Pubblicato da: scudieroJons | agosto 11, 2014

Due temi semplici

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In una partita a scacchi molto equilibrata spesso la vittoria dipende solo da un pedone in più, perché la sua promozione a regina nel finale di partita, quando le forze in campo sono molto ridotte, provoca uno squilibrio tale che l’avversario è costretto ad abbandonare.

Si inizia sempre dallo stesso punto: il guadagno di un pedone, nel corso di una di quelle combinazioni che nascono da un’apertura difettosa di uno dei due giocatori. Per questo è consigliabile giocare sempre la stessa partita, perché in questo modo si diventa esperti di tutti i suoi aspetti, mentre per l’avversario la stessa partita potrebbe costituire una novità.

Nella prima partita il pedone viene guadagnato dopo un’azione insistente al centro, usando a più riprese la tecnica di attaccare pedoni arretrati per provocarne la spinta. Successivamente si adopera l’espediente tattico dell’inchiodatura di un pedone, mediante una minaccia che, nel caso il pedone venga spostato, si riverserebbe su un pezzo di maggior valore che si trova dietro di esso. Con questo metodo si cattura un pedone avversario e si crea un pedone passato, cioè un pedone che non ha sul suo percorso o nelle colonne ai suoi lati alcun pedone avversario. Una volta semplificata la posizione diventa agevole accompagnarlo fino alla casa di promozione.

 

Nella seconda partita il guadagno di un pedone è più casuale, dovuto ad un errore di valutazione da parte dell’avversario nel corso di uno scambio, e la restante parte del gioco è finalizzata a semplificare la posizione per valorizzare il minimo vantaggio del pedone in più, mentre l’avversario cerca di ritardare il più possibile questo processo. Il vantaggio di un pedone sembra ormai irreversibile, ma è ancora lunga la strada per arrivare a far valere quel piccolo vantaggio. In questo caso la partita viene risolta da un giudizio errato sulla fase di gioco raggiunta. Quando i pezzi rimasti sono pochi sembra quasi che la partita abbia imboccato il finale che è una fase del gioco in cui i re devono temere meno gli attacchi dei pezzi avversari e possono partecipare attivamente al gioco, esponendosi, se occorre, e facendo valere la loro forza che a corto raggio è notevole. Ma nel caso presente non si è ancora giunti in finale, la situazione non si è ancora consolidata, perciò è ancora possibile l’uso di strumenti tattici, tesi al guadagno di materiale. Avviene così che il re, sotto l’attacco della torre, viene costretto a spostarsi sulla stessa colonna dove si trova la propria torre indifesa, e dove sarebbe nuovamente attaccato. Spostandosi nuovamente il re, la torre verrebbe catturata. Per questo motivo il giocatore decide di abbandonare.

 

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