Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 3, 2014

Era d’estate…

nudi
Il bacio

di Domenico Gnoli

Ella mi disse, (l’onda
si rifrangeva alla sponda
in fragorosa ilarità di spume)
mi disse: “Sì, tu l’hai
meritato e l’avrai.
Il luogo è questo; ancora
un istante e sarà l’ora.
Tua sola imperatrice,
imprimerò sul tuo
labbro il mio bacio, e sia
sacro suggello, quale
su feodal diploma
sigillo imperiale.”

Ella mi disse: (il vento
le svolazzava la nera
capellatura come una bandiera)
“Dolce e severa t’invito
sacerdotessa al rito.
Sacro è il bacio che sboccia,
divin fiore, dal core.
Un dio tremendo registra
la parola del giuramento
chiusa nel bacio d’amore,
e chi le fa tradimento
cade nel van pentimento
e di se stesso ha orrore.”

Ella mi disse: (il sole
scagliava per un traforo
di nuvole d’arancio raggi d’oro):
“Imminente è l’ora del Dio.
Io sarò tua e tu mio.
E poi, che il mondo tempesti!
Alato è il core che ama,
e vola intatto sull’ira
de’ flutti, sul vento che aggira
l’onde e le nubi, sul baleno
che scoppia. Più alto, ne’ cieli
d’amore, più alto è il sereno.”

Tacque e guardò nel sole.
Si dissero parole
secrete. L’occidente era cinabro.
Il sole baciava la terra,
ed ella posava il suo labro
sopra il mio labro.

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