Pubblicato da: scudieroJons | gennaio 20, 2010

Geroglifici

La lettera di Ramesse

da “In campagna è un’altra cosa“, di Achille Campanile


Dolce era la sera sulle rive del sacro Nilo. I colori del tramonto indugiavano sulle acque, che si vedevano scintillare e tremolar fra le palme, dietro il tempio di Anubi. Si levò un sommesso canto di sacerdoti. Poi tutto tacque.

Ramesse passeggiava pensieroso e la solitudine del luogo, che pareva fatto per i convegni d’amore, aumentava la sua tristezza.

Coppie scivolavan tra le ombre, poco lontano. Egli soltanto non aveva una compagna. Qui l’ aveva vista la prima volta, qualche giorno prima e qui tornava ogni sera in amoroso pellegrinaggio, con la speranza d’incontrarla di nuovo e palesarle l’amor suo.

Ma la ragazza non s’era rivista.

“L’amo”, diceva a se stesso il giovine egizio “l’amo appassionatamente. Ma come farglielo sapere? Ecco, le scriverò una lettera”.

Corse a casa, si fece portate un papiro e s’accinse a buttar giù la dichiarazione d’amore, imprecando contro lo strano modo di scrivere degli egizi, che obbligava lui, poco forte in disegno, a esprimersi per mezzo di pupazzetti.

“Vedo con piacere che ti sei dato alla pittura” gli disse il padre, quando lo vide all’opera.

“No, sto scrivendo una lettera”, spiegò Ramesse.

E si mise al lavoro pieno di buona volontà.


“Le dirò” fece: “Soave fanciulla…”.

(E disegnò alla meno peggio una fanciulla cercando di darle un ‘aria quanto più fosse possibile soave).

ram1

…dal primo istante in cui vi ho vista…

(Cercò di disegnare un occhio aperto e appassionato).

ram2

… il mio pensiero vola a voi…

(Come esprimere questo concetto poetico? Ecco: tracciò sul papiro un uccello).

ram3

…Se non siete insensibile ai miei dardi d’amore…

(E disegnò una freccia scagliata).

ram4

… trovatevi fra sette mesi…

(Sette piccole lune s’allinearono sul papiro).

ram5

…lì dove il sacro Nilo fa un gomito…

(Questo era molto facile: all’inamorato bastò tracciare un fiumicello a zig-zag).

ram6

..e precisamente vicino al tempio di Anubi…

(Anche questo era piuttosto facile, l’immagine del dio dal corpo d’uomo e dalla testa di cane essendo nota a tutti).

ram7

.. perché possa esternarvi i sensi di una rispettosa ammirazione…

(Disegnò se stesso che s’ inginocchiava).

ram8

…Mi creda, con perfetta osservanza, eccetera, eccetera.


Terminata l’improba fatica il giovine e intraprendente egizio consegnò la lettera al servitore:

“Portala alla figlia di Psammetico” disse. “E’ urgente”.

“Oh”, fece il vecchio analfabeta “il grazioso cannocchiale!”.

“E’ un papiro, asino. C’è risposta”.

Dopo poco, la soave figlia di Psammetico decifrava i disegni non troppo riusciti del giovine Ramesse, dando ad essi la seguente interpretazione:


Detestabile zoppa…

ram1

…ho mangiato un uovo al tegamino…

ram2

…voi siete un’oca perfetta…

ram3

…ma, nel fisico, somigliate piuttosto a una lisca di pesce…

ram4

…Vi piglierò a sassate…

ram5

…Siete un ignobile vermiciattolo…

ram6

…e avete bisogno della protezione di Anubi…

ram7

(“Mascalzone!” pensò la fanciulla. “Anubi è il protettore delle mummie!”).

…Ora smetto perché debbo pulirmi le scarpe.

ram8

Saluti, eccetera, eccetera.


“Grandissimo vigliacco” strillò la ragazza. “Ora ti accomodo io!”.

Prese lo stilo e sotto la stessa lettera scrisse:


Se io sono un ‘oca…

ram3

…ma non mai una mummia…

ram10

…lei è un beccaccione…

ram3

…e io la prenderò a pugni.

ram12

Frase che ottenne disegnando con grande perizia un’oca, Anubi cancellato, un animale cornuto e un pugno chiuso.


Restituì la lettera al servitore di Ramesse, che tornò dal padrone.

Figurarsi la gioia di questi, quando credé di decifrare – sempre per la sua scarsa pratica di disegno – come segue i geroglifici della ragazza:


Anche il mio pensiero vola costantemente a voi…

ram3

…ma ritengo che non è prudente vedersi presso il tempio di Anubi;

ram10

…piuttosto; un buon posticino tranquillo credo si possa trovare nei paraggi del tempio del bue Api…

ram9

…dove vi concederò la mia mano.

ram12


Quattromila anni sono passati. Il papiro di Ramesse è stato tratto alla luce da un grande egittologo, il quale dopo due lustri di profondissimi studi è riuscito a ridare all’ammirazione degli uomini il brano di sublime poesia contenuto in esso.

