Pubblicato da: scudieroJons | gennaio 20, 2015

Figli e conigli

delrio

Indubbiamente papa Francesco, da perfetto gesuita, ha sempre la frase adatta per ogni occasione, e siccome le occasioni cambiano, le sue parole non sono sempre le stesse.
Alcune settimane fa, per esempio, durante una visita in Vaticano, Matteo Renzi gli presentava alcuni componenti del governo, e a un certo punto gli ha detto: “Questo è il sottosegretario Delrio, lei è la moglie. Hanno 9 figli.” Mentre stringeva le loro mani Bergoglio ha scherzato: “Altri tre e avete vinto il campionato”.
Ieri, in aereo, tornando dal suo viaggio in Asia, forse ancora sotto l’impressione della vista di una folla di  6 milioni di fedeli presenti alla celebrazione della messa, ha detto una cosa diversa: “Alcuni credono, scusatemi la parola, che per essere buoni cattolici dobbiamo essere come i conigli. No. Paternità responsabile”. Ed ha aggiunto: “E per questo nella Chiesa ci sono i gruppi matrimoniali, gli esperti, i pastori. Si cerca… E io conosco tante vie di uscita, lecite, che hanno aiutato a questo problema”.
E poi è tornato sulla sua frase del pugno, consapevole dello sconcerto che può aver destato in quelli che leggendo il Vangelo avevano capito tutta un’altra cosa. “In teoria – ha spiegato papa Francesco – possiamo dire che una reazione violenta davanti una offesa, a una provocazione, non si deve fare. Possiamo dire quello che dice il Vangelo, che dobbiamo dare l’altra guancia. Sulla teoria siamo tutti d’accordo. Ma siamo umani. E c’è la prudenza, che è una virtù della convivenza umana. Io non posso provocare, insultare una persona continuamente perché rischio di farla arrabbiare, rischio di ricevere una reazione non giusta. Allora dico che la libertà di espressione deve tenere conto della realtà umana e perciò deve essere prudente”.
Insomma il papa ci mette in guardia, facendoci capire che i fondamentalisti musulmani, i criminali senza scrupoli, i feroci dittatori, non leggono il Vangelo e non si sentono obbligati al perdono delle offese.
Ma questo lo sapevamo già. Ce lo hanno insegnato i milioni di don Abbondio di cui è piena la storia dell’umanità, che non si va impulsivamente a casa di don Rodrigo per dirgli a brutto muso che è un volgare malfattore, perché potrebbe reagire male. Non si dice in treno al giovinastro di togliere i piedi dal sedile di fronte, perché se gli gira potrebbe buttarti giù dal finestrino. Non si dice al maleducato che parcheggia l’automobile sul tuo passo carraio che hai già chiamato i vigili, perché potrebbe rigarti la macchina. Non si dice al fondatore o all’adepto di una religione ridicola o peggio ancora dannosa per chi la segue e per la comunità, che è un fanatico senza cervello, perché potrebbe offendersi e provocare una strage. Non si rivolge al capo di una democrazia imperfetta una domanda delicata sulla sua vita privata, perché, come fa osservare seduta stante un suo fraterno amico, facendo l’eloquente gesto del mitra, chi fa un certo tipo di domande a Putin fa una brutta fine. Non si denunciano in piazza o dal pulpito le gravi illegalità commesse dal governo di un dittatore, se non si vuole incontrare il piombo di un sicario.
Sono tutti consigli (parola molto simile a conigli) molto utili, che, seguiti diligentemente, aiutano a vivere a lungo.
E spiegano anche perché Oscar Romero è morto e Jorge Bergoglio no.

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Responses

  1. però la metafora dei conigli non è male, è la prima volta che qualcuno di chiesa, un papa!, dice chiaramente che non bisogna prolificare ad libitum

    • Sembra una frase che gli è sfuggita, avendo guardato in faccia il dramma di un sovraffollamento mondiale. Però non ha dato seguito; si è limitato a farfugliare alcune parole: “E per questo nella Chiesa ci sono i gruppi matrimoniali, gli esperti, i pastori. Si cerca… E io conosco tante vie di uscita, lecite, che hanno aiutato a questo problema.” Che voleva dire? Il controllo delle nascite, la contraccezione, si possono fare o non si possono fare?
      E arrivando al campo educativo ha detto una frase su cui si dovrebbe riflettere: “Io dico soltanto questa che io ho visto. Perché dico “colonizzazione ideologica”? Perché prendono, prendono proprio il bisogno di un popolo o l’opportunità di entrare e farsi forti, per (mezzo de)i bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza…”
      Adesso non mi viene in mente, ma il motto: «Datemi un bambino nei primi sette anni di vita e io vi mostrerò l’uomo», l’ha detto o ispirato Mussolini o Hitler?
      Ciao : )


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