Pubblicato da: scudieroJons | maggio 27, 2015

Parolin indecente

eden

Sembrava una così brava persona, il cardinale Pietro Parolin, scelto da papa Francesco per ricoprire l’importante ruolo di segretario di Stato vaticano, l’equivalente di un ministro per gli affari esteri.
Dopo la clamorosa, ma non inaspettata, notizia della vittoria dei sì ai matrimoni tra gay proveniente dall’Irlanda, la sua reazione ufficiale non era stata immediata. I diplomatici sanno bene che certi avvenimenti devono essere ponderati attentamente, e anche le parole da usare per i commmenti vanno accuratamente soppesate. Così il monsignore ha rimuginato i suoi pensieri per alcuni giorni. Certamente si è incontrato con questo e con quello per concordare che cosa doveva essere detto, e alla fine, in occasione di un avvenimento pubblico, si è deciso a parlare.
E fu così che dalla bocca di Parolin uscirono i paroloni: “Credo che non si può parlare solo di una sconfitta dei principi cristiani ma di una sconfitta dell’umanità”.
Nemmeno in occasione della promulgazione delle vergognose leggi razziali del governo fascista, nel 1938, la Santa Sede aveva usato parole così cariche di sdegno.
E si capisce il perché. I manganellatori del regime non l’avrebbero consentito, e l’eroismo scarseggiava, mentre i manganellatori di Alfano sono già troppo impegnati a bastonare i rossi dei centri sociali (che in alcuni casi se le meritano) per poter trovare il tempo per bastonare le sudice felpe nere dei black bloc o le eleganti talari nere orlate di rosso dei monsignori.
“La Chiesa deve tenere conto di questa realtà – ha aggiunto il prelato, –  ma deve farlo nel senso che deve rafforzare tutto il suo impegno e tutto il suo sforzo per evangelizzare anche la nostra cultura.”
Evangelizzare dovrebbe significare “diffondere la buona novella”, e si suppone che questo debba essere fatto con l’esempio e con la parola, come faceva Gesù.
Ma noi già sappiamo quali esempi e quali parole ci possono venire da un autorevole affiliato a uno dei club più esclusivi del cattolicesimo, Comunione e Liberazione, e che per giunta è un Memor Domini, cioè una persona che dovrebbe ricordare la presenza di Cristo nel mondo. Di sicuro altri personaggi della stessa tempra, consacrati alla causa in modo occulto o palese, che si trovano in Parlamento, stanno già progettando di scavare mine sotto le fondamenta del Governo se solo si azzarda a sostenere un progetto di legge per riconoscere alcuni diritti alle coppie omosessuali.
Dato che ritiene di lottare per la propria sopravvivenza, la Chiesa Cattolica ha deciso di attaccarsi proprio a tutto e non esita ad affidarsi perfino alle streghe bigotte che proliferano (e pontificano) sul web (Ah, Paolo, Paolo, perché adesso che servirebbe non intervieni?)
Nella prima lettera a Timoteo, l’apostolo Paolo scriveva: [11]La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. [12]Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. [13]Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; [14]e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. [15]Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.
E oggi, sul web, mettendosi al servizio di queste idee da cavernicoli, che le sono servite per costruirsi una rapida fama di scrittrice cattolica, una strega bigotta, in spregio alla democrazia, alla logica e al buon gusto, si aggrappa alle parole deliranti del sant’uomo misogino (Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Volgersi alle favole, Paolo? Parli di favole proprio tu, che credi in cose che non esistono?) Tutto questo per lamentarsi dell’esito sacrilego del referendum irlandese e per suonare la squilla della riscossa cattolica reazionaria.
Qualche settimana fa papa Francesco si è lamentato che le donne nella nostra società così avanzata sono ancora sostanzialmente discriminate: guadagnano meno degli uomini, hanno minori possibilità di accedere a posti di dirigenza, vengono lasciate sole nel gravoso cumulo di lavori che la condizione di madre e lavoratrice impone loro. Si è mai chiesto se la dottrina della Chiesa ha qualche responsabilità in questo campo?
Io mi chiedo invece perché alcune categorie di persone tendenzialmente discriminate dalla gerarchia ecclesiastica, come le donne (quelle che hanno praticato l’aborto e quelle che hanno avuto necessità della fecondazione in vitro), gli omosessuali, i divorziati risposati, desiderino ancora continuare a frequentare la chiesa, ci tengano tanto ad accedere ai sacramenti.
Comportandosi in questo modo, mostrando devozione per i loro severi censori, queste persone accrescono la forza del loro peggiore nemico, baciano la mano che le bastona.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: