Pubblicato da: scudieroJons | maggio 11, 2011

Dal libro al film – Condor, lo conosci?

“Parla!” Per un terribile istante Malcolm non riuscì a ricordare il suo nome in codice. E non poteva dare il suo vero nome.
Poi ricordò. “Qui è Condor, Sezione 9, Dipartimento 17.
C’è stata un’incursione.”

Quando l’agente della CIA Malcolm rientra in ufficio dopo una pausa per la colazione, lo aspetta una brutta sorpresa: i corpi dei suoi colleghi giacciono a terra crivellati da raffiche di arma da fuoco. Per una pura casualità il vero bersaglio degli attentatori è l’unico scampato: quell’impiegato ordinario e indolente, nome in codice Condor, assunto solo per leggere e schedare romanzi gialli, sa qualcosa di troppo. Ed è nel mirino di qualcuno che non lo lascerà andare facilmente…
Ma sembra che il dio d’amore e quello delle spie abbiano stretto un accordo… nemmeno tanto segreto.

Lei arrivò poco dopo mezzanotte. Dapprincipio Malcolm credette di sognare, ma il respiro pesante della ragazza e il calore del suo corpo erano più che reali. Quando fu ben desto, la prima cosa che notò fu che lei si era appena fatta la doccia. Sentiva il vago odore di borotalco che si mescolava col dolce odore del sesso. Si mise sul fianco attirando il corpo avido di lei contro il suo. Le loro bocche si trovarono. La ragazza gli spinse la lingua tra le labbra, invitante. Era straordinariamente eccitata. Gli fu difficile sciogliersi dal suo abbraccio per liberarsi degli indumenti. Si erano ormai coperti reciprocamente il viso di saliva. Finalmente nudo, la rovesciò sul dorso, le fece scivolare lentamente una mano su per l’interno delle cosce, sfiorò appena le anche che si muovevano ritmicamente, il ventre piatto che si sollevava, i capezzoli eretti. Chiuse le dita su un piccolo seno, che stava comodamente nella sua mano. Chissà perché, gli venne fatto di pensare alla ragazza che passava davanti alla Society: aveva un seno così bello e grande. Strinse piano la mano. Wendy gemette forte e attirò la testa di lui sul seno, fino a che le labbra non toccarono i capezzoli turgidi. Mentre con la bocca sfiorava dolcemente i seni, la sua mano corse giù, al fuoco umido tra le gambe di lei. Quando la toccò, Wendy succhiò l’aria, inarcando il dorso lievemente ma fermamente. A sua volta lei lo trovò, e un secondo dopo mormorò: “Adesso, ti prego, adesso!” Lui le montò sopra, goffamente, come fanno di solito gli amanti la prima volta. I loro corpi aderirono l’uno all’altro. Lei desiderava che ogni centimetro del suo corpo fosse coperto da quello di lui. La violenza dei colpi le metteva il fuoco nelle vene. Gli fece scorrere le mani sulla schiena, e immediatamente prima dell’esplosione Malcolm sentì le unghie di lei che gli affondavano nelle natiche, incitandolo ad andare sempre più a fondo.
Giaquero tranquilli per mezz’ora, poi ricominciarono, lentamente e con maggiore ricercatezza, ma anche con maggiore intensità. Dopo, rannicchiata sul suo petto, Wendy parlò. “Non sei obbligato ad amarmi. Io non ti amo, almeno non credo. Ma ti voglio, ho bisogno di te”.

James Grady – I sei giorni del Condor

 

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