Pubblicato da: scudieroJons | ottobre 16, 2010

Il sacrificio dell’alfiere

fotoAdriano Chicco e Giorgio Porreca scrivono, nel loro “Il libro completo degli Scacchi”:
“Il sacrificio è l’offerta di materiale fatta allo scopo di ottenere una vantaggiosa contropartita, immediata o lontana, nel campo puramente posizionale o in quello strategico. Non c’è giocatore che al momento di sacrificare un pedone o una Donna non provi un’intima soddisfazione e non gusti l’effetto sensazionale che il sacrificio provoca sugli astanti.
Ma il sacrificio non è alla portata di tutti i giocatori ed è comune errore del principiante ambire ad esso, laddove il sacrificio, per i requisiti che devono caratterizzarlo e per l’esatta padronanza della scacchiera che il giocatore deve avere, è frutto di una esperienza non comune.”
In questa partita nextlife ed io abbiamo voluto osare un sacrificio strategico, inteso cioè a forzare lo scacco matto.

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1.   e4   c5                              2.  Cf3  d6                             3.  d4   cxd4
La partita si incanala verso l’apertura siciliana, e , avendo concordato con nextlife di tenere una condotta di gioco più aggressiva delle precedenti partite, effettuiamo la spinta di pedone in d4, con il consueto, previsto seguito.

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4.   Cxd4   Cf6                        5.   Cc3   a6                          6.   Ad3   Ag4
Con la mossa 5. … a6 e con la successiva 6. … Aga, il Nero si discosta dalla linea teorica principale, e mostra di voler essere aggressivo come al solito, pur senza aver predisposto abbastanza forze in campo. E’ un tipo di atteggiamento che il principiante dovrebbe sempre evitare di seguire.

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7.   f3   Db6                          8.   Cb3   Ae6                         9.   De2   Axb3
Dopo aver accecato l’alfiere in g4 ci tocca occuparci della regina, uscita prematuramente a minacciare il cavallo in d4 indifeso, e ad iniziare una pressione sul nostro pedone b2, impedendo così all’alfiere di svilupparsi con tranquillità. Con la mossa 8. Cb3 abbiamo eliminato l’uno e l’altro motivo di preoccupazione, ma in conseguenza della mossa 7. f3, che ha spalancato la diagonale, ci troviamo nell’impossibilità di arroccare, se non allontaniamo la regina nera dalla diagonale g1-a7. Per farlo basterebbe portare l’alfiere in e3, ma prima bisogna assicurargli protezione con la mossa 9. De2.

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10.   axb3  Cc6                       11.   Ae3   Dc7                     12.   O-O   O-O-O
Il Nero ambisce a portare il suo cavallo in d4, e per questo elimina preventivamente il nostro cavallo in b3.
Per la ripresa utilizziamo il pedone a, e l’impedonatura che ne deriva è molto meno preoccupante di altre, perché i pedoni non sono isolati e perché in cambio ci viene offerta l’apertura per noi della colonna a, dove la torre inizia a giocare. Riusciamo a precedere le intenzioni del Nero occupando la diagonale g1-a7 con l’alfiere e costringendo la regina nera a una ritirata. Si può finalmente fare l’arrocco.

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13.   Df2   Dd7                     14.   Ca4   Rb8                        15.   Cb6   De8
La posizione che si viene a creare dopo l’arrocco del Nero ci suggerisce la possibilità di portare il nostro alfiere in b6, per attaccare la regina, e catturare la torre che si trova sulla stessa linea. Per farlo dobbiamo trasferire l’assistenza della regina da un alfiere all’altro.  Il Nero si accorge della manovra e la previene spostando ancora la regina.
Nella nuova situazione che si è creata la posizione relativa tra Re e regina neri ci suggerisce un salto di cavallo in b6, da cui attaccare contemporaneamente i due pezzi, e per fare questo portiamo preventivamente il cavallo in a4. Ma nemmeno questa mossa sfugge all’attento computer Boris, che sposta il Re.
Noi però insistiamo nel nostro piano d’attacco, ottenendo che la regina, sentendosi braccata, si rifugi in una casa più sicura, ma tragicamente lontana dal Re nero.

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16.  Axa6                              16.  …   bxa6                        17.   Txa6   e5
Il Re nero si trova in una posizione abbastanza scoperta, difeso solo da pochi armati, e ogni buon comandante sa che bisogna approfittare di queste occasioni quando si verificano, perché l’avvesario non ci darà una seconda possibilità di attaccarlo nelle stesse condizioni. L’alfiere di Re, il primo ad accorgersi della situazione favorevole, invia un messaggero al Re e si slancia con impeto verso il pedone a6.
La sua azione ha successo, ma il pedone b7, interviene e ferisce mortalmente l’alfiere prima che il carro da battaglia della torre possa intervenire per eliminare ogni residua resistenza. La notizia della fine dell’alfiere, l’erede al trono, getta nello sconforto l’intero campo dei Bianchi, e occorrono alcune mosse perché il Re organizzi l’assalto al castello del Re nero, per vendicare quella morte.
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18.   Tfa1  d5                        19.   Cxd5  Cxd5                    20.   exd5  Cb4
La seconda torre si trasferisce sulla colonna a, riconfermando la supremazia su quella importante linea, che si unisce all’altra linea, la diagonale g1-a7, già saldamente nelle mani del Bianco.
Una schermaglia tra cavalli è il segnale che la tragedia sta volgendo verso il suo epilogo.
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21.   Ta8+                                21.  …    Rc7                        22.    Ab6+
La prima torre si scaglia all’assalto del Re nero che può solo cercare scampo nella fuga, inseguito dalle frecce degli assalitori. Un secondo attaccante, l’alfiere, colpisce ancora il Re, facendolo vacillare, e deviandolo dalla sua direzione originaria. Ma il Re vede ancora la possibilità di salvarsi.

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22.  … Rd7                              23.   T1a7+                             23.  …   Rd6
Il disperato tentativo del Re nero si infrange contro l’assalto della seconda torre, che coglie il Re ormai allo stremo e lo bersaglia con un nugolo di dardi. Nella sua rabbia cieca il Re nero scorge una possibile via di fuga presidiata da un solo pedone che gli sbarra la strada. Il Re lo riconosce, è il paggio, il figlio minore del Re bianco, che ha indossato per la prima volta nella sua vita l’armatura del guerriero e si è spinto in avanti per vendicare il suo fratello maggiore, l’alfiere caduto in a6. Il giovinetto protende a difesa il suo scudo, sul quale è dipinta una rosa. A grandi passi il Re nero si avvicina al pedone, e con un gran colpo d’ascia frantuma il suo scudo e si appresta a finirlo con un secondo colpo.


24.  Dc5#  scacco matto
Improvvisamente al fianco del Re nero si materializza la regina bianca, sfolgorante nella sua armatura e abbacinante nella sua bellezza, terribile come quella di una dea della vendetta.
Il Re nero è impietrito dal terrore e come lui la regina nera, l’alfiere e le torri, che assistono alla sua tragedia senza poter intervenire.
Possono solo osservare con raccapriccio la spada della regina bianca che si alza lentamente, abbattendosi infine con la rapidità del fulmine, e con la stessa forza distruttiva.

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