Pubblicato da: scudieroJons | marzo 27, 2012

Ghiaccio sottile

Il governo di Napolitano ha deciso di fare della mazzata contro lo “Statuto dei lavoratori” il forcipe per dare alla luce la Terza Repubblica. L’articolo 18 è un puro pretesto. Costituisce il baluardo residuo per la dignità del lavoratore, e per questo va difeso con adamantina intransigenza da ogni persona civile, ma i suoi effetti pratici sono da tempo irrisori.

Perché allora il governo ne fa una questione ultimativa, di battaglia campale? Perché vuole vincerla apparendo sfacciatamente il “governo dei padroni”, quando tutti i governi dei padroni hanno sempre cercato di dissimulare la propria natura di classe? Perché lo scopo è esattamente questo: umiliare e distruggere quanto resta in Italia di sindacato non americanizzato, non subalterno, non “sindacato giallo”.

La prima e vituperanda Repubblica, dall’egemonia democristiana al Caf, lasciava sopravvivere due vestigia comunque positive: forze sindacali riconosciute come soggetti di concertazione, e la logica sacrosanta dell’arco costituzionale. Quest’ultima è stata abbattuta dal berlusconismo, talché i Gasparri, i La Russa e altri Santanchè sono stati legittimati come parte della vita pubblica e civile, benché il loro mood neo-ex-post fascista resti quello dell’odio per la democrazia nata dalla Resistenza.

La prima verrà archiviata ora, se lo sciopero generale proclamato dalla Camusso non vorrà trasformarsi in un nuovo Circo Massimo di rivolta morale nazionale, in cui la Cgil chiami a raccolta accanto ai lavoratori tutte le energie della società civile refrattaria al pensiero unico.

Altrimenti andrà in porto la Terza Repubblica: dal nuovo “arco costituzionale” (che della Costituzione calpesterà non pochi articoli, a partire dal “…fondata sul lavoro”) saranno banditi, come se avessero qualcosa di comune e paragonabile, tanto gli spurghi di razzismo e secessionismo della Lega quanto la volontà di realizzare la Costituzione delle forze che ancora invocano “giustizia e libertà”: Sel, Idv, la minoranza del Pd che non si piegherà alla cura Napolitano, e soprattutto settori sindacali e società civile.

Legittimato resterà solo il corpaccione di una mega neo-Dc, più che mai monopolista dei media e più che mai golosa di leggi ad personam e di “basta col concorso esterno”, da Casini ad Alfano (col Putin di Arcore gongolante sullo sfondo). Di cui l’attacco all’articolo 18 è la perfetta conseguenza.

Il regresso è servito.

di Paolo Flores d’Arcais, da Il Fatto quotidiano, 23 marzo 2012

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Responses

  1. il buon Paolo Flores, mescola alcune indubitabili verità, ad altre fessaggini sapientemente dosate, col classico stile della sinistra radicale, o meglio “della sinistra in pantofole”, salottiera e utopica, così ben rappresentata dal narciso Bertinotti, oggi ( giustamente ) scomparso !
    Verità :
    1) va ascritto a berlusconi l’ aver tolto dalle fogne fascisti del tipo dei gasparri, la russa, santanchè ed altri loschi personaggi ;
    2) ove si arrivasse al pensiero unico di una terza repubblica, sarebbe un vulnus per l’ intera democrazia ;
    3) la Costituzione va salvaguardata, cosi come la dialettica con le forze sindacali ;
    4) le forze civili della società ( fra le quali, tuttavia, io personalmente non vedo bene la presenza di “avanguardie” di intellettuali alla D’Arcais … sono un bene della Democrazia .
    Tuttavia, ed ecco far capolino, nascoste dalle precedenti verità, le fessaggini del buon Paolo, che sono :
    1) un Napolitano randellatore della 2^ Repubblica e della Costituzione : questa è veramente una bugia paoliana, ed è talmente grossolana ( e calunniatrice ), che non vale nemmeno la pena di darle replica ! Dico soltanto al buon Paolo : vada a rileggersi, fra un martini e una crocchetta al caviale, la storia personale di Giorgio Napolitano, si ristudi le battaglie, all’ interno del Partito Comunista Italiano del presidente emerito … e consideri l’ attaccamento di Napolitano alla salvaguardia della Carta Costituzionale !
    2) la Camusso, non è nemmeno l’ ombra, non dico di un Di Vittorio o di un Lama o di un Trentin ( grandi sindacalisti fra cui lei farebbe la stessa figura che farebbe l’ On (sic!) brunetta in mezzo a una tribù di watussi ), ma finanche di un Cofferati, o di un Epifani ! E non parliamo poi dei leader delle altre confederazioni, indegni epigoni degli eccellenti Benvenuto, Carniti, Marini !
    Inoltre, il buon Paolo Flores, nulla dice su cosa sia successo negli ultimi trenta, quaranta anni di storia globale, omettendo che c’ è stata una Rivoluzione Tecnologica con la quale, la classe operaia e le forze sindacali che la rappresentano, deve confrontarsi a livello globale … e non far finta che non esista, e che le battaglie da fare col padrone siano ancora quelle dell’ ottocento, così romantiche ed utopiche !

    • Al tempo di questo articolo, in cui Flores D’Arcais si spendeva per la difesa dell’art. 18, (o meglio, del simbolo di libertà che rappresentava per i lavoratori, più che della sua utilità pratica) seguivo più frequentemente il sito di Micromega. Ho molto diradato le visite da quando ho notato una lenta ma costante deriva grillina nella linea del giornale e in quella del bravo artista che cura le immagini satiriche. Solo adesso mi pare di notare un certo rinsavimento in Flores D’Arcais, di fronte al (prevedibile) rifiuto dei grillini (adducendo motivazioni risibili) di tagliarsi il braccio destro votando la legge antifascista presentata da Fiano.
      Ciao : )


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