Pubblicato da: scudieroJons | aprile 16, 2014

The Big Chair

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Qualche giorno fa, mentre visitavo uno dei miei siti scacchistici preferiti, ho notato la bizzarra immagine di una grande scacchiera completa di pezzi applicata sulla facciata di una piccola casa di legno. La scritta sovrastante è bellissima, degna di Prometeo e di Kant, e recita: “Always Think B4U Move!” (Pensa sempre prima di muovere, [di agire!])
Mi sono fermato a leggere e ho appreso che si tratta del Big Chair Chess Club, una organizzazione fondata da Eugene e Michael Brown i quali si occupano dell’insegnamento gratuito del gioco degli scacchi. Ma essi non si limitano a questo.
Il loro manifesto programmatico è sintetizzato in poche frasi:
“Insegnare quello che non si può insegnare, raggiungere l’irraggiungibile, e pensare sempre prima di muovere, [di agire]” è la missione principale del Big Chair Chess Club, Inc. presso la Filiale Deanwood che si trova a Washington, DC. L’organizzazione insegna gli scacchi ai bambini e agli adulti della città, non solo come un gioco da tavoliere, ma anche come una risorsa di competenze utili per la vita, come migliorare la propria concentrazione e l’autodisciplina.
C’era anche il trailer di un film, Life of a King, sul processo di redenzione attraverso gli scacchi di giovani disadattati ed ex carcerati. Apprendere queste cose mi ha riempito di ammirazione per Eugene Brown e per i suoi collaboratori. Poi mi sono avvicinato per guardare meglio.

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E così ho visto che i pezzi sulla facciata non sono stati disposti correttamente. I re e le regine sono messi nelle caselle sbagliate, e questo mi ha molto indispettito. Mi sono domandato: E’ mai possibile che durante tutto il tempo che c’è voluto per sistemare i pezzi sulla scacchiera, incollandoli o imbullonandoli, per poi issare tutto il complesso a forza di argano o di braccia sulla facciata e fissarlo stabilmente, a nessuno dei partecipanti all’operazione sia venuto in mente di avvertire che stavano sbagliando? E durante questi anni di esposizione nessuno ha mai fatto notare che i pezzi non sono disposti correttamente? E se, come credo, più di uno ha evidenziato l’errore, perché, fratello Eugene, non sei salito sul tetto per correggere l’irregolarità? O forse hai fatto un gesto di fastidio con la mano e hai detto: Tanto non se ne accorge nessuno!? Ma lo sai tu, fratello Eugene, e questo basta! Ed è la tua coscienza che ti deve spingere verso la redenzione, proprio come tu lavori per la redenzione degli altri. Disporli come capita può andar bene per una casalinga vanitosa che espone nella vetrinetta del soggiorno la scacchiera con strani pezzi esotici aquistata durante un viaggio a Sharm el Sheikh, ma non va bene per un’istituzione che si fa chiamare Big Chair. Siccome le immagini che ho trovato risalgono a due o tre anni fa, spero che nel frattempo abbiate provveduto a correggere la posizione dei pezzi. Se non l’avete ancora fatto, vi prego di farlo al più presto. Pensaci, fratello Eugene, pensaci fratello Michael. Prima pensateci, ma non in eterno: al momento giusto agite!
Gli errori devono essere corretti: è la regola.
Per tutto il resto: complimenti a voi tutti per la vostra attività.

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