Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 31, 2014

Come passa il tempo!

orologio

Alice: “Per quanto tempo è per sempre?” Bianconiglio: “A volte, solo un secondo”.

Credevo di aver raggiunto il limite massimo dello zeitnot con la partita vinta a 6 secondi dalla fine del tempo, e che uno scacco matto più vicino al limite fosse impossibile, ma mi sono dovuto ricredere. La partita che segue si riallaccia a quella del post precedente per la comune ristrettezza di tempo in cui sono state giocate le ultime mosse. In questo caso è stato reso visibile mossa per mossa il tempo parziale a disposizione dei due giocatori. Osservando i tempi si può vedere come sia poco uniforme l’impiego del tempo durante una partita, perché ogni giocatore ha ritmi ed esigenze di riflessione diversi. E a volte non ci si accorge di stare troppo tempo a pensare su una mossa. In questa occasione il nero, a seguito di alcune mosse imprecise, ha lasciato che il proprio re fosse intrappolato nel suo arrocco, che invece di proteggerlo minaccia di soffocarlo. Ma anche il bianco commette la sua imprecisione e il re nero ne approfitta per compiere un’evasione che lo porterà sull’altra ala, da cui darà il segnale per la successiva invasione del campo avversario con i pedoni. Ovviamente il bianco è consapevole che non potrà più vincere, ma resiste perché si è accorto delle ristrettezze di tempo e spera che il tempo del nero si esaurisca prima che possa dare lo scacco matto. E stava quasi per accadere proprio questo, perché al momento dello scacco matto l’orologio segna un residuo di 1 secondo e 6 decimi.

Nei vecchi orologi analogici da competizione avvicinandosi alle 12 la lancetta dei minuti sollevava una piccola bandiera incernierata sul quadrante: quando la lasciava cadere, arrivando sulle 12, il tempo era finito e la partita persa.

orologio

bandieraDovendo abbinare alla partita una canzone sullo stesso tema, il tempo che passa in fretta, ho scelto una canzone che vede impegnati tre idoli di un’età d’oro ormai passata. Si potrebbe obiettare che il testo di questa canzone è una summa delle citazioni nostalgiche, un inventario dei dolorosi rimpianti  e forse dei tormentosi rimorsi, così desolato da rendere malinconica, per chi l’ascolta, la fine dell’anno che si sta avvicinando sulle veloci ali del Tempo. Credo però che non sia un male finire l’anno in leggera malinconia, proprio per esaurire prima della mezzanotte tutti i ricordi tristi e per lasciare spazio alle liete speranze per il domani.

E infine bisogna considerare che avrei potuto anche scegliere peggio, mettendoci una dose più massiccia di malinconia, perché sono stato a lungo indeciso tra la canzone che ho scelto e quest’altra.

– Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?

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Responses

  1. terribile 😦


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