Pubblicato da: scudieroJons | giugno 8, 2017

Dottor Esculapio, intervenga lei

Fino a non molto tempo fa, quando leggevo il nome di Guglielmo Pepe, mi veniva in mente la gloriosa e sfortunata vicenda dei molti tentativi di liberare il Sud dell’Italia dalla tirannia paternalistica e forcaiola dei Borbone. Già ufficiale dell’esercito borbonico, Guglielmo Pepe era stato uno degli eroici difensori della repubblica partenopea del 1799, ma era stato sconfitto dalle bande di lazzari e sanfedisti del cardinale Ruffo. In seguito aveva combattuto agli ordini di Napoleone e di Murat. Il suo nome per me era strettamente legato a quello di Rosolino Pilo, altro patriota di grande cuore ma scarsa capacità operativa, e a quello di Carlo Pisacane, l’indimenticabile, disorganizzato e sfortunato eroe della spedizione di Sapri, massacrato dagli stessi bifolchi che voleva liberare.
Oggi invece il nome di Guglielmo Pepe mi rimanda a una figura di giornalista populista, polemico e cocciuto, che si è specializzato nella difesa delle cause perse di tutti quelli che nel campo della sanità abbracciano con convinzione le idee più arretrate, per esempio riguardo alla pericolosità dei vaccini o all’efficacia delle cure omeopatiche.
Pepe, in realtà, si professa sostenitore dell’utilità e dell’insostituibilità dei vaccini, ma invece di spiegarle ai suoi lettori, protesta contro il blando decisionismo messo in campo da questo governo che ha stabilito per decreto l’obbligatorietà di 12 vaccini, e insiste che non si fa così, mettendo obblighi di legge, ma si procede, più democraticamente, dice lui, con l’informazione capillare, con la persuasione. In realtà un po’ d’informazione è stata fatta e lo hanno detto in tutte le lingue e anche cantando che i vaccini non provocano l’autismo, ma quelli duri di comprendonio non lo vogliono capire. Il nostro codice della strada impone l’obbligo delle cinture di sicurezza in macchina e degli appositi seggiolini per i bambini, e il divieto di parlare tenendo il cellulare in mano mentre si guida. Ma siamo in Italia, e basta stare fermi due minuti a un incrocio per vedere quanta gente passa, spesso senza cintura, molto spesso guidando con una mano sola, perchè l’altra tiene il cellulare attaccato all’orecchio (fanno manovre spericolate, anche a marcia indietro, sono bravissimi! ma come fanno?) e qualcuno ha di fianco un passeggero con un bambino in braccio. Figuriamoci cosa succederebbe se alcune misure di sicurezza non fossero obbligatorie, ma solo consigliate. Nel blog tenuto da Pepe i suoi lettori depositano perle di idiozia come questa: “Ho un figlio di 4 anni a cui dovrò spiegare che l’anno prossimo non potrà tornare all’asilo con i suoi amichetti perchè per interessi economici obbligano il suo papà e la sua mamma a scegliere tra la sua salute e la sua istruzione. E dovrò anche spiegare che non potrà nemmeno andare alle elementari. A meno che papà e mamma non caccino 7500 euro di multa perchè in quel caso salvano capra e cavoli con buona pace della salute pubblica”. Questo demente crede forse che una volta pagati i 7.500 euro potrà mandare il figlio a scuola senza prima farlo vaccinare? Come se qualcuno dicesse: Ho parcheggiato la macchina in sosta vietata, mi hanno fatto la multa, la voglio pagare, ma la macchina la lascio lì per un mese. Provateci a vedere se funziona così. In realtà, dopo aver pagato 7.500 euro, il genitore inadempiente dovrà correre a vaccinare il figlio se non vuole che inizi la procedura per alleggerirlo dal peso troppo gravoso per lui della patria potestà.
