Pubblicato da: scudieroJons | marzo 19, 2011

Le ho mai raccontato dell’ipermercato sulla tangenziale Nord

Oggetto: Incontro al buio
Buonasera, Leo. Allora è ancora deciso a incontrarmi? Non ha cambiato idea in questi giorni? Se ha cambiato idea me lo dica, la prego. Non mi faccia andare all’appuntamento e poi decide di non venire.

Mezz’ora dopo.
Oggetto: Incontro al buio
Cosa conta di fare, Leo? Non vuole rispondermi? Ci ha ripensato e adesso non ha il coraggio di confessarlo? Mi risponda, Leo, e mi dica la verità!

Venti minuti dopo.
Oggetto: Incontro al buio
Da lei non me lo sarei mai aspettato. Leo, lei per me è stata la più grande delusione degli ultimi quindici anni.
Almeno mi risponda! Credo di averne il diritto!

Quattro minuti dopo.
R:
Cara Emmi, sono tornato adesso e ho trovato i suoi messaggi. Certo che ci vediamo all’appuntamento di domani! Ma non si era già d’accordo?

Due minuti dopo.
RE:
Non si può mai dire. Non faccia finta di essersi dimenticato che già una volta ha accettato un appuntamento e poi non si è presentato. Devo proprio ricordarglielo io?

Dieci minuti dopo.
R:
Non ce n’è bisogno. Però non è stata colpa mia. Quando mi ha dato appuntamento al quarto piano di quel grande magazzino, in centro, non mi aveva detto che si trattava del reparto lingerie e intimo per signora. Io sono arrivato puntuale, e ho fatto un giro completo, anche se non sapevo dove posare gli occhi, per quello che vedevo. Ho notato che i grandi magazzini hanno cominciato a risparmiare anche sulla stoffa delle tendine dei camerini di prova. Quel poco che ho visto ha aperto nei miei ricordi delle ferite dolorose. Sentivo delle fitte lancinanti al costato, e sono dovuto andare via.

Cinque minuti dopo.
RE:
Non cerchi di scaricare su di me la colpa delle sue angosce, frutto della sua vita sregolata e godereccia. In effetti ho fatto il solito errore di conteggio dei piani, perchè non tengo mai conto dell’ammezzato, e sono rimasta un’ora a girare attorno al banco delle cravatte, nel reparto abbigliamento maschile, dove in realtà intendevo darle appuntamento. Ho dovuto respingere l’assalto di un nugolo di mosconi che mi ronzavano intorno. Se lei sapesse a quali squallidi sotterfugi ricorrono gli uomini per rimorchiare una donna…  C’è stato perfino un tale, bell’uomo, modi garbati, che mi ha offerto uno stock di cravatte da tenere a casa mia per poterne indossare una ogni volta che sarebbe venuto a trovarmi. Lo sa che sono stata tentata di accettare? Non è lusingato dal fatto che ho saputo resistere perché stavo aspettando lei?

Dieci minuti dopo.
R:
Ne sono molto lusingato, Emmi, anche se ho l’impressione che lei abbia un po’ esagerato sulla quantità dei suoi ammiratori nel reparto cravatte.
Ritornando al nostro appuntamento, non sarebbe meglio che ci scambiassimo le foto, in modo che potremo riconoscerci? O almeno scambiarci una descrizione particolareggiata del nostro rispettivo aspetto fisico? Sono molto perplesso per la sua idea di un incontro al buio.

Otto minuti dopo
RE:
Come si vede che lei non ha proprio la stoffa dell’avventuriero, Leo! Un giorno mi dovrà dire la cosa più trasgressiva che ha fatto in vita sua, e credo che mi farò delle matte risate. Non cambiamo le condizioni: se ci riconosceremo vorrà dire che eravamo predestinati, e sarà bellissimo, altrimenti ritorneremo ciascuno dietro lo schermo del proprio pc. Posso solo farle delle piccole concessioni, per evitare che si senta come un pulcino nella stoppa. Le ho mai raccontato dell’ipermercato sulla tangenziale Nord? E’ una costruzione da favola, ed ha un reparto ortofrutta sterminato. E’ lì che ci dobbiamo incontrare. Agiremo in questo modo: quando mi sembrerà di averla avvistata, prenderò dai banchi uno o due frutti o ortaggi e le verrò incontro. Lei, in segno di intesa, prenderà la stessa quantità di prodotti e mi raggiungerà alla bilancia. Si ricordi che è assolutamente vietato rivolgerci la parola, o andare assieme alle casse. Non sono ammessi occhiali scuri.  Domani ci scambieremo le nostre impressioni.

