Pubblicato da: scudieroJons | marzo 29, 2016

Nell’Eden

Giovanni Pico della Mirandola, De hominis dignitate

Ecco: già il sommo Padre ed Architetto Dio aveva fabbricato questa casa mondana, che noi vediamo, della divinità, questo tempio augustissimo con leggi di arcana sapienza. Aveva ornato la regione sopracceleste di intelligenze, aveva animato di anime eterne i globi eterei, aveva popolato di una moltitudine di animali di ogni specie le parti piene di escrementi e di rifiuti del mondo inferiore. Ma, compiuto il lavoro, l’artefice desiderava che vi fosse qualcuno capace d’intendere la ragione di cosí grande opera, di amarne la bellezza, di ammirarne la grandezza. Per questo, dopo aver già fatto tutte le altre cose (come Mosè e Timeo attestano), pensò da ultimo di creare l’uomo. Ma fra gli archetipi non vi era di che formare una nuova progenie; non fra i tesori ciò che potesse essere lasciato in eredità al nuovo figlio; non fra le sedi di tutto il mondo dove potesse collocarsi cotesto contemplatore dell’Universo. Già tutto era pieno: tutto era stato già distribuito ai sommi, ai medii, agl’infimi ordini. […]
Stabilí perciò alla fine l’ottimo Autore che a colui al quale non poteva esser dato nulla di proprio, fosse comune tutto ciò che era stato dato ai singoli in particolare. Prese dunque l’uomo, opera dalla figura indistinta, e postolo nel mezzo del mondo, cosí gli parlò:
“O Adamo, noi non ti abbiamo dato né una sede determinata, né un aspetto proprio, né alcun dono particolare, affinché tu possa avere e possedere quella sede, quell’aspetto, quei doni che tu abbia coscientemente bramati, secondo il tuo desiderio e secondo il tuo sentimento. La natura degli altri viventi già definita è costretta entro leggi da noi prescritte […]. Noi non ti abbiamo fatto né celeste né terreno, né mortale né immortale, affinché tu, quasi arbitrario ed onorario plasmatore e fondatore di te stesso, possa collocarti in quella forma che tu avrai preferita. Potrai degenerare verso i gradi inferiori che sono bruti; potrai rigenerarti nei gradi superiori che sono divini, secondo la decisione del tuo animo […].
All’uomo che nasceva il Padre dette ogni vario seme e i germi di ogni specie di vita. Quali ciascuno avrà coltivati, quelli alligneranno e produrranno in lui i propri frutti: se [quei semi] saranno vegetali, egli diverrà pianta; se sensuali, bruto; se razionali, salirà al rango di animale celeste; se intellettuali, sarà angelo e figlio di Dio. E se egli non sarà pago del destino di nessuna delle creature, e si raccoglierà nel centro della sua unità, divenuto uno spirito solo con Dio, nella solitaria caligine del Padre, ch’è costituito sopra gli esseri tutti, sopravanzerà tutti gli esseri.

Per ora nell’Eden ci sono solo piante e animali. L’uomo non è ancora apparso.

Ma presto apparirà. E anche la donna, naturalmente.

AGGIORNAMENTO del 30 marzo.

Oggi, mentre mi accingevo a completare il video del post sull’Eden, ho letto la triste notizia della morte di Patty Duke, la cantante e attrice la cui voce avrebbe dovuto rappresentare il primo dialogo tra Adamo ed Eva.

Pertanto il post sulla creazione rimarrà incompiuto e l’Eden sarà dedicato ad accogliere la dolce e sfortunata Patty.

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