Pubblicato da: scudieroJons | febbraio 25, 2011

Dialogo tra un Giocatore di Scacchi e una Ragazza con il Lollipop, che vorrebbe conoscere qualcosa di più su questo gioco

Ragazza con il Lollipop – E’ un’ora che te ne stai lì a guardare la scacchiera. Non hai detto una parola e non mi hai dato neanche un bacio. Mi spieghi cosa stai facendo?
Giocatore di Scacchi – Sto analizzando una partita che ho giocato tanto tempo fa, per vedere se con una diversa strategia avrei potuto vincere.
R. L. – Potresti ragionare ad alta voce? Adoro sentire parlare di strategie, anche se non capisco niente di scacchi.
G. S. – Se ti fa piacere. Però per farti capire quello che sto facendo devo spiegarti alcune cose sulla natura e sulle regole del gioco. Non ti permetteranno di iniziare a giocare, ma almeno potrai farti un’idea di come si svolge il gioco.
R. L. – Sì, mi interessa! Dai, comincia!
G. S. – Cominciamo col dire qual è lo scopo del gioco. Cosa si deve fare per vincere.
R. L. – Questo lo so! Si deve fare scacco matto!
G. S. – E cioè? Lo sai che significa?
R. L. – Che mangi tutti i pezzi dell’avversario?
G. S. – Non è proprio così! Devi mettere sotto scacco, cioè attaccare il re dell’avversario in modo tale che non si possa più difendere, sottraendosi allo scacco.
R. L. – E così lo mangio!
G. S. – Non esattamente. La partita finisce quando il giocatore che è sotto scacco non può fare nessuna mossa per togliersi dallo scacco, come prescrive il regolamento.
R. L. – Ho capito. E’ questo il re?

G. S. – Sì, è questo: si riconosce perché è sempre il pezzo più alto di tutti e si distingue dalla regina per la croce che porta sulla corona. 
R. L. – Allora il re è il pezzo più importante e anche il più forte?
G. S. – E’ senza dubbio importante, perché se perdiamo il re, perdiamo anche la partita, perciò tutto ruota intorno alla sua sicurezza e alla sua salvezza. Nello schieramento dei pezzi il re rappresenta il Maschio Alfa, il Padrone. Ma non si può definire il più forte. Il pezzo più forte è la regina, questa, che si distingue dal re perché è leggermente più piccola e ha la corona con le punte.

R. L. – Come fa ad essere più forte la regina se poi chi comanda è il re?
G. S. – La forza dipende dal suo raggio d’azione, e allora per vederlo meglio osserviamo questi due diagrammi.

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Nel primo diagramma vediamo il raggio d’azione del re, che si può muovere di un solo passo in ogni direzione. Le caselle contrassegnate con la X sono le caselle in cui il re si può spostare. Ma bisogna  ricordarsi sempre che sono anche le caselle in cui si esercita l’azione del re, e se un pezzo avversario si posiziona in una di queste caselle il re può catturarlo.
Nel secondo diagramma vediamo il raggio d’azione della regina.

reginadiag

 

In questo diagramma si può vedere come la regina, oltre che spostarsi nella prima casella in ogni direzione, come fa il re, può raggiungere ogni altra casella che si trovi in quella direzione, a condizione che il percorso sia libero. Quando sul percorso si incontra un pezzo del proprio colore ci si deve fermare prima, e quando si incontra un pezzo avversario, lo si può catturare prendendo posto nella casella dove è avvenuta la cattura.
R. L. – Che forza! Ma allora la regina è molto più forte del re!
G. S. – In effetti è così, e anche per la regina e gli altri pezzi che vedremo bisogna ricordarsi che non si tratta semplicemente di capacità dinamica, perché anche stando ferma la regina esercita un’influenza in tutte quelle caselle e impedisce a un pezzo avversario di stazionarvi se non è difeso da un altro pezzo. Osservando questo diagramma appare chiaro che per dare lo scacco matto al re avversario la regina è il pezzo più adatto. Per questa ragione, escludendo le partite che terminano in parità, che sono circa la metà del totale, tra quelle che rimangono, che sono le partite che si concludono con una vittoria di uno dei giocatori, la quasi totalità termina con lo scacco matto eseguito dalla regina, con l’aiuto del re.
R. L. – E non sarebbe meglio che lo scacco matto lo facesse il re con l’aiuto della regina?
G. S. – Non è possibile, perché, potendo muoversi di una sola casella per volta, il re si deve avvicinare ad ogni pezzo per catturarlo. Ma un re se si avvicina al re avversario si espone al suo attacco, e questo non è consentito dalle regole. Già nel momento di iniziare una partita il giocatore dovrebbe avere in mente quale dovrebbe essere il suo epilogo, come vediamo nel diagramma.