Due minuti dopo
R:
Cara Emmi, la prego di non fare della facile ironia sulla mia riconosciuta capacità di passare senza danni attraverso ogni genere di pericoli. Per me la trasgressione è una triste necessità, non un diversivo, come sembra che sia per lei. Ho preso nota delle sue condizioni. Sarò puntuale, alle 18.00.

Due minuti dopo
RE:
Povero Leo! Lei non è fatto per l’avventura! Riuscirà a dormire stanotte, pensando a quello che dovrà fare domani?

Due minuti dopo
R:
Buonanotte, Emmi cara…

Due minuti dopo
RE:
Non ci beviamo nemmeno un bicchiere augurale per domani?

Dieci minuti dopo
RE:
Cosa fa, Leo, dorme già?

Dieci minuti dopo
RE:
Leo!!!! Mi risponda! Non posso andare a dormire senza un brindisi augurale.

Venti minuti dopo
RE:
Buonanotte, Leo.  Avrei voluto che mi dicesse qualcosa di carino, per aiutarmi a dormire.

Due minuti dopo
R:
Lei è una persona adorabile, Emmi. Vorrei poterla abbracciare e baciare…
Buonanotte, Emmi.

Diciotto ore dopo
R:

Buonasera, Emmi. Sono appena rincasato. Sono stato all’ipermercato, ma non l’ho vista. O meglio, con tante donne che c’erano, non sono sicuro di aver capito quale fosse lei. Lei mi ha visto? Come le sono sembrato? E’ soddisfatta dell’esperimento?

Due ore dopo
R:
Emmi, sono quasi le nove. Non è ancora tornata a casa? Quando torna mi scriva, a qualunque ora. Sono curioso di sapere se ci siamo incontrati. Scriva anche dopo mezzanotte.

Due ore dopo
R:
Emmi, non sparisca nel nulla. Se non mi ha trovato di suo gradimento me lo dica apertamente. Ci rimarrò male, lo so già, ma poi mi passerà. E poi vorrei sapere chi era lei, tra quelle che ho visto all’ipermercato.

Venti minuti dopo
RE:
Leo, mi dispiace di averla fatta aspettare. Sono in un guaio spaventoso. Non riesco a capire cosa mi sia accaduto. Ma perché non è venuto? Mi ha lasciata sola proprio quando avevo più bisogno di lei. Ma che lo dico a fare? Uno come lei non avrebbe potuto fare niente per aiutarmi. Ma perché mi è venuta in mente quella stupida idea dell’appuntamento al buio?

Quattro minuti dopo
R:
Che è successo, Emmi? Sta bene? Non si agiti. Mi racconti con calma quello che è successo.

Dieci minuti dopo
RE:
Cosa vuole che sia successo? Cazzo, Leo! E’ tutta la sera che ci penso e non riesco a capacitarmene. E’ una cosa fuori dal mondo! Ed è tutta colpa sua che non si è fatto vedere….

Due minuti dopo
R:
Per favore, Emmi, mi vuole spiegare quello che è successo? La prego, non mi faccia stare in ansia.

Dieci minuti dopo
RE:
E’ cominciata che io avevo preso una mela… La tenevo in mano, e quando vedevo nei paraggi un uomo che poteva essere lei, mi avvicinavo e lo osservavo, per controllare se prendeva una mela anche lui. Sono stata quasi un’ora nel reparto ortofrutta, ma siccome non riuscivo a capire se lei ci fosse, ho deciso di andare alle casse, e poi sono scesa nel parcheggio.
E’ stato lì che mentre mettevo le borse in macchina si è avvicinato quell’uomo. Aveva tre mele in mano, e mi ha detto: “Queste sono un omaggio per lei.” Le ha messe in una delle borse, e ha chiuso il bagagliaio. E mi guardava, sapesse come mi guardava! Allora io gli ho detto: “Emmi, piacere.” E gli ho dato la mano, perché ho pensato che fosse lei, e che non fosse stato capace di rispettare i patti. Lui mi ha preso la mano e l’ha portata alle labbra, e mi ha baciato il palmo, e ha detto solo: “Emmi…” Capisce, Leo, perché le dico che sono in un guaio terribile?

Due minuti dopo
R:
Il solito pappagallo di strada. Anche nei supermercati adesso! Ma lei l’ha mandato via ed è finita lì. Non è così?

Dieci minuti dopo
RE:
Vede che non ha capito niente? Perché lei non ha proprio la mentalità dell’avventuriero. Non potevo mandarlo via, perché in quel momento credevo che fosse lei, che avesse trovato il coraggio per farsi avanti.

