Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 19, 2009

Scacchi e Poesia

Lo scacchista

di Enzo Monti

Lo sguardo assorto e intento e il volto teso
Per lo sforzo del pensier, che ogni cura
Volge a cercar la mossa più sicura
Che salvi il rege dal nemico offeso.

Lo scacchista è sempre così preso,
che ogni cosa sia attuale sia futura
Obblia e del caffè entro le mura
Prigioniero dalla passion è reso.

Nulla esiste per lui d’interessante
Che lo distolga, ma solo l’idea
E’ il suo imperativo dominante.

La scacchiera è l’unica sua dea,
Essa è la sua donna e la sua amante,
Di gioia e di dolori arbitra e rea.

giocatore

Gli scacchi

di Jorge Luis Borges

I giocatori, nel grave cantone,
guidano i lenti pezzi. La scacchiera
fino al mattino li incatena all’arduo
riquadro dove s’odian due colori.

Raggiano in esso magici rigori
le forme: torre omerica, leggero
cavallo, armata regina, re estremo,
alfiere obliquo, aggressive pedine.

I giocatori si separeranno
li ridurrà in polvere il tempo, e il rito
antico troverà nuovi fedeli.

Accesa nell’oriente, questa guerra
ha oggi il mondo per anfiteatro.
Come l’altro, è infinito questo giuoco.

Lena fornaia
di Poggio Bracciolini, 1380-1459

Su lo scacchier di questa nostra vita
Fortuna ordinatrice i pezzi pone
Re, Cavalli ed Alfier altri prepone;
Bassa di Fanti a piè turba infinita.

Segue il conflitto, ogni campion s’aita
Qual abbatte e qual muor nell’ampio agone,
Qual è vittorioso e qual prigione,
Ma la guerra in brev’ora ecco finita.

E gli scacchi riposti entro un vasello
Le lor condicion tosto cangiando
Restan confusi i vincitor coi vinti.

Strana mutazion sossopra in quello
Vedi l’infimo addosso al venerando
E le Lene Fornaie a’ Carli Quinti.

Gli scacchi (2)

di Jorge Luis Borges

E il re cortese, il sinistro alfiere
la regina irriducibile, la rigida torre, l’accorto pedone
sopra questo spazio bianco e nero
si cercano e si scelgono
in una muta accanita battaglia.

Non sanno che la mano precisa di un giocatore
governa quel destino
non sanno che una legge ineluttabile
decide il loro prigioniero capriccio.
Ma anche il giocatore (Omar Khayyam lo ricorda)
è prigioniero di un’altra scacchiera
di notti nere e di accecanti giorni.

Dio muove il giocatore
che muove il pezzo.
Ma quale dio, dietro Dio,
questa trama ordisce
di polvere e di tempo, di sogno e di agonia?

fili

Annunci

Responses

  1. Belle questa rime sugli scacchi… ma lo sa che io sono quella che sono…e direi che nella foto scacchi scoperti io se la dovessi immaginare la visualizzerei proprio così.

    Intento a ragionar le mosse 
    per non cader in un impasse
    Non c’è languor che la sciogliesse
    nemmeno se la nemica le si arrendesse…

  2. @ LadyLongthorn
    Anche le sue rime sono graziose.
    Sono stato criticato in passato per aver detto che offrirei… il pareggio a una eventuale avversaria agli scacchi. Ma allora ditemi come si fa a giocare in certe situazioni. A volte ci si trova in presenza di una vera e propria minaccia…
    E ogni giocatore di scacchi ha sempre ben presente che la minaccia di qualcosa è molto più efficace dell’effettiva esecuzione dell’azione minacciata.
    Ciao : )

  3. Non conosco il gioco degli scacchi, ma credo che sia molto più che un gioco intellettuale e rigidamente controllabile. Se non vi fosse l’elemento creativo non potrebbe suscitare tanta passione!
    Mi domando se le differenze tra il maschile e il  femminile si evidenzino o tendano ad annullarsi nel gioco degli scacchi: è la domanda che mi suscita l’immagine postata in cui si vede la giocatrice che mostra le terga.
    ciao..
    S.

  4. La minaccia spesso ha più potere inibitore delle conseguenze

  5. perdona, ma la signorina dell’ultima foto non sente freddo?..
    considerando anche che il suo avversario (maschio, ovviamente) è ben vestito?..

