Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 5, 2013

Amore e mondanità

Le fiaccole scoloravano, il ballo era alla fine,
e le madri dicevano che occorreva partire;
ma si ballava ancora, e l’ora incantatrice
svaniva: la fatica pungolava l’ebrezza.
Ah, che delirio allora! Quanti candidi serti
scivolati dal seno, disseminati a terra!
Un sudor molle avvampa ogni guancia;
più d’un nastro s’allenta sulla fronte voluttuosa
e ricade disfatto; illanguiditi, gli occhi
lascian légger agli amanti i segreti del cuore,
le mani sentono d’altre mani l’involontaria stretta,
i seni palpitanti svelano il lor mistero.
S’odono dei sospiri; sotto quei guanti laceri
nude braccia si sfregano, consunte dal piacere…
Ma le belle sorridono d’uno sguardo indulgente,
e più stanche, ballando, s’abbandonan reclini.
Beato anch’io ballavo il valzer quella sera,
la mia bella cingevo col mio braccio amoroso,
la sua mano sulla spalla, la sua vita nella mia,
il bel seno sospeso al mio cuor che trasale,
come il frutto al suo albero…

Charles-Augustin de Sainte-Beuve

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