Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 12, 2014

Una favola – 1

meledoro

L’albero dalle mele d’oro e i nove pavoni

di A.H. Wratislaw

C’era una volta un imperatore che aveva tre figli, e nel suo giardino aveva un albero dalle mele d’oro, che ogni notte fioriva e maturava i suoi frutti; ma da un triste giorno qualcuno cominciò a rubarli, e l’imperatore non riusciva a scoprire chi fosse il ladro.
Una volta, conversando con i suoi figli, disse loro: “Non capisco dove vanno a finire i frutti del nostro albero di mele.” Allora il figlio maggiore gli rispose: “Andrò stanotte per vedere chi li prende.” Quando si fece buio, il figlio maggiore fece come aveva detto: uscì in giardino, e si sdraiò sotto l’albero. Quando le mele cominciarono a maturare nel corso della notte, il sonno lo colse, e si addormentò; e quando si svegliò, all’alba, guardò: ma dove erano finite le mele? Tutte sparite! Avendo visto questo, andò dal padre e gli raccontò tutto, proprio come era successo. Allora il secondo figlio disse al padre: “Andrò io stanotte a sorvegliare, per vedere chi li prende.” Ma anche lui, lo sorvegliò come aveva fatto il primo. Nel momento in cui le mele cominciarono a maturare, si addormentò. Quando si svegliò la mattina: dove erano le mele? Tutte sparite! Fu il turno del terzo e più giovane fratello. Uscì a fare la guardia sotto l’albero di mele, e dopo aver collocato lì un divano, si sdraiò, e si addormentò. Verso mezzanotte, quando le mele cominciarono a maturare, si svegliò e osservò il melo. Aveva appena cominciato a maturare, e illuminava tutto il giardino con la luminosità dei suoi frutti. Proprio in quel momento arrivarono in volo nove pavoni, otto dei quali si stabilirono sul melo, e il nono a terra accanto al suo divano; e, non appena si fu posato, diventò una fanciulla, che abbagliava con la sua bellezza come un sole sfolgorante. I due giovani conversarono insieme mentre gli altri otto pavoni rimasero sull’albero a prendere i frutti; e quando giunse l’alba, lei lo ringraziò per le mele, e lui la pregò di lasciarne almeno una sola. La fanciulla gli diede due mele – una per sé e una da dare a suo padre – poi si trasformò in un pavone, e volò via, seguita dagli altri otto. Al mattino il principe si alzò, e portò una mela al padre, che non stava più in sé dalla gioia, e lo lodò per tutto il tempo. La sera dopo il principe più giovane uscì di nuovo a guardare il melo, e appena fu giunto, si sdraiò come la sera prima, e lo guardò anche quella notte. La mattina portò di nuovo una mela d’oro a suo padre. La cosa andò avanti per alcuni giorni, fino a quando i suoi fratelli cominciarono a invidiarlo, perché non erano riusciti a sorvegliare l’albero, mentre lui lo faceva con successo. Non sapevano come fare per scoprire il modo in cui guardava il melo. Così si rivolsero a una vecchia strega, che promise loro di scoprire come faceva il loro fratello minore a sorvegliare il melo. All’avvicinarsi della sera, quando il principe più giovane stava per andare a guardare il melo, la strega sgattaiolò fuori e andò prima di lui; si sdraiò sotto il divano, e lì rimase nascosta. Il principe venne, si distese senza sapere che la vecchia era sotto il suo divano, e si addormentò come nelle sere precedenti. Verso mezzanotte, quando il principe si era appena svegliato, i nove pavoni arrivarono; otto di loro si stabilirono sull’albero, e l’altra rimase a terra accanto al suo divano, si trasformò in una damigella, e cominciarono a parlare insieme. Mentre i due giovani parlavano tra loro, la vecchia strega furtivamente si sporse, e tagliò una ciocca dei lunghi capelli della fanciulla. Appena sentì questo, la giovane saltò da un lato, si trasformò in un pavone, e volò via, con gli altri otto pavoni dietro di lei. Il principe, riavutosi dalla sorpresa, balzò dal suo divano, e gridò: “Che cosa è questo?” Subito dopo scorse la vecchia sotto il divano, la afferrò e la tirò fuori, e, quando arrivò il mattino, ordinò che fosse legata a quattro cavalli e fatta a pezzi. I pavoni non vennero più al melo, e il principe era molto addolorato per questo motivo, e piangeva, piangeva, giorno e notte. Alla fine decise di andare a cercarli in tutto il mondo, e  andato dal padre, gli disse cosa aveva in mente di fare, e suo padre cercò di consolarlo, e diceva: “Rimani, figlio mio! Ti troverò un’altra damigella nel mio impero, proprio come tu la desideri” Ma invano; egli non volle ascoltare i consigli di suo padre, e fece i preparativi per la partenza; prese con sé solo uno dei suoi servi, e andò nel mondo alla ricerca della sua pavonessa.

(continua)

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