Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 13, 2014

Pasodoble

pasodoble

Una partita a scacchi si può veramente paragonare a una danza tra due regine, un complesso rituale fatto di passi obbligati, ben conosciuti e già sperimentati decine di volte, a cui si può miracolosamente aggiungere, a volte, la felice invenzione del momento, quella che deciderà l’esito dell’incontro.

In modo particolare quando gli arrocchi sono eterogenei, cioè eseguiti su lati opposti della scacchiera, diventa più evidente la sotterranea o palese attività per arrivare più velocemente a espugnare la fortezza dell’avversario, senza però mai perdere di vista la necessità della difesa accurata della sicurezza del proprio re.

E’ la parte più lacerante di tutta l’attività decisionale: trovare il giusto equilibrio tra le forze che devono provvedere alla difesa e quelle a cui è affidato il compito di scardinare le difese avversarie. Non è sempre utile sovradimensionare la difesa, richiamando alcuni pezzi dalla fase di attacco, per la conseguenza prevedibile che i pezzi avversari, dovendo preoccuparsi meno della propria fase difensiva, potrebbero intensificare l’attacco facendolo diventare inarrestabile.

Nella partita che segue i due giocatori hanno scelto da tempo il loro obiettivo e con metodo cercano di posizionare i propri pezzi in attesa del momento giusto per agire. Il nero ha visto nel pedone h2 il punto debole dello schieramento avversario e sta già esercitando un’enorme pressione su di esso, quando la regina nera, con il suo ultimo passo di danza, assume la posizione dalla quale potrà attaccare più efficacemente. Tutto è pronto: si aspetta solo il gesto drammatico del sacrificio di torre che dovrebbe segnare l’inizio dell’assalto decisivo.

Intanto la regina bianca è rimasta immobile al margine della pista in attesa di eseguire il suo passo drammatico: gli altri pezzi si sono disposti nelle posizioni di partenza, il cavallo nella casa da cui potrà partire per dare scacco al re nero e sacrificarsi in azione, e il pedone è già pronto a vendicare la caduta del cavallo, spostandosi in diagonale in avanti e liberando la colonna per la regina a cui presterà l’assistenza necessaria per l’attacco, dopo lo scacco di scoperta, e per chiudere la restante via di fuga al re nero. Finora la rete, approntata da tempo, non è stata tirata perché un attacco prematuro al re e alla torre avrebbe potuto anche portare al rifiuto del sacrificio del cavallo, con la decisione da parte del nero di cedere solo la torre in cambio, con la perdita della qualità, che è la differenza di valore tra un cavallo e una torre, ma con intatte possibilità di continuare l’attacco.

Con l’ultima mossa della regina nera, invece, il pesce più grosso è entrato nella rete, e non rimane che tirare il filo che la stringerà. L’azione del cavallo bianco mette in moto un meccanismo di mosse obbligate che non può più essere arrestato da parte del nero, che si vede rapidamente assalito e mattato.

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