Pubblicato da: scudieroJons | ottobre 19, 2009

Madame, vite, ouvrez ce secrétaire…


La Parigina

                                   di Henri Becque

ATTO PRIMO

La scena rappresenta un salotto elegante. In fondo, porta a due battenti; ugualmente in fondo, a sinistra, un’altra porta a due battenti; a destra, una finestra. Porte laterali: quella di destra, in mezzo, a due bat­tenti; quella di sinistra, a un solo battente, ed è in primo piano. A destra, contro la parete, uno scrit­toio. In scena, a sinistra, un tavolino a un sol piede, e sopra una cartella da scrittoio. Mobili diversi, spec­chi, fiori eccetera.

SCENA PRIMA

CLOTILDE e LAFONT.

(Quando si alza il sipario, la scena è vuota. Clotilde, vestita per uscire, con guanti e cappello, entra pre­cipitosamente dal fondo. Ha una lettera in mano. Si avvicina al tavolo, solleva la cartella e vi nasconde sotto la lettera. Va verso lo scrittoio tirando fuori dalla tasca un mazzo di chiavi. In quel momento compare Lafont e la vede. Clotilde finge di chiudere lo scrittoio a tripla mandata. Lafont si toglie il cap­pello e le si avvicina molto turbato, dominandosi a stento.)

LAFONT        Aprite lo scrittoio e datemi quella lettera.

CLOTILDE      No.

(Una pausa.)

LAFONT         Aprite lo scrittoio e datemi quella lettera.

CLOTILDE       E io non voglio.

(Un’altra pausa; più lunga della prima.)

LAFONT         Di dove venite?

CLOTILDE      Ah! Adesso è un’altra solfa.

LAFONT         Sì, ho cambiato. Vi chiedo di dove venite.

CLOTILDE     Ve lo dirò. Vorrei che vi guardaste in questo momento per vedere la faccia che fate. Non siete affatto bello, amico mio: mi piacete di più in condizioni normali. Dio mio, dove andremo a finire, se perdete la calma per uno stupido biglietto che, forse, mi è stato mandato dal primo venuto?

LAFONT         Aprite lo scrittoio e datemi quella lettera.

CLOTILDE      L’avrete. Pensate però che se scene co­me questa si ripetessero di frequente, mi stacche­rebbero ben presto da voi. Vi avverto che non po­trei subire un interrogatorio ogni volta che metto piede fuor di casa.

LAFONT         Di dove venite?

CLOTILDE     Cercate almeno di essere logico: ve lo consiglio. È poco probabile che io lasci qualcuno e che trovi un suo biglietto tornando a casa.

LAFONT         Aprite lo scrittoio e datemi quella lettera.

CLOTILDE       State scherzando, vero?

LAFONT          Non ho l’aria di uno che scherzi.

CLOTILDE       Allora sospettate di me?

LAFONT          È più probabile. (Con la mano le indica lo scrittoio.)

CLOTILDE       Lo volete? Lo pretendete? Me lo ordi­nate? Va bene. (Con affettata lentezza cerca nella tasca del vestito; tira fuori un fazzoletto, un tac­cuino e le chiavi; si rimette in tasca taccuino e faz­zoletto, e getta le chiavi a volo.) Aprite voi stesso.(Si allontana; lui resta immobile, indeciso, morden­do il freno.) Su, raccoglietele e andate ad aprire. Quando uno ha cominciato, va sino in fondo: si dimostra uomo. (Egli si decide: va verso le chiavi e si china. Ella gli si avvicina.) Badate bene a quel che state per fare. Se toccate quelle chiavi con la sola punta delle dita… con la sola punta delle di­ta… sarete voi a rimpiangerlo, non io.

LAFONT         (esita, raccoglie le chiavi e gliele dà.) Ri­pigliatevi le chiavi.

(Pausa, durante la quale Clotilde si toglie guanti e cappello.)

CLOTILDE       Peggiora, sapete.

LAFONT         Che cosa peggiora?

CLOTILDE       Il male fa progressi, vi avverto.

LAFONT          Quale male?

CLOTILDE      Mi ero già accorta che mi sorvegliate, e ridevo della pena che vi davate… così inutilmen­te. Però, fin qui non c’era nulla da dire. Si trat­tava di gelosia, ma una gelosia gentile, che lusin­ga l’amor proprio di una donna e la diverte. Ora, però, state passando all’altra, alla gelosia stupida, grossolana, brutale, quella che ci ferisce profonda­mente e che non perdoniamo due volte. Lo farete ancora?

