Pubblicato da: scudieroJons | dicembre 1, 2009

Are you the new person drawn toward me?


Quando ho letto per la prima volta questa poesia di Walt Whitman, ho guardato istintivamente alle mie spalle per vedere se ci fosse qualcuno che mi stesse osservando.
Poi ho pensato che era impossibile che Whitman stesse pensando a me mentre scriveva questi versi, e di certo non pensava al rapporto fatto di mescolanza di illusione e realtà  che si crea in internet tra persone che non si sono mai incontrate.
Per indicare questa visione indistinta, il poeta usa il termine intraducibile “maya”, preso dalla terminologia induista e che indica la separazione dell’individuo dalla conoscenza della realtà.  Solo liberandosi di questo velo metafisico sarà possibile accedere alla conoscenza, e quindi contemplare la vera essenza della realtà.
Nella tradizione occidentale lo stesso concetto è espresso dalla metafora della caverna di Platone.
Per rimanere nell’ambito della poesia potremmo dire che non ci devono allarmare le parole di Whitman, e dobbiamo accettare che rimanga una parte indistinta nella conoscenza, perché come diceva Shakespeare, “Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni”; e “La vita è sogno”, aggiunge autorevolmente Calderon de La Barca.
Perciò non temere di incontrarmi sulla tua strada, viandante sconosciuto, perché io sono fatto, esattamente come te, della stessa materia di cui è fatto l’ Universo.

firmamento

Are you the new person drawn toward me?
To begin with take warning, I am surely far different from what you
suppose;
Do you suppose you will find in me your ideal?
Do you think it so easy to have me become your lover?
Do you think the friendship me would be unalloy’d satisfaction?
Do you think I am trusty and faithful?
Do you see no further than this facade, this smooth and tolerant
manner of me?
Do you suppose yourself advancing on real ground toward a real
heroic man?
Have you no thought O dreamer that it may be all maya, illusion?                 Walt Whitman
Sei tu la nuova persona attirata verso di me?
Per cominciare sii cauta; di sicuro io sono molto diverso da come tu mi immagini;
immagini che troverai in me il tuo ideale?
Credi che sia così facile ottenere che diventi il tuo amante?
Credi che la mia amicizia sarà pura soddisfazione?
Credi che io sia sincero e fedele?
Non vedi oltre questa facciata, questi miei modi affabili e tolleranti?
Ti immagini mentre avanzi su un reale terreno verso un uomo realmente eroico?
Non ti tocca il pensiero, sognatrice, che tutto potrebbe essere maya, illusione?
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Responses

  1. "Mi servo di te per conoscere e amare me". Proiettiamo sull’altro l’immagine interna che ospita il significato della nostra esistenza. Nel web l’invisibilità agevola ulteriormente tale proiezione. Già esserne coscienti è una buona cosa..
    Ciao
    S.

  2. @ SinuoSaStrega
    "Ci proiettiamo sull’altro" prendo nota, perché potrebbe essere una buona giustificazione, per spiegare comportamenti altrimenti inspiegabili.
    Ciao : )

  3. domande che fanno riflettere
    ..spesso vediamo negli altri quello che vorremo fossero, a volte le nostre aspettative sono disattese altre invece vi trovano riscontro.. ma tutto questo possiamo scoprirlo solo vivendole le persone.. questo nella vita reale.

    .. chiaramente qui nel web tutto è amplificato perchè le sole parole ci forniscono un’immagine solamente parziale di chi si cela dietro un blog.. e per questo è facile cadere in errore e magari rimanere delusi o feriti.. e scoprire che tutto sia solo un’illusione..
    un caro saluto

  4. Ma è necessario giustificare sempre tutto? Io credo di no
    S.

  5. @ albafucens
    Walt Whitman è morto nel 1892, perciò possiamo escludere che volesse riferirsi al mondo di internet in generale e alla figura del blogger in particolare.
    Non si riferiva nemmeno ad altri moderni mezzi di comunicazione, perché Guglielmo Marconi stava iniziando i suoi esperimenti con la radio nel 1894.
    Perciò è certo che Whitman si riferiva a uno dei due modi di comunicazione della sua epoca, quella verbale e quella scritta. E secondo me si riferiva ad entrambi. Nessuno dubita della possibilità del poeta di costruirsi una personalità ingannevole nei confronti del lettore, e nemmeno gli autori di una corrispondenza epistolare sono completamente al riparo da un reciproco inganno, non necessariamente premeditato e consapevole.
    E la comunicazione verbale? Siamo proprio sicuri che la comunicazione diretta con una persona ci metta completamente al riparo da ogni inganno?
    Le vicende della vita di tutti i giorni sembrerebbero indicare il contrario, e spesso accade di dover rivedere il nostro giudizio su una persona a fianco della quale si vive, facendoci dubitare di averla mai conosciuta davvero.
    Il poeta sa quanto sia difficile, nella vita di tutti i giorni, entrare in contatto con le altre persone, e come sia impossibile essere certi della realtà di questi contatti.
    Ciao : )

  6. Il corpo mente molto meno della parola orale e scritta.

  7.  Spiritualità, linguaggio universale che congiunge materia a sogno . sensazioni a fantomatiche verità.
    Il Karma dice che fra due persone, l’amore autentico nasce prima dalla conoscenza che parte da dentro di noi per congiungersi con il corpo, solo in un secondo tempo.
    Nascono amori veri in Web, come proliferano tanti falsi. a ben pensarci è così anche la vita reale. Però è affascinante la sensazione di magia, nel relazionarsi con alcune persone rispetto ad altre. Non c’è logica ne razionalità, solo e semplicemente un sentire.

  8. @ SinuoSaStrega
    Se intendiamo giustificare come il tentativo di dare una spiegazione alle nostre azioni, allora questo è quasi un obbligo per chi si considera un essere razionale, e sente la necessità di spiegare con la ragione tutto quello che avviene in natura, senza scomodare una presunta trascendenza.
    Quanto al linguaggio del corpo, ci sono due considerazioni da fare. Una è che la consuetudine della vita sociale ci ha un po’ disabituati a segnalare i nostri sentimenti con il linguaggio del corpo, e di conseguenza ad interpretare i messaggi che riceviamo. Inoltre il mentitore professionale non fa fatica ad adeguare il messaggio del corpo alle menzogne che dice con le parole. Un caso noto a tutti è Daniele Capezzone, il portavoce del partito di Berlusconi, che è stato scelto per quel ruolo unicamente perché, avendo una faccia mobile, è capace di lanciare artificialmente quei segnali amichevoli che predispongono all’ascolto benevolo uno spettatore privo di difese.
    Ciao : )

  9. @ Alessandra
    In questo il web si comporta come la vita reale: nascono simpatie e antipatie senza apparente razionalità e a volte contro ogni logica.
    La pretesa di trasferire nella vita reale le grandi intese che si creano sul web potrebbe essere all’origine di molte disillusioni. Allo stesso modo se Mettessimo Paolo e Francesca a fare i blogger, non si potrebbe nemmeno escludere che dopo poco prendano a insultarsi via mail.
    Ciao : )

  10. .


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