Pubblicato da: scudieroJons | maggio 9, 2017

L’Incroyable et la Merveilleuse

– Siamo in compagnia del signor Emidio, titolare della trattoria “Chez Emidio”, situata nel centro di questa nobile e bella città capoluogo del Piceno. Ci racconti, signor Emidio, cosa accadde un giorno nel suo locale, ormai più di un anno fa.
– Era uno degli ultimi giorni di febbraio dell’anno scorso. Mi ricordo che faceva ancora molto freddo e avevamo il fuoco acceso nel caminetto, quando verso l’ora di pranzo entrarono nel locale due turisti stranieri. Ho saputo dopo che erano francesi. Lui era un giovane distinto, bruno, di bella presenza, vestito con sobria eleganza, come mi piacerebbe che fosse il fidanzato di mia figlia, invece di tutti quegli scalzacani che mi porta in casa. La signora era una donna molto bella, bionda, elegante e piena di fascino. Aveva un portamento aristocratico, come quello di una… di una…
– Di una nobildonna? di una contessa?
– No, di più, molto di più: aveva i modi raffinati di una professoressa. Io me ne intendo parecchio di professoresse, perché qui vicino c’è il Liceo e vengono spesso a mangiare da me.
– E ci dica, dove si sono seduti? Che cosa hanno ordinato?
– Li ho fatti accomodare qui, vicino al caminetto. Gli ho presentato la lista dei vini, ma non hanno ordinato subito, erano troppo infervorati in una discussione, e allora l’ho lasciata lì, sulla tovaglia.


– E ha sentito di che cosa parlavano? Ha potuto capire l’argomento della discussione?
– Mi è parso di capire che il giovanotto volesse iniziare una nuova attività e che aveva già tutto pronto, ma non poteva partire perché non aveva ancora trovato il nome adatto da mettere alla ditta. La signora lo incoraggiava e gli suggeriva anche dei possibili nomi, ma lui continuava a ripetere: “C’est pas bon!” oppure: “Quelle bêtise!”. Siccome il tempo passava e in cucina non sapevano che fare, mi sono avvicinato per sentire se avevano deciso che cosa ordinare. Il giovane mi ha risposto che avevano un grave problema da risolvere e che lo stomaco si era chiuso. Poi mi ha chiesto di portargli una guida turistica della regione perché volevano fare un giro per cercare l’ispirazione. Io ho portato la guida dei musei, e siccome quei due stavano discutendo ancor più animatamente, l’ho messa sul tavolo, sopra la lista dei vini, e sono tornato in cucina per avvisare il cuoco.

Mentre ero in cucina ho sentito un trambusto provenire dalla sala da pranzo e sono corso subito a vedere. Erano i due ospiti che ridevano e si abbracciavano. Lui gridava: “C’est incroyable!”, lei rispondeva: “Elle est merveilleuse!”. Quando mi ha visto, il giovanotto mi ha abbracciato per la felicità.  “Lei mi ha risolto un difficile problema! – mi ha detto – Lei è il mio salvatore! Adesso vogliamo mangiare! Ci porti tutto quello che ha di meglio.” Anche la mamma mi ha abbracciato e baciato.
– C’era anche la mamma? Ma non aveva detto che erano in due?
– Sì, erano solo loro due. Ho qui la matrice del conto e ci sono segnati due coperti.

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Responses

  1. ah, ah! Viva le “marche” ispiratrici di cose buone!!!


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