Pubblicato da: scudieroJons | gennaio 16, 2014

Compagni di bluff

bluff

Qualcuno deve avere informato Matteo Renzi delle critiche che gli sono piovute addosso dopo che ha più volte annunciato che intende incontrare Berlusconi nella sede del Pd al Nazareno.
Era giustamente inviperito, e lo hanno sentito sbraitare: “Ma cosa credono questi bersaniani, che io mi faccia menare per il naso da Berlusconi come un D’Alema qualunque? Io non mi fido di Berlusconi e perciò se facciamo un accordo sulla legge elettorale e sulle riforme costituzionali voglio che lui gli impegni presi li metta per iscritto e li firmi davanti a testimoni.”
Beh, se è così allora mi ero preoccupato per niente, e Matteo Renzi dimostra di sapere il fatto suo.
O forse qualcuno gli ha spiegato che Berlusconi dopo aver giurato tre o quattro volte sulla Costituzione di adempiere ai doveri del suo incarico di Presidente del Consiglio dei ministri per il bene esclusivo della Nazione e aver fatto ogni volta esclusivamente i propri sporchi interessi, dopo aver scritto nel famoso contratto da Vespa che se non avesse mantenuto almeno quattro delle cinque promesse non si sarebbe più candidato, e invece nonostante non abbia mai combinato niente è sempre lì che si vuole candidare a ogni elezione, dopo aver convinto un Parlamento di ominicchi a votare che lui telefonò in questura per salvare il decoro della nipote di Mubarak, a questo punto deve aver esaurito il repertorio delle frottole e delle menzogne e dovrà per forza mantenere la parola data.
Forse fanno come quei personaggi dei film polizieschi o western all’italiana in cui l’eroe conta il numero dei colpi che il cattivo sta esplodendo fuori bersaglio per poter venire coraggiosamente allo scoperto quando è sicuro che ha esaurito l’intero caricatore.
Se è così allora proceda pure, si faccia firmare la carta scritta, avendo l’accortezza di non sceglierla troppo morbida. E soprattutto si assicuri che nelle formule con cui Berlusconi si impegna a mantenere i patti ci sia scritto chiaramente che lui giura sulla testa dei suoi figli, e già che c’è ci aggiunga la testa, o altra parte a piacere del corpo delle mogli.
Per rendere più solenne l’impegno di Berlusconi sarebbe opportuno che la formula finale con cui si impegna con Renzi, iniziasse con la frase: “Per quant’è vero che sono innocente del reato di frode fiscale per il quale sono stato ingiustamente condannato alla pena di quattro anni di reclusione, prometto…”.

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