Pubblicato da: scudieroJons | gennaio 23, 2017

Tre modi per dire “Tua”

tua

Nel libro Adulti con riserva (Com’era allegra l’Italia prima del sessantotto), Edmondo Berselli ci racconta un personaggio dello spettacolo che cominciava a diventare importante:
Erano bei tempi per Mina, tempi strampalati, tanto che molto più tardi un bravissimo e ironico commentatore della musica leggera, Gianfranco Manfredi, descrisse all’incirca così la sua interpretazione di Tua:

“L’avevano cantata Tonina Torrielli e Jula De Palma [al Festival di Sanremo del 1959]. Nell’esecuzione della Torrielli, “la caramellaia di Novi Ligure”, quella canzone era la dichiarazione d’amore coniugale di una sposa onesta, modesta, virtuosa, fedele; la De Palma ne fece una cosa tremendamente erotica, nella sua visceralità, spaventando la televisione d’allora e giocandosi praticamente la carriera; Mina invece ne ha ricavato una cosa tutta superficiale, tutta sesso, senza problemi, una scopatina da ricordare con un’alzata di spalle”.

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