Eccolo, nella traduzione integrale che ne ha fatto lo scienziato:


O Osiride che danzi stancamente

ram1

sul fiore del loto,

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seguita dall’lbis, uccello a te sacro,

ram3

io t’offro la spiga del grano

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e sette piccoli fagiuoli di fresco sgranati,

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acciocché tu tenga lontano da me il serpente dell’invidia,

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al sommo Anubi,

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a cui mi prostro,

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seguito anch’io dall’Ibis sacro,

ram3

sacrificando; un grasso vitello

ram9

che abbatterò di mio pugno.

ram12

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Responses

  1. Quando ero piccola volevo diventare egittologo. Ora amo Roma e quindi preferisco essere un archeologo classico. Ma tu mi hai riportato agli anni in cui desideravo imparare i geroglifici! 😀

  2. @ ArtemisiaHate
    Credo che la tua scelta della Romanità sia stata la migliore.
    Naturalmente la conoscenza di tutte le civiltà è importante per capire come un’idea, presente già tra i Caldei o i Babilonesi, possa aver viaggiato nel tempo, passando dai Greci ai Romani, fino ad arrivare, per esempio, in una chiesa barocca.
    Tra i libri di divulgazione scientifica che ho letto sull’argomento, subito dopo l’inarrivabile "Civiltà sepolte" di Ceram, metto la storia della decrittazione dei geroglifici, realizzata da Champollion con l’aiuto della Stele di Rosetta, che si legge come un thriller.
    Ciao : )

  3. "civiltà sepolte"? E’ bello?

  4. @ ArtemisiaHate
    Per uno specialista può apparire superato, dati i progressi che ci sono stati negli ultimi cinquant’anni nelle tecniche di indagine archeologica.
    Rimane inalterato il suo fascino di saggio-romanzo, che parte dai pionieri di questa scienza, Winckelmann, Schliemann, e ripercorre la storia di autentici avventurieri, toccando tutte le zone classiche, dall’Egitto alla Mesopotamia, da Pompei ed Ercolano ai templi Maya.
    Per alcune di queste civiltà ci mostra come per secoli gli uomini abbiano calpestato quei luoghi senza avere memoria del passato, e come questa è stata recuperata con la tenacia di pochi ostinati studiosi.
    E’ divulgazione di qualità, come un Piero Angela al massimo della forma.
    Ciao : )

  5. Ma da dove partono queste tue idee geniali? Mi hai fatto morir dal ridere, dico sul serio. Quasi un peccato che la tua penna sia così prolifica: non riesco a seguire tutti i tuoi post come vorrei.
    Un buon fine settimana, Scudiero. Ciao!

  6. @  Elisino
    In questo caso il merito è di Achille Campanile, che mi stupisce sempre per la sua leggerezza.
    Ciao : )

  7. Merito di Campanile che era grande, ma anche tu te la cavi benino.

  8. @ emmedieffe80
    Grazie, sei molto gentile.
    Ciao : )

  9.  (geroglifico moderno)

  10. Pensare a quanto tempo è stato neccessario per decifrare il significato di ogni singola figura. Fa impressione il vedere le tavole scritte dagli egizi, per la laboriosità dello svolgimento ma anche per la bravura di coloro che le hanno sapute decifrare, o magari solo interpretare. Questa è la domanda che viene da porsi. ma se pensi, tutta le descrizione storica è soggetta ad interpretazione, ogni fatto del passato, può cambiare sostanzialmente di significato, solo dal modo in cui viene presentato o spiegato.

  11. @ giovanotta
    La crittografia mi ha sempre appassionato. E tu sei stata la decrittatrice dei miei enigmi (quasi) geroglifici.
    La storia della stele di Rosetta e del metodo usato da Champollion, anche avvalendosi del lavoro fatto da altri, è emozionante.
    Ciao : )

  12. @ Alessandra
    C’è voluto tempo, perché per un lungo periodo le persone non avevano tempo di dedicarsi allo studio del passato, prese da necessità quotidiane. Anche perché a volte il passato veniva visto con sospetto, e la sua riscoperta quasi segno di eresia. Oggi è tutto cambiato, non esiste praticamente una lingua che abbia lasciato dei reperti che non sia stata decifrata. In qualche modo questo ripara al danno che è stato fatto nell’antichità, azzittendo i popoli vinti. Questi per molti secoli non hanno avuto più una voce, e solo oggi gli archeologi  e i glottologi sono in grado di restituirgliela.
    Ciao : )


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