Pubblicato da: scudieroJons | gennaio 5, 2015

Reo confesso

geppetto

Finalmente abbiamo saputo il nome di chi ha inserito nel decreto fiscale la norma del 3% che secondo alcuni giuristi avrebbe potuto, una volta trasformata in legge, regalare la non punibilità a Berlusconi. E’ stato Matteo Renzi. Il nostro amato premier ha ammesso pubblicamente di averla aggiunta di sua iniziativa, dopo averne discusso con il ministro Padoàn durante il Consiglio dei ministri del 24 dicembre e ha precisato che nessuno degli altri presenti ha trovato niente da obiettare.
Ecco spiegato perché questa volta non c’è stato il consueto riflesso pavloviano a ostentare dura intransigenza verso il possibile colpevole, che, almeno a chiacchiere, è il tratto distintivo dell’attuale premier.
Solo un paio di giorni fa, quando c’è stato il cedimento del ponte in Sicilia, Renzi aveva twittato: Voglio il nome del responsabile; è finito il tempo degli errori senza un padre.
Pochi giorni prima, sdegnato dall’ondata di assenteismo che ha interessato i vigili urbani di Roma, tutto il governo aveva stigmatizzato quel comportamento, preannunciato sanzioni durissime per i responsabili e norme più severe per l’avvenire.
Ancora prima, quando c’è stato l’incendio sul traghetto in Adriatico, Matteorenzi aveva dispensato elogi per i soccorritori e promesso severe inchieste per indagare e punire le responsabilità nel caso che fossero state accertate.
Oggi invece il Consiglio dei ministri approva e firma un decreto che contiene una norma palesemente erronea, che invece di inasprire le pene per gli evasori regala loro una franchigia di non punibilità penale e per qualche ora nessuno sapeva neanche chi era responsabile del misfatto.
Adesso è chiaro perché Matteorenzi non ha detto, come ci si sarebbe aspettato: Voglio la testa (o altre parti del corpo) del responsabile sul mio tavolo. Immediatamente.

Matteorenzi ha ammesso di esserne l’autore perché non c’era alcun modo per scaricare la colpa su qualcun altro. E ancora adesso si dice convinto della bontà di quella norma, però ha promesso di eliminarla. Non l’ha ancora fatto. Ha solo promesso di eliminarla. E noi sappiamo in quale conto dobbiamo tenere le promesse di Matteorenzi.

Ma come si è arrivati a tutto questo? I cittadini si chiedono: I nostri ministri sono persone senza scrupoli che per aiutare gli evasori o per pagare un debito inconfessabile mettono nelle leggi articoli dannosi per la collettività? O sono invece degli sprovveduti che si fanno prendere per il naso dai loro scagnozzi, i quali fanno il doppio gioco e facendo finta di collaborare con il governo lavorano per qualche noto pregiudicato?
Nessuno dei due casi; i nostri governanti sono tutte persone assennate e oneste: la spiegazione dell’accaduto è in un dialogo.
– Figlio mio, tu sai quanto è grande il debito di gratitudine che ti lega a me, e sai anche che ho riposto in te tutte le speranze per il trionfo della giustizia. Adesso ascolta attentamente le mie parole… Ascolta le mie parole… Ascolta… Ascolta…
Quando sentirai la frase: “Signori ministri, concluso l’esame del decreto, suggerisco di passare alla votazione” tu interverrai e dirai: “Un momento! Propongo di inserire questo articolo per depenalizzare i reati fiscali per gli importi al di sotto del 3% dell’imponibile”. Vedrai che nessuno ti dirà di no. Quando lascerai Villa San Martino tu dimenticherai completamente questa conversazione e anche di essere stato qui. Adesso puoi svegliarti. Tutto chiaro, figlio mio?
– Sì, babbo! Cioè… volevo dire… sì Silvio!

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