Pubblicato da: scudieroJons | giugno 27, 2014

Se continuasse così

Nel 1938, mentre il mondo si prepara per una nuova guerra e l’attività delle spie è spinta fino alla massima intensità, Josef Vadassy, apolide di origine ungherese, un timido insegnante di lingue che soggiorna per una vacanza in un alberghetto di una località della Costa Azzurra, viene accusato per errore di spionaggio. Anche quando appare chiara la sua innocenza, le autorità di polizia sono restie a scagionarlo, perché contano sulla sua forzata collaborazione per arrivare a scoprire la vera spia, che si sospetta si nasconda tra gli altri ospiti dell’albergo.
Per niente tagliato per la snervante attività della spia o del segugio, frustrato da una serie di fallimenti dei suoi tentativi di scoprire la spia, Vadassy è presto ridotto allo stremo delle forze.
epitaffio
Questa, mi dissi, era probabilmente la mia ultima sera di libertà. Queste erano le persone che avrei ricordato; questa la scena che mi sarei raffigurato: i Vogel e i Clandon-Hartley che conversavano, e Duclos che ascoltava lisciandosi la barba e aspettando l’occasione di interloquire; Koche che parlava con Roux e Odette Martin; Schimler seduto per conto suo, che sfogliava distrattamente le pagine di un giornale; gli Skelton curvi sul tavolo del bigliardo. E insieme a loro la notte tiepida e profumata, il gocciolio dell’acqua sulla terrazza, il fischio lontano del mare contro gli scogli del promontorio, le stelle e la luce lunare che filtrava tra gli alberi. Sembrava tutto così pacifico. Eppure non c’era pace. Fuori in giardino le mostruosità del regno degli insetti strisciavano sui rami e sugli steli bagnati in cerca di cibo; vigili, intenti, volta a volta predatori e vittime. Mille drammi si svolgevano nell’oscurità. Niente era in riposo, niente era quieto. La notte passava, gravida di tragedie. Mentre all’interno…
Al lato opposto della sala ci fu un movimento. Frau Vogel si era alzata in piedi, e sorrideva timidamente agli altri. Suo marito sembrava cercasse di indurla a fare qualcosa. Koche interruppe la conversazione con Roux e si avvicinò a lei.
“Le saremmo tutti molto grati” lo udii dire.
Lei annuì, esitante. Poi, con mio stupore, Koche la guidò al pianoforte verticale che stava contro il muro, lo aprì.
La signora sedette rigida sullo sgabello e sfiorò i tasti con le corte dita grassocce. Gli Skelton si voltarono, stupiti. Schimler alzò gli occhi dal giornale. Roux sprofondò con aria seccata in una poltrona e si tirò sulle ginocchia Mademoiselle Martin. Vogel si guardò attorno trionfalmente. Duclos si tolse il pince-nez, in attesa.
Vidi Schimler protendersi a osservare, con una strana espressione sul volto, quella figura rigida, tozza, i ridicoli lembi di chiffon agitati dai rapidi movimenti delle mani e delle braccia.
Era chiaro che un tempo Frau Vogel era stata una pianista di talento. C’era nel suo modo di suonare una sorta di sbiadito splendore, simile a quello di una fibbia di strass in un vecchio vestito da ballo. E poi dimenticai Frau Vogel e ascoltai la musica.
Alla fine ci fu nella sala un attimo di silenzio, seguito da uno scroscio di applausi. Lei si girò a mezzo sullo sgabello, rossa in faccia, e ammiccò nervosamente a Koche. Fece per alzarsi, ma il marito le gridò di suonare ancora, e si risedette. Rimase un attimo assorta, poi le sue mani tornarono sulla tastiera e nella sala sgorgò dolcemente il Jesu, meines Herzens Freud’ di Bach.


A volte, dopo una giornata di lavoro, mi è accaduto di tornare a casa e, senza accendere la luce, di abbandonarmi sulla poltrona e di rilassarmi, immobile, assaporando il lento, gradevole formicolio indolenzito delle stanche membra. Così mi accadde quella sera, ascoltando suonare Frau Vogel. Solo che adesso era la mia mente, non il corpo, a lasciarsi andare con gratitudine. Invece del piacevole formicolio delle membra indolenzite c’era la melodia di un preludio corale che si intrecciava nella mia coscienza. Chiusi gli occhi. Se continuasse così. Se continuasse così. Se continuasse…

da Epitaffio per una spia di Eric Ambler

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: