Pubblicato da: scudieroJons | ottobre 26, 2016

Il Principe e i governanti

machiavelli

Niccolò Machiavelli, nel suo trattato De principatibus (Il Principe)
scrive al capitolo 22°

De his quos a secretis principes habent.
[De’ secretarii ch’e’ principi hanno appresso di loro]

Non è di poca importanzia a uno principe la elezione de’ ministri: li quali sono buoni o no, secondo la prudenzia del principe. E la prima coniettura che si fa del cervello d’uno signore, è vedere li uomini che lui ha d’intorno; e quando sono sufficienti e fedeli, sempre si può reputarlo savio, perché ha saputo conoscerli sufficienti e mantenerli fideli. Ma, quando sieno altrimenti, sempre si può fare non buono iudizio di lui; perché el primo errore che fa, lo fa in questa elezione.
[…]

Anche noi, oggi, possiamo utilizzare questa saggia riflessione sostituendo la parola “popolo” a “principe” perché oggi la sovranità appartiene al popolo.
E dobbiamo riconoscere che se non possiamo dirci completamente soddisfatti dell’operato dei nostri governanti la colpa è prima di tutto nostra, perché non abbiamo saputo sceglierli.
Anche sul compenso da attribuire ai governanti, Machiavelli aveva le idee chiare.

Ma come uno principe possa conoscere el ministro, ci è questo modo che non falla mai. Quando tu vedi el ministro pensare più a sé che a te, e che in tutte le azioni vi ricerca dentro l’utile suo, questo tale cosí fatto mai fia buono ministro, mai te ne potrai fidare: perché quello che ha lo stato d’uno in mano, non debbe pensare mai a sé, ma sempre al principe, e non li ricordare mai cosa che non appartenga a lui. E dall’altro canto, el principe, per mantenerlo buono, debba pensare al ministro, onorandolo, facendolo ricco, obligandoselo, participandoli li onori e carichi; acciò che vegga che non può stare sanza lui, e che li assai onori non li faccino desiderare più onori, le assai ricchezze non li faccino desiderare più ricchezze, li assai carichi li faccino temere le mutazioni.
Quando dunque, e’ ministri e li principi circa ministri sono  cosí  fatti,  possono  confidare  l’uno  dell’altro;  e quando altrimenti, il fine sempre fia dannoso o per l’uno o per l’altro.

Niccolò Machiavelli ci suggerisce di ricoprire di onori e ricchezze i governanti fedeli e capaci, però sorvegliandoli, in modo che gli onori e le ricchezze non gli facciano venire in mente l’idea di arricchirsi usando in modo disonesto i beni dello stato.
Tutto il contrario di quelli che vorrebbero risanare e moralizzare la politica dimezzando i guadagni dei governanti.
Quando un qualunque mestiere è pagato la metà, a voler fare quel mestiere si troverà solo gente che vale la metà.

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