Nella parte superiore della scacchiera vediamo una posizione finale: la regina sta dando scacco al re nero e il re bianco impedisce al re nero di sottrarsi perchè le tre caselle che sono tra i due re non possono essere occupate da nessuno dei due, in quanto sono sotto l’influenza anche dell’altro re.
Nella posizione in basso invece la regina sta dando scacco dopo essersi portata a ridosso del re avversario e gli preclude ogni via di fuga. La regina non può essere presa dal re avversario perché il re bianco, con la sua influenza sulla casella della regina, impedisce che possa entrarvi il re nero.
R. L. – Ma allora bisogna mangiare tutti i pezzi dell’avversario, e anche la regina, per poter vincere?
G. S. – Potrebbe accadere, ma è molto raro. Tra giocatori di pari forza le partite sono di solito equilibrate e chi riesce a prevalere in genere arriva alla parte finale con solo uno o due pedoni di vantaggio. Ma c’è una caratteristica del pedone che che lo rende unico: quando un pedone arriva nell’ultima fila di caselle della scacchiera, al termine del suo percorso, si trasforma in un pezzo a scelta del giocatore. Quasi sempre il giocatore promuove il pedone a regina.

Nel primo diagramma vediamo come alla fine della partita i due re si fronteggino e mentre uno cerca di portare il suo pedone all’ultima casella, l’altro cerca di opporsi. Il giocatore che è in vantaggio cercherà di mettere il suo re nella posizione che si vede nel secondo diagramma. A quel punto deve solo far avanzare il pedone che si muove di un passo alla volta, fino all’ultima casella. Arrivato in quella casella il pedone si trasforma in regina. Di norma i giocatori di un certo livello non giocano mai questi finali perché danno per scontato che l’avversario li sappia giocare. Non appena è chiaro che non ci si può più opporre alla promozione del pedone abbandonano la partita, riconoscendo la vittoria dell’avversario.
R. L. – E gli altri pezzi dove sono finiti?
G. S. – Parleremo anche degli altri pezzi, ma lo scopo di parlare del finale era determinato da questa considerazione: non si deve iniziare niente, nemmeno una partita a scacchi, senza sapere dove si vuole arrivare. Per condensare in poche parole il programma di un giocatore di scacchi si potrebbe dire:

1) Nelle prime fasi della partita cerca di conseguire un vantaggio.
2) Opera una serie di catture reciproche con l’avversario facendo in modo che il vantaggio conseguito arrivi intatto al finale.
3) Realizza la promozione ed esegui lo scacco matto.

R. L. – Questa parte la trovo un po’ difficile. Non sono sicura di aver capito. E poi ero un po’ distratta perché stavo pensando che devo preparare da mangiare.
G. S. – Ti seguo in cucina, così possiamo continuare a parlare di scacchi. Cosa hai deciso di cucinare?
R. L. – Vorrei fare le capesante gratinate.

E poi un’orata alla mediterranea. Che ne dici?

