Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 24, 2016

Siamo tutti intorno a Te

avvento6

(per ingrandire)

“Ce l’abbiamo fatta! Anche noi siamo arrivati”. Se restiamo a rispettosa distanza dal Tuo presepe, è perchè quei gran signori dei Re Magi ci mettono addosso una soggezione…

I primi a mettersi in cammino sono stati Giovan Mattia e Berto. Avevano preso, dal gregge di cui sono mandriani, una pecorella, la Rossina (detta così per via del manto, ch’era un poco più rosso del solito): una volpaccia, passata proprio l’altra notte nell’ovile, s’era portata via due delle pecore più belle, Nerina e Bianchina. Arrivati alla collina, che c’è qui dietro, non credevano ai loro occhi: la volpe era lì, che faceva il muso lungo e piangeva, insomma chiedeva d’essere perdonata! Ohé, dico, non sarai mica Tu che l’hai fatta arrivare sin qui?

Poi s’è messo per strada Mansueto, il lattaio. Dice che quando entrarono di corsa a bottega per dargli la notizia, non ha fatto a tempo a prendere altro che un cacio marzolino e un coltello, per tagliarne qualche fetta per Te. Sarà vero? Perchè quello è avaro assai!
Dietro di lui arrancava Candido l’acquaiuolo. Di qua e di là dalle spalle s’è messo il bastone lungo con due otri di bell’acqua fresca. A dir tutta la verità, nel passar la montagna, per la gran sete, da un otre un po’ d’acqua se l’è bevuta. Per questo, Piccolo Gesù, lo vedi un po’ sbilenco: ma Tu, ai due pesi, non farai neppure caso… Dietro lui, un poco incerta se farsi vedere o no, è la bella Tecla. Il gran velo bianco Te la dice fanciulla: dovresti perdonarla, perchè per venirti a vedere ha finto d’essere una giovane mamma (da noi le vergini non possono far visita ad una puerpera…). Ha preso una pietra, l’ha avvolta in un grande scialle, le ha messo in capo una cuffietta. Certo, è una bugia bell’e buona, ma Tu (così noi tutti pastori speriamo!) farai finta di nulla.
Anche con l’oste Benito dovrai avere pazienza: quello solo il vino conosce, e vino Ti ha portato, resinato per di più: un vino che, dopo due bicchieri gira la testa al più vecchio ed incallito bevitore, figurarsi un Bambino!

Poi ci sono Fiore la giardiniera che ti vorrebbe offrire un gran mazzo di gigli bianchi, appena tagliati nella sua serra; il vecchio battiferro Teodoro, che abita da tanti anni dalle nostre parti, ma dicono sia dell’Umbria: ti ha portato un catino di stagno, l’ultimo che ha forgiato, perché Tu possa farci il bagnino; Nennetto dalle gambe corte, che il padre non voleva portarsi appresso perché, nano com’è non tiene il passo degli anziani; Randello il garzone falegname, che regali non Te ne ha portati, ma ha con sé sega, lima, pialla, martello e chiodi e dice che potrebbe farti qualche riparazione, alla stalla, se ce ne fosse il bisogno…”.

David Wild
da Vent’anni di studi sul folclore campano

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: