Pubblicato da: scudieroJons | gennaio 27, 2014

La minaccia della salamoia

approvate

Quando il presidente americano Franklin Delano Roosevelt parlava con i suoi consiglieri del dittatore nicaraguense Anastasio Somoza, che era a capo di un governo corrotto ma ferocemente anticomunista e filoamericano, per giustificare l’appoggio che gli Stati Uniti gli assicuravano soleva dire: “Lo so, è un figlio di puttana, ma è il NOSTRO figlio di puttana”.
Questo modo di giudicare le persone sta subdolamente prendendo piede tra gli elettori del centrosinistra, talmente stanchi di sconfitte e di mezze vittorie che non vedono l’ora di affidarsi a Matteo Renzi, di cui non molto tempo fa diffidavano, mentre oggi fanno finta di non vedere e non sentire le contorsioni dialettiche a cui è costretto per dare l’impressione di essere un tipo deciso. Però ha la tendenza ad esagerare e deve stare attento a non strafare altrimenti arriverà esaurito alla vera sfida elettorale. Per esempio questa frase, “Approvate la riforma o vi sciogliamo” (questa è la sintesi fatta dal titolista di Repubblica, ma il senso è quello) è un segno inconfondibile di arroganza. Una cosa del genere prima di lui l’aveva detta solo il giudice Doom a Roger e Jessica Rabbit. E sappiamo tutti che fine ha fatto.
Questo dinamico imbonitore da fiera vorrebbe convincere qualcuno che una volta fatta la legge elettorale, la sua magnificata legge elettorale che dovrebbe assicurare la governabilità, lui la prenderebbe e la metterebbe nel cassetto per usarla solo nel 2018.  E intanto noi andremmo avanti col governo di larghe intese, che non può fare quasi niente a causa dei veti incrociati, e che perde i pezzi per strada per l’inadeguatezza di alcuni ministri. Noi invece abbiamo il sospetto che una volta approvata la nuova legge elettorale si andrebbe subito a votare. E anche i parlamentari di tutti i partiti hanno lo stesso presentimento.
La minaccia di andare a votare con l’attuale legge elettorale, in caso di mancata approvazione della riforma, non spaventa nessuno, perché tutti sanno, e Renzi meglio di altri, che oggi non vincerebbe nessuno e questo per lui sarebbe una sconfitta. Si deve convincere che anche il più bravo venditore di pentole non riesce a vendere niente se i suoi prodotti non hanno pregi visibili.
Quando dice che “Ogni legge è migliorabile, ma contesto il metodo di coloro che parlano di preferenze per portare a casa altro” gli si può semplicemente rispondere: “Ti chiedono le preferenze? Non avresti niente in contrario se volessero solo quelle? E tu dagli le preferenze e non dargli altro da portare a casa”.
Se Renzi continua con questa comunicazione fallace e arrogante l’Italia potrebbe anche riscuotersi in tempo da questa ventata di follia che vorrebbe che un popolo di vecchi sia impaziente di farsi governare da un (ex) giovane come Berlusconi o da un (finto) giovane come Renzi.
In previsione di un possibile duello Berlusconi sta già lucidando le sue rughe per metterle sul piatto della bilancia.
Noi forse non voteremo il Pd, per mandare un segnale chiaro a Renzi e ai voltagabbana che lo sostengono, ma voteremo ugualmente per un partito della coalizione, per aiutarlo a superare lo scalino del 5%.
E se Renzi sarà capo della coalizione anche lui beneficerà del nostro voto, e pazienza se non se lo merita. Perché è vero che è un venditore di pentole, ma, porcaccia la miseria, è il NOSTRO venditore di pentole.

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