Pubblicato da: scudieroJons | luglio 25, 2015

Tubino nero e tubino rosso

reda

Nelle ultime settimane ho seguito con partecipazione, come tanti, la rappresentazione della tragedia che si svolgeva nei pressi del Pireo. Alla fine mi sono accorto che solo 50 miliardi dei miei neuroni si sono rasserenati per lo scampato pericolo, perchè intanto gli altri 50 miliardi erano affranti per quello che stava accadendo al Cairo, la seconda città comunemente considerata di genere maschile.
Nella capitale egiziana è accaduto che un giudice bigotto, (come ce n’erano anche da noi 50 o 60 anni fa, discendenti diretti della triste tradizione papalina e borbonica) ha fatto arrestare e poi condannare a un anno di prigione una danzatrice del ventre che ha postato su YouTube un video in cui la si vede muoversi con ingenua e un po’ goffa lascivia, sulle note di una canzoncina che, riferiscono, tratta di un argomento pruriginoso, le molestie sessuali alle donne sui mezzi pubblici. Sembra infatti che anche al Cairo, come a Roma, alcuni passeggeri, nella calca, rivolgono pesanti attenzioni alle donne. Niente di eccezionale in confronto alle sevizie prolungate che dirigenti e dipendenti dell’ATAC infliggono da anni agli sventurati viaggiatori romani, maschi e femmine, senza distinzioni.
Il video incriminato, “SIB EDDI” ci mostra un cantante, tale Wael Elsedeki, che duetta con la ballerina. All’inizio pensavo che la ballerina si chiamasse Menna, e mai nome mi era sembrato più appropriato. In seguito ho scoperto che si chiama Reda (o anche Salma) el-Fouly, mentre Menna è la cantante, che non appare nel video, ma che ha una voce molto musicale e sensuale. La musica è ben fatta e merita di essere ascoltata, ma la principale ragione per cui la metto in un post me l’ha suggerita la stessa Reda: ha invano cercato di spiegare al giudice “di voler semplicemente fare una parodia di un mondo in cui la sessualità è portata all’esasperazione e di voler fare un esperimento sociale per capire in quanto tempo un video volgare come quello sarebbe diventato virale sul web”. Per aiutare Reda e le donne egiziane a liberarsi della cappa di moralismo che le soffoca, per mandare un segnale a quel giudice e a quei legislatori medioevali, sperando che si vergognino, e per aumentare il numero di visioni del video, ho deciso di postarlo.

E per fargli capire che nel corrotto mondo occidentale non ci facciamo mancare niente, ci aggiungo anche un video nostrano, che si riallaccia in modo sorprendente a quello egiziano, opponendo il tubino rosso di Sara a quello nero di Reda, e che arriva al punto di mostrare una Sfinge infoiata che si dimena in modo inequivocabilmente peccaminoso con le piramidi di Giza sullo sfondo.
Lo faccio con la dichiarata speranza che a quel giudice, se gli capita di vedere come si infrange la moralità a Roma, gli possa venire un coccolone.

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