nabokov e mi piace quasi tutto quello che ha scritto, ma questo breve racconto, inserito nella vicenda di un romanzo, mi ha lasciato un po’ deluso. Mi sembra incompleto, intempestivo, come se la beffa del destino fosse arrivata a sproposito, come un aereo che arriva troppo in anticipo, e mi sta venendo il desiderio di aggiungere una chiusa diversa al racconto. Sto pensando a qualcosa nello stile del Decamerone. Lo so che è un sacrilegio pensare di aggiungere anche un solo rigo alle parole di un gigante della letteratura, ma Nabokov amava i sacrilegi letterari, e dopo che Umberto Eco ha compiuto il più affettuosamente irriverente di tutti, con la sua Nonita, si sarà ormai abituato, e forse non se ne avrà tanto a male se ne compiamo uno piccolo piccolo.
Ci dobbiamo pensare. E intanto si accettano suggerimenti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: