Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 15, 2014

La morte del cigno

galina

Osservando le foto che ritraggono il corpo statuario e scattante come una molla d’acciaio di un ballerino classico mentre si esercita sotto lo sguardo magnetico di una fragile vecchia signora, sono rimasto impressionato dalla apparente facilità con cui lei lo ha afferrato e lo ha scagliato in aria, tenendovelo sospeso per un tempo interminabile con la sola forza del suo magnetismo.

galinaulianova
Ho scoperto in seguito che si trattava della grande ballerina russa Galina Sergeevna Ulanova, una leggenda del Bolshoi, attiva dagli anni 20 fino al 1960, quando si ritirò dalle scene per dedicarsi all’insegnamento praticamente fino alla morte, avvenuta nel 1998.
Il promettente allievo era Nikolay Tsiskaridze, che è oggi uno degli artisti più affermati.
Nel corso delle interviste, alle ricorrenti domande sui suoi rapporti con la Ulanova,  Tsiskaridze ha raccontato, tra le altre cose, che la maestra gli diceva sempre: “Non agitare le mani quando balli nella parte di un principe. Un uomo di nobile lignaggio ha solo bisogno di accennare col capo perché ogni suo desiderio venga esaudito subito.”
Raccontava anche che spesso, dopo le recite, come sogliono fare gli artisti di teatro, si ritrovavano a casa della maestra per la cena, e quasi sempre il piatto forte erano gli agnolotti in brodo. “Galina era già molto anziana, e noi avremmo voluto aiutarla a cucinare – racconta Nikolay – ma non c’era verso di convincerla a staccarsi dai fornelli. E bisogna ammettere che un brodo buono come quello che faceva lei non lo faceva nessuno.”
(Per la verità, di questa parte dell’intervista non sono molto sicuro. Forse ho mescolato gli appunti, o forse è l’atmosfera del Natale, che si dice ci fa diventare tutti bambini. A livello seconda elementare, a giudicare dagli spazi tra le righe del mio quaderno.)

Non possiamo concludere questo ricordo di Galina Ulanova senza ammirare un saggio della sua immensa bravura.

Fenomenale, nel suo genere, è anche l’interpretazione che ne dà l’étoile Ida Nevaseyneva, al secolo Paul Ghiselin,

che qui ritroviamo in buona compagnia.

compagnia

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