Pubblicato da: scudieroJons | agosto 26, 2015

EXPO segreto – 11

Scacchi a Expo 2015

polgar2

Straordinaria manifestazione scacchistica a Expo: ospiti del padiglione ungherese, le sorelle Susan, Sofia e Judit Polgar, campionesse di fama internazionale, hanno giocato una partita simultanea su trenta scacchiere disposte lungo il Decumano, affrontando appassionati e amatori, dieci tavoli ciascuna.
Il meccanismo della simultanea è questo: il campione si muove lungo i tavoli, esegue la mossa su una scacchiera e prosegue. Quando ha finito il giro ritorna da capo e a quel punto ogni giocatore deve eseguire la sua mossa appena il campione gli è davanti. Il campione risponde e passa alla scacchiera successiva. A mano a mano che i dilettanti vengono eliminati, il giro diventa più breve e la pressione sui dilettanti superstiti aumenta.
E’ una delle rare occasioni in cui le tre campionesse si trovano insieme, dato che Judit vive in Ungheria, Susan negli USA e Sofia in Israele.
“Crediamo che gli scacchi siano un metodo educativo molto importante, per questo abbiamo deciso di promuoverli e di insegnarli anche ai nostri figli, a prescindere dalla carriere che sceglieranno di intraprendere”. Non hanno dubbi le sorelle Polgar.
Accompagnate dal padre Laszlo Polgar, anch’egli scacchista, e dalla madre Klara, le tre sorelle hanno ripercorso di fronte a un pubblico di appassionati e giocatori arrivati da tutta Italia, gli episodi salienti della loro eccezionale carriera nel mondo degli scacchi.
Sia Susan, la maggiore, che Judit, la minore, hanno conseguito nel 1991 il titolo di Grande Maestro assoluto, il più alto per uno scacchista, mentre Sofia ha ottenuto i titoli di Maestro Internazionale e Grande Maestro femminile.
“Da quando ho iniziato a giocare, il leit motiv di tutta la mia vita è stato dimostrare che anche le donne possono eccellere negli scacchi. Quando ero adolescente, pochissimi credevano che avrei potuto raggiungere questi risultati. La maggior parte degli avversari e dei maestri pensavano che non fosse fisicamente possibile per un donna”.
Alla base del successo delle tre sorelle, il metodo educativo portato avanti dal padre Laszlo Polgar, volto a dimostrare che la genialità non è casuale, ma può essere “costruita” attraverso l’allenamento continuo.

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Una notizia che non è apparsa sui giornali riguarda l’ultima sorella. A chi chiedeva notizie della sorella, la quarta, le Polgar rispondevano: “Ah, la settima? No, lei non gioca.”
Non si è capito bene perché se è la quarta loro la chiamano “la settima”. Misteri del lessico familiare.

polgar
Riservatamente qualcuno ci ha raccontato il dramma di questa sorella, anche lei dotatissima, che però non ha potuto percorrere la stessa carriera folgorante delle altre tre.
Quando giocava, accadeva che, fino a quando doveva portare il cavallo in f3, o fare l’arrocco, andava tutto bene, ma appena provava a sporgersi per mettere l’alfiere in g5 ecco che cadeva tutta la fila dei pezzi della prima traversa. Quando prendeva il cavallo in f6, che era un po’ più lontano, cadevano anche i pezzi della seconda traversa, e se doveva spingere il pedone in ottava traversa per promuoverlo a regina cadevano anche i pezzi della terza traversa.
A questo punto i giudici di gara perdevano la pazienza e la squalificavano.

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