Pubblicato da: scudieroJons | luglio 11, 2015

Gli alfieri di Horwitz

torre

La partita era iniziata pigramente, con le solite mosse, o almeno così sembrava, perché una leggera nebbia aleggiava sulla scacchiera. La regina nera era uscita in caccia e guidava l’attacco, ma i difensori non se ne erano accorti in tempo. Quando è risuonato l’allarme, non c’era più niente da fare per la torre ovest, in preda alle fiamme e distrutta; irrimediabilmente perduta assieme a un pedone.
Non si trattava di una perdita secca, perchè con la mossa precedente i pezzi bianchi avevano catturato un cavallo, ma era ugualmente una perdita grave. La differenza di valore che esiste tra una torre e un cavallo, (è chiamata “qualità”) se portata nel finale (la torre vince contro il cavallo) è un vantaggio sufficiente per vincere una partita.
La reazione dei pezzi bianchi è stata furente, e come una muta di cani si sono avventati addosso alla regina nera, per impedirle la ritirata e per catturarla. Ma l’impresa era difficile, il suo rifugio inaccessibile, ed è stato possibile solo isolarla dagli altri pezzi neri, che intanto si organizzavano per liberare la loro condottiera.
Sotto gli attacchi dei pezzi neri la gabbia formata da cavalli e pedoni bianchi stava per cedere; i pezzi pesanti del bianco, regina e torre, non trovavano lo spazio per entrare in azione.
E’ stato a questo punto, in una situazione ormai compromessa, che l’entrata in scena dei due alfieri bianchi ha sovvertito le sorti della partita che parevano segnate.

alfieri
Attaccando il re avversario e nello stesso tempo restando affiancati, su diagonali adiacenti, (come teorizzava lo studioso di scacchi Bernhard Horwitz) gli “alfieri di Horwitz” hanno costretto il re nero a uscire allo scoperto, e con scacchi successivi lo hanno spinto in un angolo, mentre la torre superstite li assisteva da lontano e si preparava a compiere l’ultimo atto dello scacco matto.
In realtà, prima dell’ultima mossa, a disposizione del bianco ci sono due diverse possibilità di dare scacco matto:
1) portare la torre in b8, sostenuta dall’alfiere c7;
2) portare l’alfiere in b7, sostenuto dalla torre b1.
Con la sua ultima mossa difensiva il nero può parare una sola minaccia, non entrambe.

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