Pubblicato da: scudieroJons | novembre 19, 2016

Strapazzato e felice

Lo strazio di vedere il proprio cuore sbatacchiato come un giocattolo dalle mani sensuali ed energiche di Jeanne Duval, e la paura tremenda che un giorno non lontano quel dolce tormento sarebbe finito. Dovevano essere questi i sentimenti che agitavano l’animo di Charles Baudelaire, quando scrisse questo sonetto.

La gigantessa
.
Al tempo che la Natura nella sua possente energia,
concepiva ogni giorno figli mostruosi,
avrei voluto vivere vicino a una giovane gigantessa,
come un gatto voluttuoso s’accuccia ai piedi d’una regina.
.
Avrei voluto contemplare il suo corpo fiorire
con la sua anima e crescere liberamente in terribili giochi,
indovinare, dalle umide brume che fluttuano nei suoi occhi,
se il suo cuore covi un’oscura fiamma;
.

percorrere, a volontà, le sue magnifiche forme,
arrampicarmi sul pendìo delle sue ginocchia enormi,
e qualche volta, l’estate, quando soli malsani

la fanno, stanca, distendersi attraverso la campagna,
dormire buttato all’ombra dei suoi seni,
come un quieto casolare all’ombra d’una montagna.

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