Per quanto riguarda le cure omeopatiche, fino a quando ad esse si rivolgono vecchie signore ignoranti e ipocondriache, che si illudono che quei preparati a base di acqua fresca pagati a peso d’oro le portino sollievo, possiamo anche allargare le braccia e passare oltre. Ma quando un bambino muore, come è accaduto pochi giorni fa, perchè per due settimane la sua otite doppia è stata curata solo con preparati omeopatici, senza antibiotici, non possiamo fare finta di niente, e prima o poi le leggi si dovranno occupare anche della vendita dei prodotti omeopatici.
E Guglielmo Pepe, cosa decide di fare in proposito? E’ presto detto: in data 14 febbraio 2017 pubblica un post dal titolo Chi disprezza l’omeopatia offende milioni di persone. Una bella iniezione intramuscolare ricostituente e tonificante sulla chiappa sempre più estesa dell’ignoranza scientifica degli italiani. Non solo sono ignoranti, ma se qualcuno glielo fa notare per farli rinsavire si offendono pure!
Immagino che Pepe abbia un gran daffare a correre in soccorso di tutte queste cause traballanti e bisognose di difesa, e senza dubbio questa sua opera gli costerà grande fatica. Ma sono anche sicuro che gli si allarga il cuore e sparisce la fatica quando gli arrivano commenti adoranti come questo: “Gentile Guglielmo, mi sento di ringraziarti per questo ottimo articolo, pienamente d’accordo sul contenuto.
Questo è il mio primo commento in questo blog, solitamente mi limito a leggere ma credo sia necessario scendere in campo visto che gli “avversari” stanno tentando in tutti i modi di segnare il gol della vittoria, ma la partita è ancora aperta ed è tempo di far entrare il nostro fuoriclasse (il divin codino ovvero il libero arbitrio); se loro stanno giocando sporco è arrivato il momento per noi di ripulirli, se credono di poter vincere questo gioco delle parti allora devono sapere che noi sappiamo: non esiste la cura miracolosa, per nessuno, la guarigione avviene quando l’anima ritrova la perfetta armonia.
Non esiste a questo mondo un individuo perfettamente sano: tutti hanno conosciuto il dolore.
Quando padre Pio fece costruire la clinica per gli ammalati scelse come nome “Casa Sollievo della Sofferenza”, non la fece chiamare “Casa della Guarigione” o “Casa della Salute”… qualcuno si è mai chiesto per quale motivo!?
Il perché è molto semplice: la sofferenza è la nostra compagna di viaggio, da quando nasciamo a quando trapassiamo.
Nè lui, grande Spirito Illuminato, nè altre anime scese sulla terra per aiutarci ad evolvere, hanno detto che i rimedi naturali sono dannosi per la salute nè inefficaci ancor meno di vietarli.
Il compito del medico è “Dare sollievo senza nuocere”: non solo agli umani ma anche a tutte le altre creature di questo mondo (animali e piante).
A quanto pare qualcuno si crede migliore dei suoi fratelli ed è convinto di avere la verità nella tasca del camice o nella cassaforte nascosta: si stanno sbagliando e presto si accorgeranno di aver commesso gravi errori ma sarà troppo tardi per porvi rimedio.
Sarà la Giustizia Divina a pareggiare i conti!”
Un paio di mesi fa un medico, una donna, che curò una sua paziente malata di tumore con la psicologia, è stata condannata a due anni e 6 mesi di reclusione per omicidio colposo e al risarcimento dei danni. Ecco uno scambio di messaggi avvenuto tra medico e malata: “Ciao Germana, ti mando un aggiornamento: il neo non migliora. E’ ancora più gonfio, sanguina, ha un cattivo odore, mi fa male ed è sempre più brutto”. Marina, morta nel 2014, scriveva così al suo medico di base, la dottoressa Germana Durando. E quest’ultima le aveva risposto: “Cosa stai prendendo come rimedio omeopatico? Ci vediamo presto, intanto tu lavora sul perdono e cerca di incontrare il tuo ex”.

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