G. S. – Mi sembra un’ottima idea. E perché stai riempiendo il tavolo di cucina di tutti questi vasetti, terrine, scodelle?
R. L. – Sono gli ingredienti che mi servono per cucinare. Li tiro fuori tutti, intanto per essere sicura che ci sono, per evitare di trovarmi con un piatto mezzo cucinato e senza un ingrediente importante. E poi lascio sul tavolo solo la quantità che mi serve per cucinare. Alla fine non deve rimanere niente, così sono sicura che ho messo tutto. Li devo togliere? Ti serve posto per gli scacchi?
G. S. – No, mi basta un angolo del tavolo. E questa situazione viene a proposito perché volevo proprio parlarti dell’inizio della partita, che è come la preparazione degli attrezzi e degli ingredienti per cucinare.
R. L. – Come c’entra la cucina con gli scacchi?
G. S. – C’entra, come c’entra con molte altre cose, perché ogni volta che facciamo un lavoro prima predisponiamo tutti gli attrezzi e i materiali, assicurandoci che ne abbiamo abbastanza, per non dover sospendere il lavoro a mezzo. Nella parte iniziale della partita non dobbiamo pensare allo scacco matto, ma solo a mettere i nostri pezzi nella posizione migliore per poter eseguire successivamente il piano che abbiamo preparato o quello che ci suggeriscono le circostanze.
R. L. – Il piano? Non mi dirai che ci vuole un piano anche per giocare a scacchi?
G. S. – Non ti deve impressionare la parola “piano”. Per ogni cosa che facciamo noi prepariamo un piano, anche se non ce ne accorgiamo. E come nella vita siamo pronti a cambiare i nostri piani per adeguarci alle diverse circostanze, così negli scacchi ci dobbiamo adeguare alle mosse dell’avversario, per non farci trovare impreparati.

R. L. – Spiegati meglio. Che significa che devo preparare gli attrezzi per il lavoro? Non sono già messi tutti al loro posto?
G. S. – Purtroppo no. Prova a guardare la scacchiera con i pezzi schierati nella posizione di partenza e te ne rendi conto.

In questa condizione solo i pedoni possono cominciare a muoversi. Tra i pezzi che stanno dietro, solo i cavalli, perché possono saltare sopra gli altri pezzi. Per poter muovere gli altri bisogna creare un passaggio tra i pedoni. Per questo all’inizio della partita si muove quasi sempre uno dei due pedoni centrali, perché si libera la strada alla regina e ad un alfiere.
R. L. – Come si muovono i pedoni?
G. S. – I pedoni si muovono di una casella per volta, e sempre in avanti. I pedoni sono gli unici che non possono tornare indietro. Solo quando un pedone, (tutti gli otto pedoni) deve fare la sua prima mossa, può scegliere di muoversi di una casella soltanto o di due caselle. Poi continua con una per volta, se la casella che ha davanti è libera.

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Perciò un pedone se trova un pezzo davanti, del suo stesso colore, o dell’avversario, è bloccato. Però può catturare un pezzo che si trovi un una delle due caselle davanti in diagonale, come si vede nel diagramma.
R. L. – E dopo, che pezzo si deve muovere?
G. S. – Uno dei pezzi che si muovono per primi è il cavallo, quello che si trova nella casella g1.
R. L. – Quale sarebbe la casella g1?
G. S. – Quasi tutte le scacchiere hanno segnato le lettere e i numeri lungo i bordi in modo che con le coordinate ogni casella può essere indicata senza possibilità di equivoci. Il cavallo può passare sopra i pedoni e il suo movimento ha un percorso fisso, a forma di L. Il cavallo g1, per esempio può andare nella casella f3 o in quella h3. Però siccome la parte più importante della scacchiera è il centro, la casa h3 non si prende nemmeno in considerazione, e il cavallo si mette in f3.

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R. L.  – E questo pezzo qui? E’ l’alfiere?
G. S. – Sì, questo è l’alfiere. Viene rappresentato con una mitria da vescovo, perché nei paesi anglosassoni è chiamato bishop. Questo pezzo si muove lungo le diagonali, di quante caselle si vuole.