LAFONT         Clotilde…

CLOTILDE       Lo farete ancora?

LAFONT         No.

CLOTILDE      Finalmente.

LAFONT         Clotilde…

CLOTILDE       Che c’è, amico mio?

LAFONT         Mi amate?

CLOTILDE      Oggi meno di ieri.

LAFONT        Desiderate vedermi felice?

CLOTILDE      Credo di avervelo dimostrato abba­stanza.

LAFONT        Ho paura di tutti quei giovanotti che ve­dete e che vi ronzano intorno.

CLOTILDE      Come avete torto! Io chiacchiero con l’uno e con l’altro, ma appena volto le spalle non so nemmeno più chi mi abbia parlato.

LAFONT        Non vi ricordate di nessuno che potreste aver incoraggiato senza volere e che si sia creduto autorizzato a scrivervi?

CLOTILDE       Nessuno.

LAFONT          (lamentoso) Aprite lo scrittoio e datemi quella lettera.

CLOTILDE     Ancora! Quella lettera è di una mia amica, la signora Doyen-Beaulieu (gesto di Lafont), la più virtuosa delle donne… dietro le sue arie volubili. So che cosa mi scrive, Paolina, e sa­rò io la prima a dirvelo, se non me lo chiede­rete più.

LAFONT         Clotilde!…

CLOTILDE       E poi?

LAFONT         Siete ragionevole?

CLOTILDE       Più che mai.

LAFONT          La testa è tranquilla?

CLOTILDE       La testa è tranquilla e il cuore anche.

LAFONT        Pensate a me, Clotilde, e pensate a voi. Sappiate che un’imprudenza è presto fatta, e non si ripara più. Non lasciatevi andare al gusto del­l’avventura, che oggi fa tante vittime! Resistete, Clotilde, resistete! Restandomi fedele, voi rimane­te degna e onorata; il giorno che mi ingannaste… (Lei lo interrompe, fa alcuni passi verso la porta in fondo e ritorna.)

CLOTILDE       Attento, c’è mio marito.

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Responses

  1. Clotilde civettuola, intrigante e non certo portata alla fedeltà. Se non ci riesce con il marito, non può riusirci neanche con l’amante. Anima inquieta ma astuta.

  2. divertente, ironica e intrigante questa dama..
    buon lunedì ciao Elena

  3. La testa e il cuore sono tranquilli. Che lucidità nel gestire le emozioni e ..gli uomini! Brava Clotilde, finchè può farlo..!
    S.

  4. @ tageta, albafucens, SinuoSaStrega,
    Mi accorgo che Clotilde può contare ancora oggi su un gran numero di ammiratrici.
    E’ forse un sentimento di rivalsa verso un mondo che è rimasto ancora parecchio maschilista.
    Quando ho letto per la prima volta questa commedia, non avevo ancora diciott’anni, e ne sono rimasto molto impressionato. Poi naturalmente ho scoperto che le donne non sono tutte come la Parigina.
    Ciao : )

  5. Per quanto mi riguarda, non credo che che il mio complimento a Clotilde abbia a che fare con una rivalsa nei confronti del maschio, quanto alla capacità di vivere con ironia e leggerezza. Qualche volta, se possibile, fa bene. Noi donne sappiamo essere molto drammatiche di solito e abbiamo molta poca capacità di essere abili gestori delle emozioni
    Ciao
    S.

  6. Non so se mi ha divertito di più la stupidità dell’uomo o la scaltrezza della dama.
    Non tutte le donne sono come la parigina mi sembra il piu bel commento a questa commedia.

  7. @ SinuoSaStrega
    E’ innegabile che attorno a Clotilde sia scattata la solidarietà femminile.  Anche gli uomini apprezzano la scaltrezza delle parigine, a condizione di poter escludere categoricamente di potersi trovare nella condizione degli uomini rappresentati nella commedia. La motivazione della rivalsa è una mia idea personale, che nasce dall’osservazione di come il teatro, il cinema o la letteratura, offrano possibilità di rivalsa a gruppi di persone che nella realtà invece sono costrette a subire il dominio di altri.
    Ciao : )

  8. @ Regina
    La commedia ci diverte perché aderiamo ad una convenzione, che sospende la morale, per il tempo della sua rappresentazione.
    Nella vita normale una donna come Clotilde sarebbe una disgrazia, per gli uomini, ma soprattutto per le donne.
    Ciao : )


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