Pubblicato da: scudieroJons | marzo 5, 2012

Il fascino della divisa

Belcore
Come Paride vezzoso
porse il pomo alla più bella,
mia diletta villanella,
io ti porgo questi fior.
Ma di lui più glorioso,
più di lui felice io sono,
poiché in premio del mio dono
ne riporto il tuo bel cor.

Adina
(alle donne)
(È modesto il signorino!)

Giannetta e Coro
(Sì davvero.)

Nemorino
(Oh! mio dispetto!)

Belcore
Veggo chiaro in quel visino
ch’io fo breccia nel tuo petto.
Non è cosa sorprendente;
son galante, son sergente;
non v’ha bella che resista
alla vista d’un cimiero;
cede a Marte iddio guerriero,
fin la madre dell’amor.

Adina
(È modesto!)

Giannetta e Coro
(Sì, davvero!)

Nemorino
(Essa ride… Oh, mio dolor!)

Belcore
Or se m’ami, com’io t’amo,
che più tardi a render l’armi?
Idol mio, capitoliamo:
in qual dì vuoi tu sposarmi?

Adina
Signorino, io non ho fretta:
un tantin pensar ci vo’.

Nemorino
(Me infelice, s’ella accetta!
Disperato io morirò.)

Belcore
Più tempo invan non perdere:
volano i giorni e l’ore:
in guerra ed in amore
è fallo l’indugiar.
Al vincitore arrenditi;
da me non puoi scappar.

Adina
Vedete di quest’uomini,
vedete un po’ la boria!
Già cantano vittoria
innanzi di pugnar.
Non è, non è sì facile
Adina a conquistar.

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