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Se sul percorso trova un pezzo del suo stesso colore si deve fermare prima. Se incontra un pezzo avversario lo può catturare e si mette al suo posto.
R. L. – Allora adesso si può muovere la torre?
G. S. – Sì, è venuto il momento di muovere la torre. Nel diagramma possiamo vedere come si muove la torre.

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La torre si muove lungo le file orizzontali o le file verticali per tutte le caselle che si vuole. Anche la torre si deve fermare la casella prima se incontra un pezzo amico o può catturare l’avversario che è sul percorso e si sostituisce a lui nella casella.
In realtà in questa circostanza non muoviamo solo la torre, ma anche il re. E’ una mossa speciale che può fare solo il re assieme alla torre, se non è mai stata mossa.

Il re si muove di due caselle, e va nella casella g1, mentre la torre gli passa sopra e prende posto nella casella f1. Questa mossa si chiama “arrocco” ed è insieme una mossa difensiva, perché mette il re in una posizione più sicura, e anche offensiva perché fa entrare la torre in gioco.
R. L. – Come si fa a sapere quando i pezzi sono stati messi a posto per iniziare il lavoro?
G. S. – Si devono muovere tutti i pezzi, in modo che tra le due torri non ce ne sia rimasto nessuno. Le due torri tra loro si devono guardare, perché così si difendono a vicenda. Una posizione possibile potrebbe essere questa:

Naturalmente la posizione è il risultato dell’interazione tra i due giocatori, e non sempre è possibile sistemare i pezzi nell’esatta posizione che si era scelta. Si deve essere sempre pronti a modificare il proprio piano iniziale per contrastare gli eventuali attacchi dell’avversario, che possono arrivare anche in questa fase. Da questo momento in poi, con tutti i pezzi pronti, si può iniziare a pensare a come attaccare l’avversario.
R. L. – E adesso che cosa devo fare?
G. S. – Da questo momento in poi si entra nel campo dell’immaginazione. Devi ideare un attacco contro un punto dello schieramento avversario e devi puntare i tuoi pezzi verso l’obbiettivo. L’avversario sarà costretto a difendersi, e difendendosi potrebbe scoprirsi da un’altra parte, che tu dovrai attaccare il prima possibile. In questo modo si verranno a creare delle debolezze irreversibili nel campo avversario e un po’ alla volta si ingrandiranno, e potrai catturare un pedone o due.
A quel punto dovrai cercare di eliminare tutti i pezzi dell’avversario, scambiandoli con i tuoi. Ricordati che la regina è il pezzo più importante e vale l’equivalente di 9 pedoni. La torre vale 5 pedoni, mentre cavallo e alfiere valgono 3 pedoni. Tieni presente questi valori quando devi scambiare i pezzi, nel senso che tu mangi quelli avversari e l’avversario mangia i tuoi.
Sul centro di partita ci ritorneremo in futuro.
Per allenarti puoi connetterti con questo sito
http://www.chess-game-strategies.com/spark-chess.html
e sfidare uno dei tre giocatori.
E su questo troverai altre istruzioni.
http://www.albanesi.it/Scacchi/Scacchi.htm
Buona fortuna!

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Responses

  1. Meno male scudiero se cominci ad impartire lezioni di scacchi…
    può darsi che ci capisca qualcosa anch' io !!!!          

  2. @ donnaflora
    Più che una lezione tecnica, per essere in grado di giocare contro un avversario, è il tentativo di spiegare come si svolge la partita, in modo che si attenui la sensazione di esclusione che ci assale quando ci troviamo di fronte a una materia completamente incomprensibile.
    Se lo troverai divertente e anche un po' istruttivo, mi sentirò completamente ripagato del mio lavoro.
    Ciao : )

  3. Fusse che fusse la volta bona che ci capisco qualcosa…è che Jons a me quel giocatore fa sesso e mi deconcentra… più del lollipop in bocca alla ragazza…

  4. @ LadyLongthorn
    Spero anch'io che una chiacchierata sugli scacchi le permetta di comprendere qualcosa del gioco. Per adesso sono lieto  che abbia immediatamente afferrato il nesso che esiste tra gli scacchi e la sessualità.

