Pubblicato da: scudieroJons | gennaio 24, 2017

Ultimi insegnamenti a una Ragazza con il Lollipop

Giocatore di Scacchi – Sono passati quasi sei anni da quando ho iniziato a raccontarti gli scacchi. Ormai ti ho detto tutto quello che conosco su questo gioco. Oggi ti farò un riepilogo conclusivo e ti mostrerò l’ultimo video della serie. Non ne farò altri. E’ tempo di cambiare. Ormai sei pronta per affrontare qualunque avversario.
Ragazza con il Lollipop – Non so se ne sarò capace. Non mi pare di aver imparato tanto. E poi ho l’impressione che tu mi abbia fatto vedere sempre la stessa partita.
G. S. – L’osservazione è pertinente! Si vede che sei stata attenta! E’ proprio così: in tutti i video musicali ti ho fatto vedere sempre la stessa partita. Anzi, per essere precisi, ci sono due tipi di partite: una per quando hai i pezzi bianchi e una per quando hai i pezzi neri. La ragione è questa: se tu giochi sempre la stessa partita diventi una specialista in quel campo: ogni possibile sviluppo, ogni variante, ti sarà diventata familiare, mentre per il tuo avversario potrebbe essere una novità, e non potrà, nel poco tempo che dura una partita, accumulare la stessa mole di esperienze che ne hai tu. Le sue mosse saranno spesso sperimentali, imprecise, e tu ne potrai trarre vantaggio.
R. L. – Ma se il mio avversario gioca un altro tipo di partita? Come faccio a ritrovare il bandolo del gioco?
G. S. – Non può accadere: se tu esegui quelle mosse precise, specialmente quando giochi con il bianco e muovi per prima, il tuo avversario non potrà fare niente per impedirtelo. Se ci provasse sarebbe costretto a uscire dagli schemi collaudati, e per farlo dovrebbe eseguire mosse che potrebbe rivelarsi deboli, non le mosse migliori. Se tu, variando opportunamente, ma solo di poco, l’ordine delle mosse, riesci a completare la fase di apertura come l’avevi immaginata, in seguito le debolezze dello schieramento avversario torneranno a tuo vantaggio. Solo se dovessi giocare contro un avversario che conosce perfettamente il tuo gioco e ti batte regolarmente sarebbe necessario cambiare, ma fino a quando vinci non devi mai cambiare gioco.
R. L. – Sarà come dici tu… Ma cosa devo fare esattamente? Quali sono le cose più importanti che devo guardare?
G. S. – Nella prima fase lo scopo principale è mettere i tuoi pezzi in condizione di giocare. Perciò devi farli uscire dalla posizione di partenza in cui si trovano. Tranne che per i cavalli, che possono saltare, i pedoni costituiscono un intralcio all’inizio, perché impediscono il passaggio dei pezzi. Ne devi muovere alcuni, per creare i varchi, come hai visto fare nei video, ma devi stare attenta a non muoverne troppi, perché i pedoni servono anche per difendere le retrovie. Soprattutto non devi muovere senza un motivo valido i pedoni dell’arrocco, che servono per difendere il re.
R. L. – Devo farlo per forza l’arrocco?
G. S. – Sì, devi arroccare il prima possibile, a meno che non ci siano minacce più impellenti contro cui predisporre ripari urgenti. L’arrocco serve per difendere il re e anche per mettere la torre interessata in zona più centrale, pronta per entrare in gioco. Ma all’inizio le torri devono restare sulla tua prima riga, solo in seguito entrano in gioco avanzando, perché hanno bisogno di spazi liberi. Invece cavalli e alfieri devono subito iniziare la lotta. Ma anche se li porti in avanti devi sempre metterli in caselle in cui non possono essere facilmente attaccati dai pezzi avversari. Se questo dovesse accadere, non devi avere esitazioni: per non essere costretta a riprendere un pezzo, in condizioni di svantaggio, dopo che l’avversario ha preso il tuo, gioca d’anticipo, e se ti accorgi che prendendo un pezzo avversario gli crei un certo disordine nello schieramento, non esitare a prenderlo.
R. L. – Ma poi lui si mangia il mio pezzo!
G. S. – Certo! E’ normale che accada. La bravura del giocatore non consiste nell’arrivare a fine partita con tutti i pezzi, ma nel pilotare i cambi in modo che ogni volta gli diano un piccolo vantaggio, che può essere o una posizione migliore o il guadagno di un pedone.
R. L. – Allora potrei usare la regina per fare questo, dato che è il pezzo più forte.
G. S. – No.  All’inizio non è consigliabile esporre la regina ai pericoli della battaglia, perché il grande numero di pezzi avversari presenti potrebbe causare qualche infortunio, con il rischio di perderla, e questo significherebbe la perdita della partita.  In altri casi potrebbe essere costretta a una fuga precipitosa con la perdita di un pezzo di minor valore. La regina all’inizio deve rimanere nelle retrovie, e da lì deve sorvegliare i propri pezzi, per intervenire se qualcuno li prende.
R. L. – Insomma, questo non lo posso fare, quest’altro nemmeno, ma allora cosa devo cercare di fare all’inizio?
G. S. – Devi consolidare la posizione, predisporre difese contro possibili attacchi e cercare di prendere possesso delle vie di comunicazione. Ti servirà per portare velocemente i tuoi pezzi da una parte all’altra della scacchiera, dove c’è necessità della loro presenza, per creare una maggioranza localizzata, per difendere il tuo campo o per attaccare il campo avversario. Perciò cerca di mettere gli alfieri sulle diagonali maggiori e le torri sulle colonne che si aprono al centro. Spesso un alfiere o una torre ben piazzati conferiscono un apporto decisivo alla partita senza mai muoversi, solo controllando una linea. Mentre disponi i pezzi osserva sempre lo schieramento avversario e se ti accorgi che si stanno creando punti deboli, come il re scoperto, un pedone o un pezzo indifeso, non affrettarti ad attaccarlo, ma aspetta fino al momento in cui l’avversario non avrà la possibilità di portare un pezzo a difesa. Se riesci, con una mossa sola, ad attaccare contemporaneamente due punti deboli dello schieramento avversario, potrebbe riuscire impossibile per lui difenderli entrambi con una sola mossa, e il guadagno che ne consegue è il piccolo capitale iniziale che impiegherai per realizzare la vittoria finale.
R. L. – Ma non dovrei cercare di fare lo scacco matto? Come posso riuscirci con questo modo di giocare?
G. S. – Lo scacco matto è l’obiettivo finale, ma nella fase di apertura è assolutamente impossibile da programmare. Nella fase del centro di partita si può cominciare a pensarci, ma se l’avversario difende bene il suo re non si può procedere per vie dirette. Allora si deve cercare di indebolire le difese, sia eliminando, con opportuni cambi, i pezzi che difendono meglio, sia aumentando la pressione su eventuali punti deboli che si sono creati nello schieramento avversario, come per esempio pedoni arretrati o case vicino al re che non possono essere difese da un pedone, quelli che vengono definiti “buchi”. L’avversario sarà costretto a manovrare i suoi pezzi per migliorare la difesa, spesso in spazi ristretti, e questo potrebbe creare interferenze tra i suoi pezzi, generando altri punti deboli o costringendolo a perdere materiale. Alcune volte, in questa fase, gli errori dell’avversario sono così gravi e le sue debolezze così irreparabili che si riesce a dargli scacco matto.  Il video che segue ne è un pratico esempio: individuato il punto debole del nero in un pedone che si trova in fondo a una colonna semiaperta, il bianco provoca la progressiva eliminazione dei pezzi di entrambe le parti in una casella saldamente controllata dalla torre bianca, per arrivare al finale con i pedoni in posizione migliore. Ma durante questa fase il nero compie alcuni errori: prima perde un pedone a seguito di un attacco combinato di regina e alfiere, poi mette allo scoperto il proprio re, forse nel tentativo di trasferirlo sull’ala opposta, e viene costretto a patire lo scacco matto.


