Pubblicato da: scudieroJons | agosto 16, 2014

Felice di perdere

giocano

È troppo tempo, amore, che noi giochiamo a scacchi,
mi dicono che stai vincendo e ridono
da matti, ma io non lo sapevo che era una partita,
posso dartela vinta e tenermi la mia vita.

da Non c’è niente da capire di Francesco De Gregori

Per molti anni ho ascoltato distrattamente questa canzone senza mai arrivare al punto in cui l’autore cita gli scacchi. Perciò per me è stata una novità assoluta il riferimento al gioco, e mi sono soffermato a riflettere sul significato di queste parole. Dal punto di vista scacchistico non hanno senso. Un giocatore di scacchi lo sa da solo se sta vincendo o sta perdendo. E nessun giocatore di scacchi si offende se il suo avversario gliela dà vinta: lo scopo del gioco è vincere non privare l’avversario della vita.
Ho letto poi la spiegazione di un esperto dei testi di De Gregori: “Non c’è niente da capire è stata scritta da De Gregori per rispondere a quelli che gli chiedevano il significato delle sue canzoni. – sostiene l’esegeta –  De Gregori vuole dire che quello che scrive sono suggestioni, colori, parole spesso tra loro non direttamente correlate. Il significato è quindi impressivo di pura immagine. E la mente di ognuno può riempire molte delle canzoni di De Gregori con le proprie impressioni. Con i propri ricordi”.

Trovo molto più aderenti allo spirito del giocatore di scacchi i versi di Matteo Bandello per una Mencia dagli occhi bellissimi che gioca con lui e con il suo amore come se giocasse a scacchi.

bandello
Ella usa come re il proprio sguardo ammaliatore, come regina la superba bellezza, come alfieri i suoi occhi dardeggianti, come torri le parole dolci, e muove i suoi sì e i suoi no come fossero pedoni. Le sue manovre sulla scacchiera invisibile del gioco d’amore tengono avvinto il poeta, speranzoso di vincere e tremebondo per la sconfitta che già si annuncia. Infatti il poeta innamorato mette in gioco come re il proprio cuore, e i pezzi che riesce a disporre intorno sono solo sguardi adoranti e infelici, occhi spenti, sospiri e gemiti, pianti disperati e riso nervoso. Le sue tecniche di gioco sono le sofferenze sulle braci ardenti della gelosia, i movimenti impacciati per lo sconforto, le parole smozzicate per l’emozione. E con queste povere risorse contro la bellezza si può solo felicemente perdere.

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