    Ciao : )

  5. Fino ad ora ho capito che il re intanto manda avanti gli altri  per farsi difendere mentre se ne sta dietro con la regina e che per giocare a scacchi devo indossare camicetta gonna tacco 12 e tenere a portata di mano un lecca lecca…mi sa che è meglio che si sbrighi a continuare la spiegazione… domanda: Ma la regina anche lei deve parare il nobile deretano della testa crociata? e poi come mai il cavallo si muove a L?

  6. Fin qui ho capito tutto…ma credo sia una buona idea dare lezioni a puntate così abbiamo il tempo di assimilare 🙂

  7. @ LadyLongthorn
    Le sono grato, Milady, per essersi elegantemente trattenuta e per non aver definito flaccido il deretano del re.
    Per venire alle sue domande tecniche: il problema della posizione della regina ha appassionato molti teorici degli scacchi. Si è pervenuti alla risoluzione di raccomandare una certa prudenza alla regina nella fase iniziale, quando la scacchiera è ancora ingombra di soldataglia, per evitare spiacevoli trappole. Quando però il campo si è sfoltito, la regina impugna la spada a due mani e tira fendenti da un lato all'altro della scacchiera. Senza dimenticare la difesa del re, perché senza il suo fragile re neanche la regina può vivere.
    Il movimento del cavallo, che comunemente viene definito "a forma di L" è in realtà la somma di una casella percorsa con il movimento della torre, in orizzontale o in verticale, e una casella percorsa in direzione obliqua, che è il movimento tipico dell'alfiere. Per compensare il cavallo di questa limitazione gli è stata attribuita la possibilità di saltare sopra compagni e avversari.
    Ciao : )

  8. @ dorame
    Questa voleva essere soprattutto una chiacchierata per contribuire alla comprensione del gioco da parte delle persone che non ne conoscono niente, o quasi. Volevo evidenziare due concetti: l'importanza e il ruolo del re e la potenza della regina, vera artefice dello scacco matto. E sottolineare l'importanza della preparazione dei pezzi nella fase di apertura.
    Tranne alcune notizie sugli altri pezzi, che aggiungerò in seguito,  per adesso mi fermo qui.
    In futuro ritornerò sull'apertura, riprendendo l'argomento di un vecchio post.
    http://scudierojons.splinder.com/post/21107926/scacchi-lapertura
    Ciao : )

  9. Mh ho capito Lollipop Girl le tenta tutte le strade per farti desistere mi sa che è come me non ce la fa proprio a escogitare strategie in bianco e nero…ma il giocatore non lo vede com'è rosso il suo Lollipop e li non ci sono pedoni alfieri torri cavalli a salvare il re dall'assedio della Reyna… cmq io avrei messo delle ostriche e un astice al posto delle orate… 

  10. Comincia ad aprirsi uno spiraglio di luce.         

    Bello … capesante/ orate e scacchi !!!           

