Pubblicato da: scudieroJons | maggio 29, 2010

Cavalieri crociati (3)

La sortita

Le streghe che nella notte senza luna trascinavano una vergine verso un altare pagano, tra i canneti del delta del Nilo, furono atterrite e disperse dall’apparizione di una schiera di neri fantasmi. Essi si muovevano con estrema lentezza, e senza alcun rumore attraversavano i canali e fendevano i canneti, tenendosi uno dietro l’altro.
Davanti a tutti camminava, tracciando la via,  la figura più alta e lugubre.
Mani pietose, dall’interno della fila,  gettarono un mantello sulla giovane donna nuda che si era raggomitolata su un argine, paralizzata dalla paura, e altre mani la sollevarono per indurla a mettersi in salvo. Il cavaliere Antonius Block, che guidava quella schiera di armati ricoperti di drappi neri, camminava con lo sguardo fisso verso la lanterna cieca che tenevo alzata con la luce rivolta verso di lui, mentre con  i miei compagni lo aspettavo a poca distanza dal perimetro esterno dell’accampamento saraceno.
Per due notti con un gruppo di compagni avevo perlustrato l’intrico di canali e paludi che separavano il campo dei crociati da una possibile via di salvezza verso il mare. Di giorno ci nascondevamo  alla vista dei nemici nel folto dei canneti che ci difendevano anche dal calore del sole.  Quella notte doveva avvenire l’avvicinamento a uno degli avamposti nemici per aggredirlo di sorpresa e rompere l’accerchiamento. Dopo la sconfitta in campo aperto era la sola possibilità che ci rimaneva per tornare in patria. Nelle ultime ore, armati solo di un pugnale e vestiti di una corta tunica nera e completamente ricoperti di fango, avevamo sopraffatto le rare sentinelle che avevamo incontrato sul nostro cammino, per evitare che potessero dare l’allarme.
Quando il cavaliere Antonius fu vicino a me lo fermai toccandogli un braccio e spensi la lanterna. Gli indicai la direzione da prendere e, fatti pochi passi, dalla sommità di un argine potemmo vedere le tende dei nemici illuminate da rari fuochi, tra i quali si muovevano alcuni soldati, a meno di cento passi da noi. Gli segnalai che ne avevamo contati trecento, forse meno, e Antonius annuì per confermare che l’azione poteva essere condotta con successo. Mano a mano che gli uomini ci raggiungevano egli li distribuiva a destra o a sinistra della nostra posizione e in questo modo circa ottanta uomini armati e ricoperti di drappi neri si disposero a semicerchio attorno al campo nemico. A distanza di sicurezza seguivano i servi con i pochi cavalli scampati al massacro, e le donne che vivevano nel campo crociato. Questi dovevano attraversare il campo di battaglia senza fermarsi, mentre gli armati divisi in due schiere avrebbero dovuto tenere impegnati i saraceni. I miei compagni mi avevano portato le armi e mentre aspettavamo l’alba mi rivestivo con la cotta di maglia di ferro, calcavo l’elmo in testa e cingevo la spada.
Mi accorgevo intanto che Antonius mi guardava, con aria mesta, come soleva fare da tempo mentre era insieme con gli altri cavalieri, senza partecipare alla loro chiassosa allegria.
Anche mentre giocava a  scacchi, improvvisamente si voltava e incontrava il mio sguardo e allora forse ripensava alle terribili minacce che gli avevo rivolto al momento della partenza  per quella che si era dimostrata la pazzia della crociata. Lo avevo servito fedelmente in battaglia ma in ogni momento con lo sguardo gli avevo rimproverato l’orrore della vita da predoni che avevamo condotto, le sofferenze patite e inflitte alle popolazioni, la dolorosa lontananza dalla casa e dagli affetti. Ormai da tempo lui stesso era divorato dal dubbio, la santità dell’impresa non lo esaltava già più, e la vicinanza obbligata con le manifestazioni degli istinti più bassi lo aveva disgustato. Siamo rimasti per lunghi istanti a guardarci con rabbia e odio reciproci. Intanto cresceva in noi la consapevolezza che quella era forse l’ultima alba per uno di noi, o per tutti e due. “Jons…” Erano mesi che non pronunciava il mio nome. Mi tese la mano e io la strinsi, e ci abbracciammo. Eravamo ritornati ad essere fratelli.
In quel momento un raggio di sole rischiarò l’orizzonte, il cavaliere Antonius Block sguainò la spada e l’alzò, mentre con la mano sinistra si toglieva i drappi neri che l’avvolgevano e metteva allo scoperto la ricca sopravveste colorata che copriva la sua armatura. Fu subito imitato dagli altri uomini armati che sembrarono apparsi come per incanto, con i loro colori da battaglia tra la nebbia e le canne.
Il nostro comandante abbassò la spada e tutti insieme cominciammo a correre, senza un grido.   Si udiva solo il sinistro rumore del ferro e il respiro affannoso degli uomini. Dal campo saraceno, che si stava pigramente svegliando, cominciavano a levarsi le prime grida di allarme…

(continua)

Annunci

Responses

  1. Mi piace !           Buon fine settimana

  2. Quanti sentimenti sublimi racchiusi in un codice d'onore cavalleresco. Quanto sangue perso in battaglia ed orrore vissuto per dei valori e principi dettati dal suer-ego dell'uomo, dal suo bisogno d'onnipotenza. Tutto ciò si traduce in storie splendide, in racconti fantasiosi dove prendono spazio fantasticherie d'ogni genere, il tutto per dare enfasi e sapore al senso della vita.

  3. @ donnafloraGrazie, sei molto gentile! Buon fine settimana anche a te.Ciao : )@ AlessandraIl Medioevo è ricco di contrasti tra momenti di elevata spiritualità e manifestazioni di inaudita violenza. Anche per questi motivi esercita un grande fascino sugli uomini dei tempi moderni.Ciao : )

  4. […] una brava persona, e non avrebbe meritato di finire in quel modo. Quando decidemmo di rompere l’assedio dei saraceni, dovemmo aprirci una via di fuga combattendo aspramente, e se molti sono riusciti a sopravvivere e […]


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: