Pubblicato da: scudieroJons | settembre 19, 2013

Hyazinthen

Oh sì, era successo. Magdalena Verlena Vermehren, la figlia dell’avvocato Vermehren Tochter, quella dalla bocca delicata e dagli occhi grandi, scuri e ricolmi di serietà ed infatuazione. Lei, che quando ballava cadeva di frequente, lo invitava al ballo delle donne, sapeva che lui componeva poesie, e per ben due volte l’aveva pregato di mostrargliele e sovente lo guardava di lontano con occhi sognanti.
Ma che importava? Era Inge, Inge Holm, quella che lui amava, la bionda e spensierata Inge che certo lo disprezzava perché scriveva poesie… La guardava, si perdeva nei suoi occhi azzurri dal taglio sottile, ricolmi di felicità e irrisione, e si sentiva prendere forma in petto, e bruciare, uno struggimento ricolmo d’invidia, una sofferenza acerba e angustiante per essere da lei respinto, per esser a lei eternamente estraneo…
“Prima coppia en avant”, disse il signor Knaak, e non ci sono parole per descrivere come a quell’individuo riuscisse bene a tirar fuori la voce nasale. Si stava provando la quadriglia, e lo spavento s’impadronì di Tonio Kröger: era capitato nello stesso quadrato di Inge Holm. Cercava di evitarla, faceva il possibile, eppure si ritrovava sempre a capitare nelle sue vicinanze, proibiva ai suoi occhi di guardarla ma il suo sguardo finiva sempre con l’incrociarsi con il suo… Eccola ora per mano al fulvo Ferdinand Matthiessen, scivolando, correndo… getta la testa all’indietro, si pone ansimante dinanzi a lui, il signor Heinzelmann, il pianista, pone le dita ossute sulla tastiera, il signor Knaak comanda, e la quadriglia inizia.
Essa volteggiava dinanzi a lui su e giù, avanti e dietro, roteando, danzando lieve, ed ogni tanto lo sfiorava il profumo dei suoi capelli o della bianca e delicata stoffa dell’abito; lo sguardo gli s’offuscava sempre di più.
Io ti amo, ti amo dolce e cara Inge, ripeteva dentro di sé, e poneva in quelle parole tutto il dolore nel notarla tanto attenta ed appassionata al ballo non curandosi affatto di lui. Ed instintivamente gli venne alla mente una bellissima poesia di Storm:
Dormir vorrei, ma tu vuoi danzare.

Giacinti (Hyazinthen, Theodor Storm)

Lontani echi di musica, qui è notte fonda.
Mi spiran le piante un torpore profumato:
Sempre, sempre mi rammento di te;
Vorrei dormire ma tu devi danzare.

Non smette mai, continua senza posa;
Bruciano le candele, strillano i violini,
S’aprono e si richiudono le file
E tutti ardono ma tu sei pallida.

E tu devi danzare; altre braccia ti
stringono al petto, o non patire violenza!
Vedo il candido abito fluttuarmi
innanzi la tua figurina delicata!  – –

E dal calice delle piante copioso sgorga
Più dolce il profumo della notte e più sognante.
Sempre, sempre mi rammento di te;
Vorrei dormire ma tu devi danzare.

( Traduzione di Adelmina Albini)

Quell’umiliante assurdità lo tormentava, dover ballare quando si ama…
“Prima coppia en avant”, comandò ancora il signor Knaak dando il via ad unaltro giro.
”Compliment! Moulinet des dames!”
E non si poteva descrivere in quale sublime maniera inghiottiva la “e” muta del “de”.

“Seconda coppia en avant!” Era il turno di Tonio Kröger e della sua dama.
”Compliment!” E Tonio Kröger s’inchinò.
”Moulinet des dames!” E Tonio Kröger con il capo abbassato, accigliato, pose la sua mano su quelle di quattro dame, su quella di Inge Holm danzando il moulinet.
D’attorno fu tutto uno sghignazzare ed un ridere. Il signor Knaak dette il via ad una sceneggiata che esprimeva un rimarchevole orrore. “Oh povero me”, disse. “Fermi, fermi! Kröger è andato a finire fra le dame. En arrière signorina Kröger, indietro, fi donc! L’hanno capita tutti, ormai, tutti tranne lei. Presto, via, vada indietro”.
E tirò fuori dalla tasca un fazzoletto di seta gialla con cui ricacciava Tonio Kröger al suo posto.
I giovani, le ragazze, le signore al di là delle porte… tutti ridevano…  perché il signor Knaak aveva fatto dell’incidente una buffonata, e tutti si divertivano come se fossero stati a teatro.

da Tonio Kröger, di Thomas Mann

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Responses

  1. Tonio Kröger farebbe bene a non disprezzare chi si strugge per le sue poesie. Che sciocco.

    • Il tuo giudizio mi sembra troppo severo. Il sedicenne e tormentato Tonio non può capire la sofferenza della ragazza adorante e intruppona, proprio perchè la sua condizione è molto simile. Egli infatti è perduto nell’ammirazione e nell’amore per l’amico Hans e per la bionda Inge, due esseri belli ma freddi. Quando, ormai adulto, rivivrà per uno scherzo del destino la scena del ballo, Tonio si riscatterà aiutando la sorella gemella della sua antica ammiratrice a rialzarsi dopo una caduta.
      Ciao : )

      • Ebbene sì, hai ragione. Dimenticavo l’età… 🙂

  2. se fossi…. un libro sarei Tonio Kroger. Quanto l’ho amato.

    • E’ in effetti un libro che ci impone sommessamente di amarlo; ma quanti echi porta dei dolori dell’adolescenza!
      Ciao : )


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