Pubblicato da: scudieroJons | gennaio 9, 2013

Guzzanti e Voltaire: ciascuno a suo modo

Tommaso Campanella l’aveva scritto, in uno dei suoi sonetti filosofici:

Stavamo tutti al buio. Altri sopiti      

d’ignoranza nel sonno; e i sonatori     

pagati raddolciro il sonno infame.

Altri vegghianti rapivan gli onori,    

la robba, il sangue, o si facean mariti

d’ogni sesso, e schernian le genti grame.

 

Io accesi un lume; …

ed ecco che arriva l’orda dei bigotti rezionari a denunciarlo per per vilipendio alla religione.

Invece di ringraziarlo perché cerca di aprirgli gli occhi.

RICERCHE STORICHE SUL CRISTIANESIMO
Molti studiosi si son dichiarati sorpresi di non trovare nello storico Giuseppe [Flavio] alcuna traccia di Gesù Cristo, poiché oggi tutti convengono che il breve passo dove se ne fa menzione nella sua Storia, è un’interpolazione. Il padre di Giuseppe, tuttavia, doveva essere stato uno dei testimoni di tutti i miracoli di Gesù. Giuseppe era di stirpe sacerdotale, parente della regina Mariamne, moglie di Erode; egli si diffonde in mille particolari su tutte le azioni di quel principe; tuttavia non dice una parola né della vita né della morte di Gesù. E questo storico, che non dissimula nessuna delle crudeltà di Erode, non parla affatto del massacro di tutti i bambini da lui ordinato subito dopo avere appreso la notizia che era nato il re dei giudei. Il calendario greco parla di quattordicimila bambini sgozzati in tale occasione.
Questa, di tutte le azioni compiute da tutti i tiranni, è la più atroce. Non ne esistono di simili nella storia del mondo intero.
Eppure, il migliore scrittore che mai abbiano avuto gli ebrei, il solo stimato dai romani e dai greci, non fa menzione di questo avvenimento tanto singolare quanto spaventoso. Egli non parla nemmeno della nuova stella apparsa in oriente dopo la nascita del Salvatore: fenomeno straordinario, che non poteva sfuggire a uno storico così bene informato come Giuseppe. E tace anche delle tenebre che per tre ore, in pieno giorno, avvolsero la terra, alla morte del Salvatore; e della grande quantità di tombe che si spalancarono in quel momento e della folla di giusti che risuscitarono.
Gli studiosi non finiscono di stupirsi nel vedere che nessuno storico romano ha parlato di questi prodigi, avvenuti sotto l’impero di Tiberio, sotto gli occhi di un governatore romano e di una guarnigione romana, che doveva avere inviato all’imperatore e al senato un rapporto circostanziato del più miracoloso evento di cui gli uomini abbiano mai sentito parlare. Roma stessa doveva essere rimasta immersa per tre ore nelle tenebre più fitte; un tale prodigio avrebbe dovuto essere registrato nei fasti di Roma e in quelli di tutte le nazioni. Dio non ha voluto che queste cose divine fossero scritte da mani profane.
[…]
Voltaire, Dizionario filosofico

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Responses

  1. Che tristezza… Il mio lume è acceso, sempre.
    Ciao, baci : )

    • Sì, è vero! Da te emana luce e calore.
      Baci.
      Ciao : )


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