    Grazie scudiero          

  11. @ LadyLongthorn
    Il suo messaggio è stato ricevuto, Milady, e dalla direzione mi è arrivato l'ordine di pubblicare, in esclusiva per lei, il finale che lei ha immaginato dal primo momento in cui ha iniziato a leggere il post.
    …………….
    G. S. – Ma adesso basta con gli scacchi. Vieni qui… Aspetta, togliti quest'affare di bocca. Lo metto qui, nella tazzina…
    R. L. – Bravo! Proprio in mezzo all'aglio lo dovevi mettere! Stai fermo. Non mi toccare, ho le mani unte. L'hai visto che stavo pulendo il pesce? Vuoi stare fermo? Che vuoi fare? Ho un sacco di lavoro…
    G. S. – Non ti preoccupare, dopo ti aiuto io a cucinare. Le mutandine te le metto qui, sulla bilancia, va bene?
    R. L. – Ma ti vuoi stare fermo? Dai, stai buono…
    G. S. – Qui, sul tavolo, ce la fai?
    R. L. – Ma non vedi che non riesco a sdraiarmi, con tutta 'sta roba…
    G. S. – Ci penso io: metto le capesante sul mobile e le orate sul lavello…
    R. L. – L'olio! Stai attento all'olio, non farlo rovesciare…
    G. S. – Stai tranquilla… Eccomi qua. Sai che mentre parlavo della posizione della regina stavo pensando proprio a questo?  Come sei morbida… E come sei profumata…
    R. L. – E' il prezzemolo… l'ho tenuto in mano; non ne ho altro, e dopo mi serve… Che è stato questo fracasso?
    G. S. – Ho urtato la scacchiera con i piedi. Sono caduti tutti i pezzi…   …    … non fa niente…
    R. L. – Mi dispiace… cos'hai detto?
    G. S. – Chi io?
    R. L. – Sì, tu. Cos'hai detti degli scacchi?
    G. S. – Ho detto…    …    …    non fa niente…
    R. L. – Oh, caro, abbracciami… sapessi quanto sono felice! Stai attento…
    G. S. – Ormai sono caduti…
    R. L. – No, dicevo… stai attento…
    G. S. – Ah, ho capito… Non ce li ho qui… sono di là, nel comodino…
    R. L. – Dai, fammi scendere, andiamo di là…
    G. S. – Aspetta, ti prendo in braccio. Non vorrei che calpestassi qualche pezzo degli scacchi. Che disastro, guarda qua.
    R. L. – Non ci pensare, andiamo…
    G. S. – Sì, andiamo… in un altro post…

  12. @ donnaflora
    Grazie per la pazienza. Ho usato l'esempio della cucina per cercare di spiegare come sia necessario per chi gioca a scacchi preparare tutti i pezzi al posto giusto, prima di intraprendere qualsiasi azione di attacco.
    A questo proposito ho realizzato una piccola animazione, di poche mosse, come prova per un lavoro più impegnativo, che ti voglio far vedere.
    Se non altro apprezzerai la musica della colonna sonora.
     


    Ciao : )

  13. OPs … sono entrata due volte e ho letto due volte per volta… pensavo d'essere finita in un altro blog, invece è proprio il vostro Jons non sapevo che aveva questa verve erotica nelle vene… Ha mai pensato di fare lo sceneggiatore? Invidia sana invidia per Lollipop Girl!!!
    Ah …dimenticavo! il problema che gli scacchi non mi entrano in testa è che non ci ho mai provato ed io per imparare devo provare provare provare provare….

     io ci provo…ma se non ci riesco significa che non è  gioco per me…

  14. nel commento mancava il video spero che si veda ora…

  15.  cavolo non funziona… http://youtu.be/1OtK7uKKYrs

  16. invece questo e' didattico.. da conservare!! 🙂
    un saluto!  

  17. @ LadyLongthorn
    Non dobbiamo meravigliarci dell'accaduto. Nemmeno un fanatico degli scacchi come il protagonista di Revolver può resistre oltre un'ora alla tentazione di togliere il lollipop dalle labbra di quella ragazza.
    Specialmente se consideriamo le sue frequentazioni.



    Ciao : )

  18. @ giovanotta
    io spero che quando incontrerò Caissa, la dea degli scacchi, nella sua infinita bontà saprà perdonarmi.
    Ciao : )

  19. Grazie per l' Aida e per il video…..ma per il momento mi accontento del re e della regina  e il raggio d' azione del cavallo….         
    Notte scudiero e fai bei sogni.
    A domani  e grazie di cuore!!!         


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