Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 13, 2016

Gabriela e il Grande Vetro

vetro

La Mariée mise à nu par ses Célibataires, même, (La Sposa messa a nudo dai suoi Scapoli, anche), nota anche come Il Grande Vetro, è l’opera più impegnativa di Marcel Duchamp, alla quale l’artista lavorò per circa otto anni, dal 1915 al 1923. L’opera è composta da due lastre di vetro sovrapposte, inserite in un telaio di legno e acciaio, su cui sono rappresentati strani meccanismi che l’autore denominò “Regno dei Celibi” (la parte inferiore) e “Regno della Sposa” (la parte superiore). Il Grande Vetro ha superato indenne molti tentativi di decifrazione, e la soluzione dell’enigma che contiene è sfuggita per molto tempo a qualunque tentativo di afferrarla. Anche perché l’opera è rimasta incompiuta.
Data la fragilità dell’opera, il vetro sul quale Duchamp lavorava ad un certo punto si ruppe accidentalmente. L’artista considerò l’evento come un ordine perentorio del caso: decise di non porvi alcun rimedio, lasciando il vetro rotto. Smise semplicemente di lavorarci.
Quest’opera compare come un oggetto totemico nelle foto che rappresentano una performance con gli scacchi, altra sua grande passione, che Duchamp realizzò assieme ad Eve Babitz.

duchamp
Ispirandosi a quella celebre icona, un’artista moderna, Gabriela Noujaim, ha affrontato con molta ironia la sfida dell’enigma del Grande Vetro ed è arrivata vicinissima allo svelamento totale.

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