Pubblicato da: scudieroJons | agosto 4, 2012

La donna è protagonista nel finale

– Ti è mai capitato di prendere scacco matto da una donna? Intendo dire perdere una partita a scacchi in cui il pezzo che dà scacco matto è la regina?

– Mi è accaduto in tutti i casi possibili. Anche di ricevere lo scaccomatto da una donna che ha usato la donna per eseguire la mossa finale.
Ma si è trattato di un caso eccezionale. In genere i giocatori esperti non arrivano mai allo scacco matto sulla scacchiera, perché  quando il giocatore che è in svantaggio si rende conto che non può evitare la sconfitta abbandona la partita, riconoscendo la vittoria dell’avversario. Ma per una partita didattica ho ritenuto necessario continuare fino all’ultimo per dare modo alla mia allieva-avversaria di mettere in pratica gli insegnamenti ricevuti.

– E come è potuto accadere che hai perso?

– Quando si gioca si dovrebbero fare sempre le mosse migliori per non dare scampo all’avversario, ma se si inizia a dare suggerimenti e a fare mosse deboli per vedere se l’allievo ha imparato, dopo un po’ ci si ritrova con un considerevole numero di pezzi in meno e la partita praticamente persa. In questi casi, se l’avversario non conosce bene le tecniche per forzare il matto, rimane solo la possibilità di rifugiarsi nella parità per superamento delle 50 mosse senza catture o mosse di pedoni, o la posizione di stallo.

– Com’è lo stallo?

– Si ha lo stallo quando un giocatore non ha altri pezzi da poter muovere oltre il re, che però è impossibilitato a compiere mosse legali, perché circondato da pezzi avversari. Nello stesso tempo però non c’è uno scacco in atto contro il re. In questo caso la partita finisce in parità, che è una disdetta per il giocatore che ha tanti pezzi in più. Ti faccio un esempio: in questa posizione il re bianco, che sarei io, è circondato dai pezzi neri che gli impediscono di muoversi. Si dice che il re è in una rete di matto, che è quasi come una camicia di forza. Tocca a te muovere, con i pezzi neri. Quale mossa faresti per vincere, evitando lo stallo?

– Farei questa mossa. Va bene?

– E’ una mossa nuova. Non mi era mai capitato di vedere la donna nera sdraiarsi sulla grande diagonale in questo modo. Ma forse il regolamento non lo permette. Nel regolamento c’è scritto che la donna può muoversi lungo le traverse, le colonne e le diagonali, ma non c’è scritto che può sdraiarsi…  Aspetta un momento… In questo manuale di un autorevole maestro è spiegato che la donna può muoversi a piacimento. A me pare che il piacimento ci sia. Posso testimoniare. Credo che per il momento si possa accettare la mossa. Ci sarà tempo per verificare.

– Però io vedo spesso che durante la partita le regine vengono catturate, o mangiate. Come fa la donna ad essere protagonista nel finale, se è stata mangiata prima?

– La ragione è questa. Il pedone, che è l’entità più piccola degli scacchi, ha però una caratteristica unica: quando viene portato nell’ultima casella del suo percorso viene promosso a un pezzo a scelta del giocatore, e in genere si sceglie la donna, perché è il pezzo più forte di tutti. Si toglie il pedone dalla scacchiera e al suo posto si mette la donna. Così, se un giocatore riesce ad arrivare al finale con un pedone in più dell’avversario questo vantaggio così irrisorio, che apparentemente non basterebbe per vincere, si tramuta di colpo in una superiorità di forze decisiva.  La donna ha il compito di bloccare il re avversario e poi di dare lo scacco matto.

– Possiamo vedere un esempio?

– Certo! In questa posizione abbiamo la donna bianca, che sei tu, che fronteggia il re nero. Osserva come il re è stato spogliato di tutto il suo seguito di pezzi. E’ quello che gli chevaliers francesi definivano “le roi depouillè”, il Rex spoliatus dei latini. Hai pensato alla mossa più opportuna da fare?

– Credo che per affrontarlo la mossa migliore…  sia… spogliarmi. Che ne dici?

– Sono d’accordo. Non occorrerebbe forse per vincere la partita sulla scacchiera, ma serve per vincere con me, in una sola mossa.

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