Pubblicato da: scudieroJons | maggio 22, 2017

Africa

“Leopardi, elefanti, antilopi: ne ha uccisi tanti di animali nella sua vita, Theunis Botha. Al punto da diventare uno dei più rinomati cacciatori nell’Africa dei trofei e delle zanne d’avorio che ancora arredano le case di appassionati di mezzo mondo”.
Inizia così un articolo di cronaca che racconta la morte di un cacciatore professionista, uno di quelli che accompagnano i criminali sanguinari che da tutto il mondo vanno in Africa a sparare agli animali selvaggi.
Qualcuno dirà che è un’attività perfettamente legale e che gli animali stessi sono prima allevati e nutriti dai guardiani del parco per essere poi offerti come bersaglio ai fanatici della caccia grossa. Sarà anche vero che è legale, ma la loro uccisione con le potenti armi moderne rimane sempre una stupida crudeltà.
Questa volta c’è stato un evento imprevisto. La cronaca riporta: “I cacciatori si sono trovati a dovere fronteggiare la carica di quattro femmine di elefante prese di mira. Una di queste, secondo quanto riportato da News24, ha sollevato di peso con la sua proboscide [precisazione alquanto superflua: in quale altro modo avrebbe potuto afferrarlo? con le mani?] Theunis Botha, facendolo cadere a terra e calpestandolo. L’animale è stato subito abbattuto ed è caduto proprio sul cacciatore sudafricano”.
Povera, povera elefantessa.

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