Pubblicato da: scudieroJons | maggio 21, 2010

Ispezione al museo

Il ministro dei Beni Culturali ha compiuto una ispezione senza preavviso in un museo della Capitale, per verificare se i custodi hanno messo in atto le nuove disposizioni impartite.
Il ministro ama raccontare di quella volta quando, nei suoi spensierati anni giovanili, visitando il museo egizio di Torino, si trovò di fronte un custode che, per i lineamenti scavati e la pelle incartapecorita, era giunto dopo anni di costante applicazione ad assomigliare alle mummie ospitate nelle sale affidate alla sua sorveglianza.
Memore del profondo godimento intellettuale provato in quell’occasione, il ministro ha raccomandato che ogni custode si sforzi di assomigliare il più possibile all’opera d’arte che custodisce.

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Nella prima sala che visita il ministro non è molto soddisfatto: riconosce che la custode ha dei bicipiti michelangioleschi, che hanno l’aria di essere abbastanza marmorei, ma invita la custode a sforzarsi di più.

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Nella seconda sala è impressionato dalla notevole somiglianza raggiunta dalla custode nel suo processo di immedesimazione con i dipinti esposti.

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In questa sala è sbalordito dalla perfetta rispondenza della custode al dipinto esposto.
“Ma come ha fatto, signora?” non sa trattenersi dal chiedere.
“Perché quella sono io, quando facevo la modella, trent’anni fa…” risponde la custode.
Il ministro riesce a nascondere la sua irritazione.

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Qui va sul sicuro: “Dica la verità, signora, quella è lei!”
“Veramente è mia figlia. Oggi non è potuta venire e io la sostituisco.”
“Somiglianza notevole! Complimenti!” Il ministro è soddisfatto di aver fatto quasi centro.

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In questa sala il ministro è perplesso: da una parte l’aspetto dimesso e l’acconciatura da vittima sacrificale corrispondono, ma gli sembra che manchi ancora qualcosa.
“Ci sono!” – esclama il ministro – Mancano i figlioletti! Dove sono?”
“Fanno i camionisti, signor ministro, sono sempre in viaggio!…” è l’accorato grido di una madre.
Il ministro è commosso.

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“Santità, Lei qui?” stava per dire il ministro, poi pensa che non può essere possibile.
Si genuflette e prosegue la visita.

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“E’ suo papà?” domanda il ministro, contento perché la somiglianza è notevole.
“No, sono io, prima di operarmi.”
“Lei sa che il nostro governo è immune da pregiudizi, bravo…  cioè… brava, continui pure…”

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Nell’entrare in questa sala il ministro è folgorato: “Vedete? – dice sommessamente ai suoi collaboratori – come la custode sta assumendo a poco a poco l’aspetto dell’anziana donna, seduta e piegata su se stessa, nel quadro alle sue spalle? E’ questo che voglio dai nostri dipendenti. Prendete nota. Andiamo via in silenzio, non disturbiamo…”

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“C’è anche il bar! Bene! Avevo la gola un po’ secca! Cosa prendete?” fa il ministro, mettendo mano al portafogli. I collaboratori gli spiegano che è arte moderna.

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“Tutte amiche sue?” dice il ministro, in vena di amenità, alla custode. “Erano le mie zie. Io sono quella più piccola, nell’angolo. ”

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“Non è un po’ troppo anziana per lavorare ancora?” domanda in questa sala il ministro.
“E’ raccomandata da lui.” gli rispondono.
“Lui, proprio Lui?” “Non Lui, – è la risposta – ma lui, Antonino il Pio, quello lì.”

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In questa sala il ministro è soddisfatto. “Avete osservato? Ancora un po’ di lavoro interiore e tra non molto nessuno sarà in grado di distinguere la custode dalla sua opera d’arte. Bene, bene così!”

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Qui invece manca poco che vada su tutte le furie: “Cosa ci fa qui, lei? Lei dovrebbe stare nella sala della Ragazza con l’orecchino di perla! Stia più attenta domani. Più professionale! Ha capito?”

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“E qui? Perché qui non c’è nessuno? Lasciamo opere di valore inestimabile alla mercè di ladri e vandali? Chiamatemi il direttore!” A fatica i collaboratori gli fanno notare che la custode c’è, ed è esattamente al suo posto di lavoro. Confuso, ma anche ammirato, il ministro si profonde in scuse con i dirigenti del museo.
“Ecco quello che ho sempre sognato: il custode che si fonde con l’opera d’arte, l’amalgama perfetto, la simbiosi meravigliosa capace di esaltare l’immaginazione.”
E mentre il ministro impartisce disposizioni, i collaboratori prendono appunti: “Da domani, ogni giorno, voglio sul mio tavolo il progetto di una nuova sala da museo, che recepisca le mie passate e presenti disposizioni affinché i custodi dei musei assumano in tutto e per tutto l’aspetto dell’opera d’arte che è in loro custodia”.

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Responses

  1. commenti perfetti, ma soprattutto bellissime queste foto….da dove vengono?ciao.L.

  2. @ Luvii commenti, forse un po' troppo irriverenti verso le brave lavoratrici russe, sono miei.le foto provengono da questa fonte:http://andyfreebergphotoart.com/guardians.htmli progetti provengono dalla cartella del ministro Ciao : )


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