Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 7, 2014

Miss Alva

natalie

La scena rappresenta una massicciata ferroviaria alla periferia di una piccola città del Mississippi, in una di quelle mattinate invernali bianco-lattiginose così peculiari in quella parte del paese.
L’aria è umida e fredda. Aldilà del basso terrapieno dei binari c’è una grande casa di legno di colore giallastro, che mostra tutti i segni di una inarrestabile rovina. Alcune delle finestre superiori sono sbarrate con delle assi, una porzione del tetto è crollata. Il terreno è uniformemente piatto. Sullo sfondo a sinistra c’è un cartello che dice “Gin con Jake” e ci sono alcuni pali telefonici e pochi alberi resi spogli dall’inverno. Il cielo è di un grande candore latteo: di tanto in tanto i corvi emettono il loro verso, facendo un suono come di stoffa strappata.
La ragazza, Willie, cammina in equilibrio precario su una rotaia, e si bilancia con entrambe le braccia tese, stringendo in una mano una banana, e nell’altra una bambola straordinariamente malconcia, con una arruffata capigliatura bionda.
Lei è un’apparizione notevole, sottile come un giovane albero e vestita in modo appariscente e fuori moda. Indossa un lungo abito di velluto blu guarnito con un colletto di pizzo color crema sporco e perline di strass scintillanti. Ai piedi porta malconce pantofole di capretto argentato con grandi fibbie ornamentali. I suoi polsi e le dita sono risplendenti di gioielli falsi. Lei ha applicato del belletto al suo viso infantile, in chiazze ingenue, e le sue labbra si sono trasformate in un assurdo arco di Cupido. Ha circa tredici anni e c’è qualcosa di ineluttabilmente infantile e innocente nel suo aspetto, nonostante il trucco. Ride spesso e selvaggiamente e con una sorta di precoce, tragico abbandono.
Il ragazzo, Tom, un po’ più vecchio, la guarda da sotto il terrapieno. Indossa pantaloni di velluto, camicia blu e un maglione, e tiene in mano un aquilone di carta velina con una coda riccamente ornata di nastri.

Con queste note al testo inizia l’atto unico di Tennessee Williams “This property is condemned” (il titolo si riferisce al cartello affisso sulla casa, che dichiara il pericolo di crolli).
Willie, la ragazza con il nome maschile, perché i suoi genitori si attendevano un maschio, racconta a Tom, un ragazzo incontrato per caso vicino ai binari dello scalo ferroviario, la dolorosa storia del disfacimento della sua famiglia che in passato gestiva una locanda-restaurant, prima che la grande crisi facesse crollare il traffico ferroviario della città.
Nel film di Peckimpah che in originale ha lo stesso titolo (in italiano diventa “Questa ragazza è di tutti”) la storia viene ampliata, e in un lungo flashback si rivive il dramma della bellissima Alva, la sorella maggiore di Willie, che per sopportare le miserie del mondo reale si rifugia spesso in un proprio mondo fantastico, il vagone fuori servizio “Miss Alva”, che il padre aveva decorato per lei, e intanto aspetta l’amore. Un giorno crede di averlo finalmente trovato in un impiegato della compagnia ferroviaria, che per lei rappresenta il sogno della grande città. Ma il destino, che ama spesso accanirsi contro le persone fragili, ha disposto diversamente.

Di tanto in tanto Willie, che da Alva ha ereditato i vestiti, i gioielli e i belletti, interrompe il suo racconto per cantare la canzone preferita dalla sorella tanto ammirata.
Nell’opera teatrale la canzone è “You’re The Only Star In My Blue Heaven”
Tu sei l’unica stella nel mio cielo blu
E stai brillando solo per me
Tu sei l’unica stella nel mio cielo blu
E nei sogni vedo il tuo viso.
Sei tu la luce guida che illumina la notte,
Fino al tuo arrivo il mio cuore era solitario
Tu sei l’unica stella nel mio cielo blu
E stai brillando solo per me

Ma nel film di Peckimpah la giovane narratrice canta una canzone diversa, ugualmente bella: “Wish me a rainbow”.
Augurami un arcobaleno e augurami le stelle
Puoi fare tutto questo per me
Ovunque tu sia.
Augurami sogni per il mio cuscino
E stelle per i miei occhi
E un ballo in maschera
Quando il nostro amore vincerà il primo premio
Augurami rose rosse e palloncini gialli
E carezze vorticose
Su ritmi di danza sfrenati
Voglio tutti questi tesori
Il massimo che tu possa darmi
Quindi augurami un arcobaleno
Che duri finché vivo
Tutti i miei domani
Dipendono dal tuo amore
Perciò augurami un arcobaleno sopra di noi.

 

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Responses

  1. Tennessee Williams ha avuto un robusto senso del dramma, spesso (o sempre , non so) nella cornice familiare che fin dai tempi dei greci è quella ideale per i drammi…. Ho rivisto di recente ” Improvvisamente l’estate scorsa ” che è uno dei miei preferiti


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