Pubblicato da: scudieroJons | giugno 17, 2017

Il piccolo dubat

Si era arruolato giovanissimo nel corpo dei Dubat (i turbanti bianchi) e si era distinto in combattimento per la parlantina sciolta e la faccia di corno. Venuto in Italia aveva ottenuto la cittadinanza italiana e si era arrampicato su per la scala sociale fino a diventare vicepresidente della Camera dei deputati, ma per i suoi milioni di amici della rete, che lo idolatravano, era rimasto sempre Giggino ‘o tubbattiello.
In tutti quegli anni Giggino non aveva mai dimenticato la ragazza che amava, perciò il giorno in cui al Senato si doveva votare la legge per dare la cittadinanza italiana agli stranieri, prese carta, penna e calamaio, (perché di email non aveva mai capito niente) e le scrisse una lettera.
“Mia adorata Adua, ti penso sempre e sogno ogni notte il tuo bel visetto nero. Vengo con questa mia addarti una notizia stupenda: l’ora si avvicina! Tra non molto potremo stare insieme, io e te. Se dall’altopiano guardi il mare vedrai come in un sogno tante navi e un tricolore che sventola per te. Stiamo arrivando per darti un’altra legge, e ti daremo anche un Papa e un Presidente. Ti porteremo a Roma, liberata, dal sole nostro tu sarai baciata, diventerai romana pure tu. La tua bandiera sarà quella italiana, e sfileremo davanti al Papa e al Presidente. Mio dolce faccino nero, il sogno s’è avverato, si adempie il voto sacro degli eroi, non sei straniera ma sorella a noi; l’Italia nostra è madre pure a te. Faccella nera, bella italiana! Eri straniera e adesso sei romana. Faccetta nera, anche per te c’è una bandiera, c’è una Patria, un Papa e un Presidente”.
– Gigginu, cösa che steu scrivendo?
– Scrivo una lettera alla mia innamorata che vive all’Asmara, Mio Duce, la sto informando che oggi si vota la legge dello ius soli… Anzi, adesso devo correre in Parlamento per votare…
– Belin, a moæ di belinoin a l’é de lungo gräia! Guarda cosa mi combina questo gabibbu se non sto attento! E’ pazzesco! Ma allora non hai letto il blog? O l’hai letto e non l’hai capito? Eppure l’ho scritto chiaramente che noi non siamo né di destra né di sinistra. Siamo per me e Casaleggio, e basta. Non mi hai ascoltato nemmeno quando ho fatto l’ultimo comizio a Genova? Vi ho spiegato come è nato il movimento: è nato il 4 di ottobre del 2009, il giorno di San Francesco. Noi siamo i veri francescani. Hai capito, Gigginu? Dobbiamo essere solidali, con Salvini. E queste belinate dello ius soli chi te le ha messe in testa? E’ stato Renzi? o monsignor Galantino? Lo sai che succede se tu vai a votare lo ius soli? Verranno tutti davanti al cancello della mia villa a Sant’Ilario, o alla banchina del porto dove tengo ormeggiato il motoscafo, a rompere i coglioni a me. E poi lo sai già che ti fa male pensare a queste cose. Te lo devo proprio dire, Gigginu: cumme t’è neigru! E mentre tu te ne stai qui, a scrivere lettere, intanto gli elettori ci mollano! Non lo sai che se u cân sè gratta è balle, aa lévre scappa inta valle? Dammi qui la lettera che la straccio, e in cambio beccati questo calcione nel culo. Lo faccio per il tuo bene, fidati di me, perché per ogni cäso in to cû fai ûn passo avanti.

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