Pubblicato da: scudieroJons | novembre 14, 2010

Il Bianco matta in due mosse

Il problema di scacchi, in particolare quello in due mosse, è la poesia del gioco, rispetto alla prosa della partita, che può essere paragonata a un racconto o un romanzo breve.

Nel problema sono condensate, in forma artistica, e perciò quasi mai raggiungibile nella realtà del gioco, le idee che stanno alla base delle combinazioni, le serie di mosse che portano allo scacco matto senza che il giocatore avversario possa validamente opporsi.

Per la risoluzione dei problemi hanno pari importanza l’inventiva, la fantasia del giocatore, e il metodo, la serie di operazioni meccaniche che deve necessariamente compiere, come un onesto artigiano della scacchiera.

Poiché la fantasia non si può insegnare, ma solo stimolare, in questa sede ci occuperemo principalmente del metodo da seguire, con esempi pratici.
La dicitura “Il Bianco matta in due mosse” significa che il giocatore che conduce i pezzi bianchi deve trovare la mossa (l’unica) che, una volta eseguita, minaccia lo scacco matto alla mossa successiva. La prima mossa trovata dal Bianco rappresenta la soluzione del problema.

Il giocatore che conduce i pezzi neri ha la possibilità di parare la minaccia, eseguendo una mossa che impedisce al Bianco di concretizzare la sua minaccia.

Ma la mossa del Nero non è senza conseguenze negative: nel tentativo, riuscito, di sventare la minaccia principale, il Nero con la sua mossa crea un’altra debolezza attorno al suo Re, che permette al Bianco di dare ugualmente il matto, però con una mossa diversa, che in precedenza non era possibile eseguire con successo.

     N° 1          A. Piatesi

Iniziamo esaminando le caselle che sono attorno al Re nero, per individuare eventuali vie di fuga da chiudere.
Notiamoche il Re nero è immobilizzato nella casa d4 perché le case che lo circondano sono controllate dai pezzi bianchi o sono bloccate dalla presenza di pezzi neri.
Non sarà possibile dare il matto con la torre in d3 o con la donna in c4, per la presenza delle torri nere, in h3 e c8, che possono sventare facilmente la minaccia.
Il cavallo a5 e il pedone e2 non possono servire allo scopo, perché se il Bianco li muove per dare lo scacco, si libera per il Re nero la casella che quel pezzo controllava in precedenza, e la nuova via di fuga fa fallire il tentativo di scacco matto.
Sembrano avere più possibilità gli attacchi che possono essere portati lungo la diagonale d4-h8 da regina o alfiere, ma questo non può avvenire immediatamente.
Infatti, se si porta l’alfiere in f6, semplicemente il cavallo nero lo cattura e alla mossa successiva il Bianco non ha la possibilità di infliggere il matto.


1. Af6+                             1. … Cxf6
Anche portando la regina in g7 non si ottiene un risultato migliore: il cavallo si interpone, mettendosi in f6, e anche se la regina lo cattura, il Re nero può evitare il matto spostandosi nella casa e4 che in precedenza era bloccata dalla presenza del cavallo.

1. Dg7+                         1. … Cf6                  2. Dxf6+
Però il lavoro fatto finora non è completamente inutile: abbiamo trovato una possibile via d’attacco. Dobbiamo solo cercare il mezzo per neutralizzare quel cavallo in e4 che con il suo intervento ci impedisce il matto. Infatti se noi riuscissimo a immobilizzare il cavallo e4 potremmo eseguire lo scacco matto con la mossa Af6# che avevamo visto in precedenza.
Per immobilizzare un pezzo il mezzo che si adopera è la sua inchiodatura sul Re. Possiamo riuscirci con la regina. Mettendo la regina nella casa f4 facciamo in modo che il cavallo rimanga tra la regina bianca e il Re nero, e non possa essere più usato per sventare lo scacco matto.

1.  Df4
A questo punto però il Nero dispone di altre mosse.
Con lo spostamento della regina, la torre c8 si  è liberata dal suo compito di sorvegliare l’azione della regina sulla colonna c, e può evitare il matto con l’alfiere in f6 semplicemente prendendo l’alfiere. Allora anche il Bianco cambia il suo programma e vedendo che la torre non controlla più la casa c3 esegue lo scacco matto con il pedone che prende in c3.

1. … Txd8                              2.  dxc3 scacco matto
Se invece il Nero tenta di difendersi con la mossa Cd3, in previsione di portare il cavallo in e5 per parare il matto, il Bianco, visto che il cavallo in d3 ostruisce una via di fuga per il Re nero, si trova il pedone e2, che aveva il compito di sorvegliare quella casa, libero da incombenze e può usarlo per dare il matto con e3#.

1. … Cd3                           2.  e3 scacco matto
Un’altra casa dove può spostarsi il cavallo è la casa c4, da cui poter balzare in e5 per parare il matto. Ma facendo questo va a interferire con l’azione della torre in c8 e a questo punto il pedone c può prendere indisturbato in c3 e dare lo scacco matto.

1. … Cc4                            2. dxc3 scacco matto
Eseguiti questi accertamenti, si può affermare che la mossa che risolve il problema è 1. Df4, perché dopo questa mossa il Nero non ha difese valide contro la minaccia 2. Af6, e le possibili mosse di difesa creano altre debolezze che consentono al Bianco di eseguire lo scacco matto con altre mosse.

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N° 2       Neukomm

In questo diagramma la prima cosa che si vede è l’immobilità forzata di tutti i pezzi neri, ad eccezione del Re. Il Re nero però non può muoversi in tutte le caselle, ma solo in quelle nere, perché tutte le caselle bianche che sono intorno a lui sono sorvegliate dai pezzi bianchi. Inoltre sembra proprio che se il Re nero potesse rimanere fermo nella casella in cui si trova adesso, la casa e5, non potrebbe essere mattato in due mosse. Invece l’obbligo di muovere lo costringerà a lasciare la casa e5 per spostarsi in una delle quattro case, d6, f6, f4, d4, che sono molto meno sicure.
Per il Bianco rimane da trovare la prima mossa che, lasciando intatto il dispositivo di blocco attorno al Re avversario, sia di preparazione alla seconda mossa, quella che eseguirà lo scacco matto.

 

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