Due minuti dopo
R:
Ma se non l’ha mandato via, mi vuole dire una buona volta che cazzo è successo, senza farla tanto lunga? Emmi, l’avviso che mi sta stufando.

Quattro minuti dopo
RE:
Vedi che non capisci niente? Te lo sto dicendo da un’ora, te lo sto dicendo… Abbiamo fatto l’amore, ecco cosa abbiamo fatto. E tutto per colpa tua!

Due minuti dopo
R:
L’ha costretta? L’ha minacciata con un coltello? Aveva la pistola? Le ha fatto del male? Non ha provato a chiamare aiuto? Non c’era nessuno nel parcheggio?

Dieci minuti dopo
RE:
C’era un sacco di gente nel parcheggio. Macchine che arrivavano e partivano. Una rottura di scatole! Come potevo pensare a chiedere aiuto se credevo che quel tipo fosse lei? Non ero nemmeno in grado di pensare. Ha fatto tutto lui: ha aperto una portiera posteriore, si è tolto l’impermeabile e lo ha messo sul sedile, e poi mi fa: “Vieni, Emmi…” e io sono salita in macchina, lui mi ha seguito e ha chiuso la portiera. Prima ci siamo baciati a lungo, poi ha cominciato ad accarezzarmi, a stringermi…  E io pensavo a te, Leo, a tutte le parole d’amore che mi hai scritto, notte dopo notte, e alle promesse che mi avevi fatto, che si stavano avverando, ed ero solo capace di dire: “Leo… Leo…” E’ stata un’emozione indescrivibile, Leo. E poi, è inutile che provo a spiegartela. Tu sei un uomo, non potresti capire. E’ stato un misto di forza e di dolcezza. All’inizio sembrava una furia. Mi teneva per le spalle… ho perfino i lividi… ma alla fine mi ha tenuta stretta dolcemente… mi sussurrava all’orecchio le stesse cose che mi dici sempre tu. Allora mi sono voltata e gli ho detto: “Leo, che pazzi che siamo!”
Lui mi ha risposto: “Non mi chiamo Leo.” Poi mi ha baciato la mano, si è ripreso l’impermeabile ed è sceso dalla macchina. “Chi sei?” Gli ho gridato. “Sono l’avventura, bella signora!” Mi ha risposto. Poi è sparito e non l’ho più visto. Adesso sono nei guai, anche per colpa tua, Leo. Cosa devo fare?

Venti minuti dopo
R:
Ci stavo pensando. Dimmi dove abiti, ti vengo a prendere e andiamo a fare la denuncia. Controlla se ti manca qualcosa.

Dieci minuti  dopo
RE:
Perché la denuncia? No, voglio solo sapere chi è, questo sì. Non mi manca niente tra gli oggetti di valore. Ah, ci sono le tre mele che mi ha dato. Possono servire  per le impronte? Non ho trovato nemmeno tracce di… insomma, quello che abbiamo fatto. Infatti ho trovato la bustina vuota di un preservativo. Le ha studiate tutte quel farabutto. Ah, ma se mi capita di nuovo tra le mani!… E un’altra cosa! Non trovo più gli slip. Me li ha sfilati lui. Forse li ha anche rotti, quel porco, e se li è messi in tasca. Perché se li è presi? Forse mi vuole ricattare!

Due minuti dopo.
R:
No, che ricatto! Li avrà messi in tasca, per abitudine, e si sarà dimenticato. Forse possono servire per incastrarlo. Ti ricordi come erano fatti? Me li puoi descrivere?

Due minuti dopo
RE:
Erano di pizzo nero, con una farfallina rossa davanti, ricamata appena sotto l’elastico, e dietro… dietro c’era un fiore… non ricordo bene che forma… ci devo pensare…

Due minuti dopo
R:
Aspetta, ti aiuto… C’era un tulipano rosa? Con la scritta “Be mine” ?

Due minuti dopo
RE:
Sì, erano così! Allora dici che lo possiamo prendere?

Due minuti dopo
RE:
Leo, come fai a sapere come sono fatti i miei slip?

Dieci minuti dopo
RE:
Leo, sei un mascalzone! Sei un lurido bastardo! Ricordati che me la pagherai!

Venti minuti dopo
RE:
Leo, ti perdono! Rispondimi, ti prego. Quando ci vediamo?

Due minuti dopo
R:
Ci vediamo domani? Domani pomeriggio, in centro, poi te lo scrivo.
Emmi, sei bellissima, ti amo tanto.