  6. @ SinuoSaStrega
    Il gioco degli scacchi è tutt’altro che un gioco freddo e intellettuale. E’ una lotta aspra e totale, in cui tutte le armi, anche quelle fisiche e psicologiche hanno il loro ruolo. Ci sono giocatori brillantissimi, che però non riescono a stare concentrati per le quattro ore di durata di una sessione di scacchi, e giocatori che hanno vinto partite con una difesa strenua ma non passiva perché l’avversario che attaccava a testa bassa si è ritrovato con i pezzi troppo esposti.
    L’immagine è un tributo ironico a una celebre foto di Duchamp, in cui il giocatore di scacchi non si accorgeva nemmeno che l’avversario era una donna.
    Le partite giocate da donne non sono tecnicamente diverse da quelle giocate tra uomini, tranne che per i livelli massimi, ma in quel caso intervengono gli stessi elementi condizionanti che contano nell’arte, nella letteratura, nella politica.
    Ciao : )

  7. @ LadyLongthorn
    Questa verità paradossale, che la minaccia è più paralizzante della sua effettiva applicazione, la possiamo verificare in ogni campo, compresa la vita politica.
    Negli scacchi la minaccia si realizza quando un giocatore predispone i pezzi per un attacco, ma non lo esegue. Da quel momento l’avversario, che pure era pronto ad affrontare l’attacco, viene condizionato per tutta la partita a tenere le difese impegnate su quel punto. Il suo gioco sarà inevitabilmente frammentato e passivo.
    Poi su queste cose fioriscono le storielle divertenti: si racconta di un celebre giocatore di scacchi, Nimzowitsch, che si era rivolto all’arbitro perché il suo avversario, conoscendo la sua insofferenza per il fumo, lo infastidiva fumando. "Ma non sta affatto fumando – osservò l’arbitro – ha la pipa spenta ed è poggiata sul tavolo!" "Lo so – replicò Nimzowitsch – ma minaccia di fumare, e si sa che la minaccia è più efficace della stessa esecuzione…"
    Ciao : )

  8. Peccato, scudiero! Avevo immaginato che le differenze potessero valorizzarsi in qualche modo, non certo per le terga (che mi sembrano implicate al minimo) quanto per sottili differenziazioni nelle reazioni emotive, nell’intuito, nella tattica..

  9. @ SinuoSaStrega
    C’è un giocatore, Emanuel Lasker (1868-1936), che è rimasto famoso per la sua grande capacità di adattare il suo gioco alle caratteristiche dell’avversario.
    [Tratto dalla rete: Lasker ha dato un grande contributo all’evoluzione del pensiero scacchistico: mentre altri mitici giocatori hanno elaborato il lato puramente tecnico degli scacchi, egli per primo diresse l’attenzione alla componente psicologica del gioco. Uomo intelligentissimo, dotato di una vasta piattaforma culturale (non bisogna dimenticare che Lasker fu un matematico e filosofo, docente in varie facolta’ europee) il tedesco ebbe del gioco una visione a 360 gradi e comprese l’importanza dello scoprire, per poi sfruttare, le debolezze non solo tecniche ma anche emotive degli avversari.]
    Una donna potrebbe avere una particolare predisposizione a capire i giocatori avversari per sfruttarne le debolezze psicologiche.
    Ciao :  )

  10. Nell’immagine sembra che lei stia cercando d’istigarlo e di distrarlo il più possibile. Lui ha gli occhi fuori dalle orbite facendo leva su se stesso per concentrarsi .
    Il gioco degli scacchi è sen’z’altro uno scontro di cervelli dove viene messa in gioco ogni astuzia che miri a colpire proprio le debolezze delll’avversario.
    Intelligenza ma anche furbizia, intuizione, concentrazione.

  11. @ Alessandra
    Credo che tu abbia colto l’intenzione dell’autore della foto, il quale ha voluto sperimentare se è vero che il giocatore di scacchi non vede niente oltre la scacchiera.
    La scacchiera è l’unica sua dea – dice la precedente poesia – essa è la sua donna e la sua amante…
    Sarà proprio così vero? Forse il giocatore di scacchi è un uomo come gli altri, con le stesse virtù e debolezze. Proprio stasera parlavamo del gioco psicologico, teorizzato da Lasker. Lui non poteva spingersi a tanto, ma una qualche sua allieva potrebbe farlo. 
    Ciao : )

  12. Aggiornamento
    Come l’attento visitatore ha già compreso, ho avuto un ripensamento sulle qualità poetiche di una foto, e l’ho sostituita con una in cui il corpo femminile è solo un’allusione onirica.
    Questa foto però contiene un grave errore nel posizionamento dei pezzi.
    L’Elefante ( negli scacchi indiani Pil, diventato Fil per gli Arabi) dovrebbe stare vicino al re e al suo posto, vicino alla Torre, dovrebbe starci il Cavallo.
    Ma in questo periodo siamo tutti più buoni e lasciamo correre…

  13. I just want to mention I am very new to blogging and site-building and certainly loved your web site. Almost certainly I’m likely to bookmark your blog . You absolutely come with fabulous well written articles. Bless you for sharing your blog.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: