Pubblicato da: scudieroJons | novembre 13, 2016

Il primo treno

trenino

Sai dirmi l’età di questo treno, il suo rumore di velocità inafferrabile, tutto il metallo che dal fondo delle miniere viaggiò sui suoi carri, il grano che giunse dai paesi senza nome, il bestiame ammassato e l’uomo con lui sotto qualunque cielo?
Sai dirmi il primo legno trasportato, le regioni innevate e la borsa d’acqua calda per ogni viaggiatore, l’olio delle lampade appese al soffitto dei vagoni, il primo letto che volò sulle rotaie, il primo ristorante che fuggì ad Oriente?
Sai dirmi a che ora giunse nelle capitali nebbiose, o sulla costa trasportando estati, il primo treno che tagliò il deserto, che si arrampicò sulle cime del mondo? O solo il primo treno che, solo, sotto le strade delle città sprofondò?
Perché è in lui che alcuni andarono; per altri fu mani, congedo, bagaglio. Ma in tutti il tempo sospeso, fino a dimenticare i fogli, la consuetudine, l’esistenza. E il bisogno improvviso d’essere passeggeri, solo. Qualunque sguardo o nome, solo passeggeri.

di Tomaso Pieragnolo e Rosa Gallitelli

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