Due minuti dopo
RE:
Mi ami? Vedremo… Adesso che ci penso, non hai rispettato i patti! Ecco perché sono andata in confusione! Se io ho preso una mela sola, anche tu dovevi prendere una mela sola. Perché ne hai prese tre?

Dieci minuti dopo
R:
Hai preso una mela sola? Non capisco… io ne ho contate tre…

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Responses

  1. Non potevo essere lusingato, perché non lo sapevo. Ma potrebbe aver fatto male a non accettare…

    Mah scudiero !!!          
    Ciao          

    ps.aspetto il seguito con molta curiosità !!!           

  2. se conosco scudiero, finirà con lo scambio di una raccolta di punti per il catalogo dei premi del supermercato…
    e vissero a lungo felici e contenti, continuando a frequentare ALTRI supermercati…
    🙂

  3. ooopppsssss……
    WW, off course

  4. @ donnaflora
    Grazie per la amichevole critica costruttiva.
    Speravo proprio di riuscire ad avere questo tipo di collaborazione.
    Quella frase non piaceva nemmeno a me, e mi ripromettevo di cambiarla.
    Però si tenga presente che non sto cercando di scrivere un seguito del romanzo, ma una sua parodia, che è un'operazione molto più difficile.
    Grazie ancora!
    Ciao : )

  5. @ W W
    Non ci sono dubbi sul fatto che mi conosci bene.
    Forse a te piacerebbe che il racconto finisse con un selvaggio amplesso nel parcheggio sotterraneo.
    Se potesse risultare compatibile con l'atmosfera parodistica si potrebbe prendere in considerazione questa soluzione.
    Ciao : )

  6. anche tu mi conosci bene… 😉
    Double W

  7. Beh! un bell' amplesso perchè no ??'              
    Ciao scudiero….sono curiosa di leggere il seguito…

    ps. dai !!!! fai un modo che fra i due ci sia un' attrazione fatale            

  8. …(continua)

  9. ho voglia di nutella ce la può mettere nel racconto? Grazie

  10. Uhm troppo maschilista…

  11. @ dorame
    Accetto l'osservazione. E anche la lezione secondo cui non bisogna tenersi niente di non detto. Dire sempre quello che si pensa. E la metterò in pratica.
    Ciao : )

  12. Leo Leo Leo …..                
    Scudiero …..!!!!!                
    Adesso però Leo si deve far un po' perdonare….capito??????    
    Ti abbraccio                

  13. @ donnaflora
    Grazie, ti abbraccio anch'io!
    Ciao : )

  14. Fiuuuuuuuuu Location a parte, per fortuna era un tulipano blu se no mi preoccupavo… 

  15. @ LadyLongthorn
    Ho ricevuto delle critiche per il colore del tulipano, e allora ho deciso di farlo diventare rosa. Si addice al nero del pizzo.
    Ciao : )

  16. cmq dica a Leo che è più figo con gli occhiali piuttosto che strizzi l occhio alla bilancia…

  17. @ LadyLongthorn
    Non mi pare che strizzi l'occhio perché avrebbe bisogno degli occhiali…
    Ho l'impressione che abbia proprio gli occhi porcini.
    Ciao : )

  18. Mascalzone latino! Da manuale. Mi piace questo furbo di Leo. E poi?… Ciao!

  19. @ ricominciamento
    E poi… non si sa.
    Questo dovrebbe essere l'omaggio, in forma di parodia, a un bel romanzo di Glattauer, Le ho mai raccontato del vento del Nord, che parla della conoscenza e dell'amore che nascono tra due persone per mezzo di internet. Un argomento che a vario titolo interessa tutti noi. Il vero Leo è tedesco, e non assomiglia molto al nostro, il quale ha fatto le sue esperienze giovanili nella campagna toscana, e segue una sua tecnica collaudata. Perciò è anche un omaggio nostalgico a quei tempi.
    Ciao : )

  20. Provvederò a procurarmi il libro. E' sempre bene essere preparati. Mmh! Casualità, in gioventù anch'io ho frequentato il territorio toscano, chi sà se magari mi sono imbattuta mai in Leo. A presto

  21. @ ricominciamento
    Il libro è una piacevole, ironica lettura, ma non raggiunge le vette della morbosità dell'amore telematico di alcuni blog di splinder.
    Impossibile incontrarsi: il nostro antieroe scorrazzava per le strade del Mugello, a caccia di pollastre, solo letterariamente, e con un altro nome. Che, per quanto mi sforzi, non mi riesce di ricordare.
    Ciao : )

  22. Mmh! Arimmh!… quanto ho ancora da imparare… come?! 
    …allora,  forse mi sarò imbattuta nell'incontro di altri Leo.
    Buonagiornata


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