Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 7, 2013

La risposta a Suor Filotea

Come ha potuto constatare chi ha osservato attentamente la foto ingrandita, il libro misterioso è la versione in lingua inglese della Respuesta a Sor Filotea, scritta dalla monaca messicana del ‘600 Suor Juana Inés de la Cruz.

respuesta

Con questa lettera Suor Juana risponde alle obiezioni sul contenuto dei suoi scritti e al suo stile di vita conventuale che il vescovo di Puebla, México, Manuel Fernández de Santa Cruz le aveva rivolto in forma di lettera, assumendo lo pseudonimo di Suor Filotea. Suor Juana risponde coraggiosamente e dottamente, sempre però rimanendo saldamente ancorata alla dottrina ufficiale della Chiesa, e cercando di volgere in favore delle donne l’interpretazione dei passi delle Sacre Scritture che le riguardano. Considerato il tempo non era nemmeno pensabile da parte di una donna mettere in dubbio i fondamenti dell’insegnamento della Chiesa, perché il Messico era sotto il dominio della Spagna e la Spagna era sotto il dominio dell’Inquisizione. Però Suor Juana ci arriva molto vicino e arriva a contestare la tradizione del “Mulieres in Ecclesia taceant” che ancora oggi nella Chiesa cattolica impedisce alle donne di accedere all’ordinazione sacerdotale. La gerarchia, con la sottigliezza che le è propria, sostiene che “la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale”. Se non è zuppa…

Vediamo cosa dice il passo in questione: Mulieres in ecclesiis taceant: Le donne in chiesa (nelle adunanze, nei pubblici uffici) stiano zitte (Nuovo Testam. 1Cor 14, 34). Mulieres in ecclesiis taceant, non enim permittitur eis loqui; sed subditae sint, sicut et Lex dicit. Si quid autem volunt discere, domi viros suos interrogent; turpe est enim mulieri loqui in ecclesia. (=Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea).

Sono lacrime di coccodrillo quelle che versano gli alti prelati in occasione di delitti che hanno come vittime donne o  in altri casi allarmanti dell’ordinaria discriminazione di genere, e tali rimarranno fino a quando il macigno delle parole di Paolo non sarà stato rimosso. L’aver innalzato Maria, Madre di Dio, sugli altari, e l’aver esaltato il suo ruolo in ogni modo possibile, fino a far dire a qualcuno che è stato messo il marianesimo al posto del cristianesimo, è del tutto inutile se non si elimina l’errore iniziale.
Dopo la pubblicazione di questa lettera non si conoscono altri scritti di Suor Juana e ancora oggi permane il mistero sul suo silenzio e non ci sono elementi per stabilire se fu volontario o fu imposto.

Questa monaca letterata ci ha lasciato anche altri misteri, come i suoi 20 enigmi morali. Barocchi nella forma, come voleva la moda del tempo, ed ermetici nella loro strenua resistenza allo svelamento.

Ma un mistero molto più ingombrante è quello che è arrivato fino ai nostri giorni: come è possibile che ci siano ancora tante donne che nella loro vita patiscono per gli effetti del maschilismo e nonostante questo fanno una ragione di vita della loro appartenenza alla Chiesa cattolica, che quel fenomeno ha contribuito a generare e a perpetuare?

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