Nel centro di partita è consentito utilizzare anche i pedoni per aprire varchi nelle difese dell’avversario, ma bisogna farlo sempre con prudenza e tenendo presente che quando tutti gli scontri fossero conclusi e tutti i pezzi eliminati dalla scacchiera, i tuoi pedoni devono essere in grado di farti vincere. O perché ne hai almeno uno in più, o perché sono disposti in modo migliore. Te lo ricordi come si fa a fare lo scacco matto se sulla scacchiera ci sono solo i re e i pedoni?
R. L. – Questo lo so! Devo far arrivare un pedone sull’ultima fila di caselle, l’ottava traversa, proteggendolo con il mio re dai pericoli che gli possono venire dal re e dai pedoni avversari durante la marcia. Quando il pedone è sull’ultima casa lo tolgo e al suo posto posso mettere una regina. E con il mio re e con la regina nuova il re avversario non ha scampo.
G. S. – Bene! Mi pare proprio che tu sappia tutto quello che occorre! Se c’è ancora qualcosa che vorresti chiedermi questo è il momento giusto.
R. L. – Sì, veramente ci sarebbe una cosa che vorrei chiederti, ma non riguarda gli scacchi: che faccio da mangiare stasera?
G. S. – Chiedi a me che fai da mangiare? E che ne so! Fa’ il petto di pollo, o il pesce, o i sofficini, o quello che vuoi. Lo sai che io mangio quello che trovo. O forse vuoi che ti dia un saggio della mia competenza? Vuoi che ti apra personalmente la scatoletta del tonno?
R. L. – Se te lo chiedo è perché non so cosa fare. Ma tu, Jons, quando ti interpello su un argomento veramente importante, mai una volta che mi dai una risposta esaustiva.

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