Pubblicato da: scudieroJons | febbraio 5, 2017

Il volo della trojka

trojka

Čičikov sorrideva, sobbalzando appena sul suo cuscino di cuoio, poiché amava la velocità. E quale russo non ama la velocità? E come potrebbe non amarla la sua anima che aspira a girare fino alle vertigini, a sfrenarsi, a dire talvolta: “che vada tutto al diavolo!” Potrebbe non amarla, quando vi si sente un’esaltazione meravigliosa?
Come se una forza sconosciuta ti avesse rapito sulle sue ali, tu voli, e tutto vola: volano le verste, ti volano incontro mercanti in serpa ai loro carri coperti, vola ai due lati il bosco con le scure schiere di abeti e di pini, coi colpi d’ascia e le grida di cornacchie, vola tutta la strada chissà dove nella lontananza che si perde, e c’è qualcosa di terribile in questo rapido balenare, dove l’oggetto che dilegua non fa in tempo a delinearsi – solo il cielo sopra il tuo capo, e le nuvole leggere, e la luna che dietro di esse fa capolino sembrano immobili. Eh, trojka, uccello trojka, chi ti ha inventato? Certo potevi nascere soltanto da un popolo audace, in una terra che non ama scherzare, ma piatta e uguale si distende su mezzo mondo, e va’ un po’ a contare le verste, finché non ti si confonda la vista! E non si direbbe un veicolo complicato, non è tenuto insieme da viti di ferro, ma l’ha costruito e montato in fretta e furia, solo con scure e scalpello, lo svelto contadino di Jaroslavl’. Il postiglione non porta stivaloni tedeschi: ha barba e guantoni, e siede il diavolo sa su che cosa; ma quando si alza, e leva le braccia, e intona una canzone – i cavalli diventano un turbine, i raggi delle ruote si fondono in un unico cerchio liscio, la strada ha un tremito e un passante si ferma e strilla di spavento – ed ecco è partita, e vola, vola!… Ed ecco laggiù in lontananza si vede solo qualcosa che alza la polvere e fende l’aria.
E anche tu, Russia, non voli forse come una rapida trojka irraggiungibile? La strada fuma sotto di te, strepitano i ponti, tutto viene superato e rimane indietro. Si ferma l’osservatore, colpito dal miracolo divino: non sei forse un fulmine scagliato dal cielo? Che significa questa corsa che incute terrore? E quale forza ignota è racchiusa in questi cavalli ignoti al mondo? Dite, ci sono forse turbini nelle vostre criniere? Un orecchio acuto freme forse in ogni vostra fibra? Avete sentito giungere dall’alto la nota canzone, insieme e di colpo avete teso il petto bronzeo, e quasi senza toccare terra con gli zoccoli vi siete trasformati in linee rette, volanti per l’aria, e tutta la trojka galoppa, ispirata da Dio!… Russia, dove corri mai? Dammi una risposta. No, non dà risposta. Il sonaglio tintinna con note meravigliose; l’aria lacerata ulula e diviene vento; vola via ogni cosa sulla terra, e guardando di sbieco si scansano e le cedono il passo gli altri popoli e le altre nazioni.

da Le anime morte
di Nikolaj Gogol

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: